Giornata del malato 2018, a Ragusa iniziative in programma negli ospedali e nelle chiese diocesane

Domenica anche nella diocesi di Ragusa sarà celebrata la Giornata del Malato, giunta alla XXVI edizione.
Domenica è anche la memoria liturgica della Madonna di Lourdes.
Fitto il programma delle iniziative. Alle 10 la celebrazione eucaristica e la benedizione dei malati, presieduta dal vescovo mons. Carmelo Cuttitta, sarà ospitata nella cappella dell’ospedale Civile.
Alle 11 la processione eucaristica nei reparti.
Il sabato, in occasione della vigilia, alle 17, ci sarà, sempre in cappella, l’accensione dei ceri provenienti dalla grotta di Lourdes, in unione spirituale con il santuario.
Nella cappella dell’ospedale Guzzardi, domenica, sempre alle 10, la celebrazione e la benedizione dei malati presieduta da don Mario Cascone, vicario foraneo di Vittoria, e la processione eucaristica nei reparti. Nell’auditorium dell’ospedale Regina Margherita di Comiso alle 10 la celebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale don Roberto Asta e alle 11 la processione eucaristica nei reparti.
Sempre domenica, alle 16, il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, sarà a Santa Croce Camerina, nella chiesa di San Giovanni Battista, per la celebrazione e la benedizione dei malati.
“La giornata del malato – spiega don Occhipinti – è stata voluta da Giovanni Paolo II che, in prima persona, ha sperimentato la sofferenza.
Questa giornata, vissuta in unione con il santuario della Madonna di Lourdes, ci vuole ricordare come la carità deve essere discreta e concreta. Accanto agli ammalati non bisogna mai essere invadenti ma serve una presenza a volte silenziosa. E poi concreta, fatta di piccoli gesti, così come l’icona della fede è la strada, il cammino.
La memoria della lunga storia di servizio agli ammalati è motivo di gioia per la comunità cristiana e in particolare per coloro che svolgono tale servizio nel presente. Ma bisogna guardare al passato soprattutto per lasciarsene arricchire. Da esso dobbiamo imparare: la generosità fino al sacrificio totale di molti fondatori di istituti a servizio degli infermi; la creatività, suggerita dalla carità, di molte iniziative intraprese nel corso dei secoli; l’impegno nella ricerca scientifica, per offrire ai malati cure innovative e affidabili.
Questa eredità del passato aiuta a progettare bene il futuro. Ad esempio, a preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri”.

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