Gli incantatori di serpenti

Opposizione del tutto particolare quella che si venne a creare nel 2013 al consiglio comunale di Ragusa: come si ricorderà, per il mancato apparentamento al ballottaggio, si determinò una maggioranza per il Movimento 5 Stelle del candidato vincitore, con 18 consiglieri, a cui si aggiungevano i consiglieri di Partecipiamo e Città che avevano sostenuto al ballottaggio Piccitto e avevano accordi che li avrebbero dovuti fare entrare in maggioranza.
Inizialmente, quindi 10 consiglieri di opposizione, 2 PD, Massari e D’Asta, 1 PDL, Tumino, 1 Idee per Ragusa, Mirabella, 1 Megafono, Chiavola, 2 Ragusa Domani, Marino e Lo Destro, 1 Territorio, La Porta, 1 Movimento Civico Ibleo, Morando, 1 UDC, Migliore.
9 gruppi consiliari (la Marino passa quasi subito al gruppo misto) cangianti anche per le convenienze dettate, fino all’ultimo, dalle opportunità di presenze nelle commissioni e dalle modifiche allo Statuto e al regolamento del Consiglio.
5 anni di continui rimescolamenti, nei quali cambia la geografia del Consiglio Comunale che, alla fine, vede una maggioranza passata alle opposizioni.
Prima sono le consigliere Castro e Nicita ad abbandonare i 5 Stelle, sul finire della sindacatura passano all’opposizione anche La Sigona e la Marabita. Da 18 (+2) per i pentastellati si arriva a soli 14 elementi perché il rappresentante di Città passa quasi subito all’opposizione dopo che non si sono concretizzati gli accordi pre ballottaggio, il Presidente del Consiglio Iacono, che intanto era entrato ufficialmente in maggioranza, con un rappresentante di Partecipiamo in Giunta, passa all’opposizione dopo la mancata rielezione a seguito di sue dimissioni.
Maggioranza delle opposizioni che, almeno sul finire della sindacatura, avrebbe potuto condizionare l’operato dell’amministrazione ma che, fino all’ultimo, non ha saputo trovare l’unità necessaria per scompaginare gli atti della giunta Piccitto.
In linea generale, tutti i consiglieri di opposizione hanno condotto le loro strategie, diversamente connotate, con stili e approcci diversi alle questioni, non si sono mai raggiunti risultati tangibili, pochissimi, forse solo uno o due gli atti bocciati in cinque anni, è stata quasi sempre una opposizione di facciata, di protesta, da parte di qualcuno eminentemente strumentale, che non ha portato a nessun risultato concreto a danno dell’amministrazione.
Non sono mancati gli esposti alle autorità superiori, Enti locali, Corte dei Conti, TAR e minacce di denunce di ogni tipo come le pregiudiziali spesso avanzate, tutto non ha avuto alcun seguito, in pratica le opposizioni non hanno ottenuto nulla dalla loro strategie, l’amministrazione, caratterialmente indifferente all’agitarsi degli avversari politici, non è stata nemmeno infastidita dalle minoranze anche quando queste sono diventate maggioranza.
Un ruolo delle opposizioni, in pratica, inefficace, inadeguato e quasi inesistente, come è stato spesso riconosciuto negli ambienti politici e nelle stesse aree politiche che si opponevano ai 5 Stelle.
Un giudizio che non scaturisce solo da valutazioni personali ma dalla oggettiva realtà dell’assenza di qualsiasi minimo risultato, fino a prova contraria.
Constatazioni di questo tipo assumono particolare rilevanza in tempo di campagna elettorale, momento nel quale alcuni rappresentanti delle opposizioni pretendono di assumere la guida della città.
Non a caso, da più parti, sono stati lanciati appelli per candidature di esponenti della società civile, anche perché molti dei candidati provenienti dall’esperienza di opposizione in consiglio comunale sembrano evidentemente poco adeguati a poter cambiare quello che, secondo alcuni, non va in città.
È chiaro che se ci fosse stato qualche elemento che si sarebbe distinto nel ruolo di opposizione, sarebbe stato il candidato ideale per attuare politiche di rinnovamento, non c’è stato, invece, nessun particolare tipo di consenso derivante dall’azione in aula.
Questo non ha evitato che alcuni esponenti delle opposizioni vantino, ora, in campagna elettorale mirabolanti azioni di contrasto ai 5 Stelle e concreti risultati, alcuni, addirittura vantano ruoli di guida delle opposizioni che, al contrario, sono state caratterizzate da contrasti e rivalità fra i capigruppo, con contorno di battaglie verbali in aula condite anche da offese personali.
Come incantatori di serpenti, ora, i candidati alla carica di sindaco vogliono portare, come credenziale, l’attività in aula, addirittura si spacciano per risultati positivi quegli stessi obiettivi raggiunti come maggioranza in giunta, in pratica misure e provvedimenti della Giunta Piccitto vengono rivendicati da singoli personaggi.

