Giugno 2018 – giugno 2019: tempo di bilanci

Esattamente un anno fa i cittadini ragusani votavano per eleggere un nuovo sindaco.
È già tempo, quindi, di bilanci, anche se il primo cittadino uscì fuori dal ballottaggio del 24 giugno e ancora successivamente si insediò il nuovo consiglio comunale.
Avremo modo di passare alla lente di ingrandimento l’attività dell’amministrazione Cassì, sarà l’occasione per fare il punto sull’attività di ogni singolo assessore, per verificare l’attuazione del programma elettorale, per saggiare il gradimento della città, per rendersi conto se ci sono delusi fra gli elettori di Cassì, se quelli che hanno votato contro hanno rivisto la propria opinione sul sindaco eletto.
Ad un anno dal primo turno, si può fare, intanto un bilancio per gli sconfitti, per le forze politiche che uscirono al primo turno.
Usciti di scena i candidati a sindaco Ialacqua e Migliore che, dopo la sconfitta, non hanno continuato, almeno all’esterno, l’attività politica del gruppo di appartenenza e delle liste a sostegno.
Gli altri candidati, Massari, Tumino e Calabrese, hanno conquistato la rappresentanza in Consiglio Comunale: Massari con il consigliere Iurato, Tumino con il consigliere Mirabella e Calabrese con i consiglieri Chiavola D’Asta.
I 5 Stelle, sconfitti al ballottaggio, con il candidato Sindaco Antonio Tringali, hanno conquistato il maggior numero di seggi fra le forze di opposizione, 4 consiglieri oltre a Tringali che è entrato di diritto, come candidato sconfitto al ballottaggio.
L’azione di opposizione è stata, più o meno, supportata da quella del gruppo politico di appartenenza: attivo sulla scena consiliare il consigliere Gianni Iurato e abbastanza presente Ragusa Prossima sulle tematiche emergenti della città, un ruolo di opposizione che si è rivelato, prevalentemente, costruttivo.
Meno intensa l’azione del gruppo INSIEME a sostegno del consigliere Mirabella, anche per l’inesistenza di ogni attività politica della formazione del candidato Maurizio Tumino.
In effetti, solo i due partiti riconosciuti come tali, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, hanno mostrato una certa vivacità nel fare politica, dentro e fuori il palazzo, come è avvenuto, per esempio, in occasione delle ultime elezioni europee.
Per i 5 Stelle, comunque, privi di una vera e propria struttura organizzativa cittadina attiva, sono stati i consiglieri comunali a tenere viva l’attività politica che si è estrinsecata solo in una serie di comunicati stampa di opposizione e qualche ordine del giorno o atto di indirizzo in consiglio comunale.
Più composita e naturale l’attività politica del Partito Democratico che ha visto protagonista il capogruppo Mario Chiavola, coadiuvato dal circolo cittadino e dal segretario Calabrese.
Del tutto a sé stante l’attività del consigliere D’Asta che ha prima preso le distanze, anche materiali come scranno, dal consigliere Chiavola, per passare, alla fine, in occasione delle ultime elezioni europee, ad una netta presa di distanza dalla segreteria cittadina del partito, con un riavvicinamento a Giorgio Massari per un tentativo di costituire, in città, una nuova forza emergente di centro sinistra.
In uno scenario dove le forze di opposizione hanno mostrato, tutte, prevalentemente, di non aver assorbito la sconfitta, riuscendo solo a sfornare una opposizione di facciata, formale, affidata solo ai comunicati stampa e a qualche intervento in aula per questioni banali, la vicenda D’Asta ha contribuito a fare scendere di livello la qualità delle forze di opposizione per beceri interessi personali, contro la segreteria cittadina.
Confusione aggiunta alla sconfitta, con un’azione difficilmente giustificabile, D’Asta, in pratica senza tesserati, che vorrebbe una politica basata sulle chiacchere e non sull’effettivo seguito che determina la democrazia in un partito.
Dopo aver abbracciato un po’ tutte le correnti locali del Partito Democratico, dai renziani a Denaro, da DiGiacomo a Dipasquale, sempre con Calabrese nel mirino, con cui alla fine si è anche alleato, D’Asta si è rifugiato nel legittimare chi dal partito è uscito, segnatamente due ex avversari interni, il senatore Battaglia e Giorgio Massari, quest’ultimo fatto fuori dallo stesso d’Asta, prima del suo abbandono del partito, proprio come capogruppo consiliare, nella passata consiliatura.
Legittimati come autorevoli guide di una nuova formazione di centro sinistra, strategia che ha preso le mosse dall’appoggio comune alla candidatura Bartolo alle europee, sarebbero, secondo Mario D’Asta, le anime giuste per dare maggiore intensità all’attività del Partito Democratico, per ora egregiamente portata avanti da Calabrese con l’autorevole patrocinio dell’on.le Dipasquale.
Null’altro che l’ennesimo tentativo di assumere una leadership localmente, una strategia contorta che vorrebbe prima far fuori Calabrese e l’on.le Dipasquale per poi affidare la leadership a Battaglia o a Massari con D’Asta grande regista dell’operazione : roba da videogioco !

Da questo scenario non merge un quadro esaltante dell’opposizione alla neonata amministrazione Cassì che, in effetti, in questo primo anno di vita, con pochi colpi ad effetto ma senza grandi realizzazioni, ha avuto vita facile, come presto avremo modo di illustrare.
Soprattutto si è potuto constatare come, al momento, solo il Partito Democratico sarebbe in grado di esprimere una candidatura autorevole, fra quattro anni, per controbattere Cassì.
Tutto il resto delle opposizioni non mostra segni di vitalità e di consenso tali da impensierire l’attuale sindaco che potrebbe trovare avversari, al momento, solo all’interno della sua compagine di giunta.
Ma, è ancora troppo presto per fare previsioni.

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