Gli endorsement dei consiglieri comunali che destano perplessità

Si cerca, da tempo, di affermare la prassi dell’endorsement del consigliere comunale che, il più delle volte, non vanta iniziative personali, né del gruppo consiliare ma bada ad esaltare l’operato dell’amministrazione e di qualche assessore in particolare.
Iniziative del tutto legittime e da considerarsi normali nel circo delle esibizioni mediatiche, oggigiorno inevitabili con in nuovi sistemi di comunicazione, anche se il riconoscimento risulterebbe più credibile e affidabile se pronunciato da terze persone e, meglio ancora, nel caso di amministrazioni ed assessori, da elementi delle opposizioni politiche.

Premettiamo che sulla sostanza del comunicato sul quale ci soffermiamo, abbiamo avuto, più volte, occasione di soffermarci in merito alle esclusive qualità dell’assessore Ciccio Barone che in tema di spettacoli di organizzazione, di tutto quanto ruota intorno alla materia, non ha bisogno di endorsement perché i suoi meriti sono riconosciuti, non ora, ma da tempi lontani quando impose una strategia dell’effimero nuova, moderna evoluta e, soprattutto, in linea con i gusti e le tendenze della gente e dei giovani in particolare.

Il consigliere Anzaldo esalta la scelta dell’assessore Barone per il posizionamento del palco per gli spettacoli in piazza della Dogana, scelta che si sviluppa dalla precedente del Sindaco Cassì, quando Barone non era ancora assessore, di liberare l’area dalle imbarcazioni che, da decenni, occupavano il sito.
Gli elementi di condivisione si sprecano, “Scelta difficile ma che alla lunga si sta rivelando vincente”, “L’idea di allestire un palco in piazza Dogana, a Marina, sebbene sembrasse all’inizio una forzatura, e nonostante qualche dissenso iniziale, si è rivelata una scommessa pienamente vinta”.
Potrebbe chiudersi qua la querelle, anche perché, normalmente, eventuali criticità vengono messe da parte di fronte all’autorevolezza dell’assessore di turno, in questo caso Barone, che riesce a sovrastare eventuali limiti delle scelte effettuate.
Ma quando un anonimo consigliere comunale si ‘allarga’ troppo nel suo ruolo per mansioni che non gli attengono, perché il ruolo del consigliere comunale non è quello di cantore dell’assessore prediletto o di riferimento, sorgono spontanee alcune eccezioni.
Una di queste è quella che il palco sarebbe stato spostato da piazza Duca degli Abruzzi per non ingolfare il sito, ma si doveva badare a non ingolfarne un altro: lo stesso assessore Barone aveva specificato che il palco doveva essere bifronte per rivolgersi ad un pubblico limitato, verso l’abitato, mentre la platea naturale sarebbe stata la spiaggia, per un pubblico numeroso di giovani.
In occasione del concerto di Debora Iurato il sito era del tutto intasato e non c’era nemmeno lo spazio per transitare, come avviene di solito, fra i due lungomare, senza dire che in queste occasioni viene meno del tutto il sofisticato sistema di sicurezza che diventa solo argomento delle riunioni dell’apposito comitato in prefettura.
Il vantato sold out del consigliere Anzaldo rendeva inesistenti le minime condizioni di sicurezza, quindi un consigliere comunale dovrebbe stare attento se per esaltare il suo assessore porta ad evidenziare certi limiti oggettivi, non a caso qualcuno ha detto: “Ma cu cciu porta?”
Quanto al possibile disturbo sonoro nella zona il consigliere raggiunge l’apice nel destare perplessità: sostiene Anzaldo che Marina di Ragusa abbia una doppia vocazione: residenziale e turistica.
“Quando si amministra bisogna giocoforza effettuare delle scelte e la grande presenza di pubblico suggerisce che si ha tanta voglia di divertimento e poca di dormire nella nostra frazione rivierasca”.
Quindi, secondo il consigliere, se i residenti della zona avranno difficoltà a dormire fino alle ore piccolissime, poco importa perché la grande presenza di pubblico suggerisce le strategie da adottare.
Tesi del tutto discutibile, per molti versi irrisolvibile, perché, in effetti, considerando che Marina di Ragusa è diventata del tutto invivibile fra spettacoli, locali, musica, dehors e bancarelle, con abitazioni non residenziali destinate ad un uso prevalentemente turistico-ricettivo, spesso annegato nell’abusivismo e nell’evasione fiscale, sarebbe meglio, per quelli che se lo possono permettere, cercare altri lidi più vivibili.
Fra qualche decennio, come accade ora per il centro storico, si analizzeranno nei tavoli di concertazione i motivi dello spopolamento. Trasformiamo Marina di Ragusa in una sorta di Cinecittà dove si recita dal 15 luglio al 20 agosto e poi chiudiamola.
Ma, soprattutto, ci sorge una perplessità: ma non era il consigliere Anzaldo che si poneva da intermediario fra i residenti della zona del porto e i locali del porto turistico che tenevano la musica ad alto volume?
Non è che la zona del porto sia una zona di élite, dove la gente ha il diritto di riposare senza musica, mentre la zona del centro di Marina deve sottostare alle esigenze di un pubblico numeroso, rinunciando al sonno e al riposo?
E qui ci fermiamo, per non dire altro.

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