Se di meriti di può parlare per l’azione di opposizione, una menzione va ascritta al consigliere Maurizio Tumino che si è costantemente distinto per le competenze dimostrate sulle varie materie e, segnatamente, su alcuni aspetti delle dinamiche amministrative, che gli hanno consentito di eccepire rilevi concreti su alcuni atti che non sono stati bocciati dalle opposizioni, per i motivi sopradetti – mancanza di unità, scarse competenze, difficoltà di arrivare ad una presenza massiccia in aula – ma sono stati spesso ritirati e/o modificati dall’amministrazione.
Citiamo a caso, la revoca recente della gara per la refezione scolastica, con un atto di indirizzo per nuove procedure che privilegino la qualità del servizio;
-la revoca di direttive urbanistiche effettuata a seguito di uno specifico intervento di Tumino in consiglio comunale;
-revoca del bando per le strisce blu a seguito di specifico intervento per alcune incongruenze anche in ordine alla tutela dei lavoratori;
-revoca dell’affidamento del corner per l’EXPO di Milano, a seguito di specifico intervento in CC per incongruenze legate ai tempi di realizzazione dell’evento;
-revoca della gara per la gestione della piscina comunale, a seguito di altro specifico intervento del consigliere Tumino su incongruenze legate all’efficacia e all’economicità del bando;
-revoca del servizio di accompagnamento ai cimiteri alla coop Pegaso, a seguito di intervento in CC per incongruenze legate alla legittimità della procedura;
-revoca dell’approvazione del progetto di costruzione dei colombari e della relativa aggiudicazione dei lavori, a seguito di incongruenze segnalate sulla legittimità della procedura;
-per la Legge su Ibla la giunta ha provveduto alla rimodulazione del piano di spesa per gli anni 1997-2016, dopo una proposta di iniziativa consiliare del gruppo di Tumino che non è stata adottata, ma i cui contenuti sono stati, di fatto, ripresi, nella delibera.
È giusto ancora ricordare che fu proprio Maurizio Tumino, con il collega Peppe Lo Destro, ad aprire uno squarcio sui fondi residui mancanti della Legge su Ibla, circa 16 milioni di euro, per i quali nessuna delle altre opposizioni ha manifestato particolare attenzione per far venire a galla la verità e per evidenziare ufficialmente i nomi dei responsabili delle gravi violazioni della Legge.
In ultimo va menzionato anche il ruolo di Tumino per il piano di utilizzo della tassa di soggiorno, la cui impostazione fu stravolta su precise sue indicazioni che furono recepite totalmente, sotto dettatura, dall’allora capogruppo del Movimento 5 Stelle, come documentato da una storica foto che ripubblichiamo.
Saremmo lieti di poter accogliere altre segnalazioni, di altri consiglieri di opposizione, relative agli effetti della loro azione di opposizione all’amministrazione Piccitto.

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