Gianstefano Passalacqua rassegna le dimissioni da delegato provinciale del Coni

La notizia giunge inaspettata, per quanto girava, da qualche giorno, negli ambienti sportivi della città.
Nonostante la scelta del delegato provinciale del CONI fosse caduta su una persona che aveva suscitato buone aspettative, Gianstefano Passalcqua ha gettato la spugna e ha rimesso il mandato.
Se un apprezzato imprenditore e un dirigente sportivo di alto livello, Presidente e proprietario di una squadra di basket femminile che milita nella massima serie, con ottimi risultati, da diversi anni, non è riuscito nella missione di continuare la grande tradizione del CONI ibleo e non ha potuto trovare le soluzioni per rilanciare la Scuola Regionale dello Sport, è la conferma della crisi del CONI, a livello regionale e nazionale, evidentemente affidato in mani non adeguate.
Soprattutto a Palermo, la scelta di un ex sindacalista, con un breve quanto insignificante passato politico, si è rivelata deleteria perché, pare, il movimento sportivo, sotto tutela del CONI regionale è, praticamente, in catalessi.
In ogni caso, va detto che le dimissioni di Paasalacqua, che come si intuisce dal comunicato appresso pubblicato, sono di velata protesta per i mancati interventi sulla Scuola dello Sport, sono in ogni caso tardive e mancano di quelle denunce preventive che sarebbe stato opportuno inoltrare, per segnalare uno stato di crisi perdurante che, di certo, si è riflesso sul territorio e sul movimento sportivo locale che, va detto, non ha avuto una guida del livello da tutti atteso

Questa la nota di Gianstefano Passalacqua:

“Rassegno le mie dimissioni, con effetto immediato. Sono dispiaciuto di non essere stato ascoltato, perché avevo delle idee per rilanciare la Scuola dello Sport, non solo a livello territoriale, ma anche a livello nazionale”.
Così Gianstefano Passalacqua comunica le proprie dimissioni dalla carica di Delegato provinciale del Coni, spiegando le motivazioni che sono state alla base di una decisione sofferta ma a lungo ragionata, così come è nello spirito dell’imprenditore ibleo.
“A convincermi ulteriormente, è stato quando mi è stato detto di cercare una nuova sede.
Nel momento in cui questo è avvenuto, ho capito che il Coni stava confermando quello che il Coni Servizi ha fatto da quattro-cinque anno a questa parte, ovvero non spendere più un solo euro per la Scuola dello Sport di Ragusa, struttura che evidentemente dal punto di vista strategico, a livello centrale, non è più importante. E da ragusano non posso accettare che dei soldi spesi nel mio territorio vengano presi e buttati. In poco meno di due anni credo di avere contribuito a traghettare il Coni da una situazione di sfiducia e panico, a una situazione di quasi normalità, e in ordine alla Scuola dello Sport, non posso non ricordare che, per mia iniziativa, la stessa ha vissuto un momento di fasto nel corso dell’Opening Day di basket femminile quando abbiamo ricevuto il plauso di tutte le società italiane per la scelta che avevamo fatto anche in ordine alla struttura, che è veramente importante.
Spero che anche questa mia presa di posizione possa servire perché le coscienze si sveglino, e perché la Provincia porti avanti quello che ha dichiarato di voler fare, ovvero di ristrutturare e di riprendere la struttura, e che l’unico ente che in questo momento possa essere interessato alla gestione, ovvero il Comune di Ragusa, se ne faccia carico e la consegni alla cittadinanza, anche perché la Scuola dello Sport è in grado di generare reddito e di autoalimentarsi.
Ringrazio il presidente regionale per la fiducia che mi ha dato, i collaboratori, nonché i responsabili delle federazioni che in questi quasi due anni di cammino mi hanno aiutato a svolgere questo ruolo delicato.
Il mio successore avrà chiaramente la mia figura a disposizione per un doveroso passaggio di consegne e per illustrare tutta la situazione. Figura che, c’è da dirlo, a me è venuta a mancare. Rimango comunque a disposizione del Coni fino a quando non sarà indicato il nuovo successore”.

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