Grande organizzatore di eventi, non riesce a gestire il suo ingresso in giunta

L’annuncio delle due nuove collaborazioni a titolo gratuito del sindaco Cassì ha riportato alla luce anche la collaborazione con il primo cittadino, sempre a titolo gratuito, per turismo e spettacoli, di Ciccio Barone.
La sola citazione di Barone ha attirato le curiosità di diversi lettori che ci hanno telefonato chiedendo come fosse finita la storia dell’ingresso in giunta di colui che, dopo aver guidato la campagna elettorale di Cassì, era in predicato di entrare in giunta.
Come si ricorderà, dopo una competizione tirata, si preferì, al primo turno, comporre la squadra assessoriale con nomi di spicco, non macchiati dalla vecchia politica, di indiscusso e indiscutibile prestigio nel panorama cittadino.
Il risultato non tardò ad arrivare, con una affermazione che a qualcuno sembrò inaspettata ma, in effetti, rappresentava il coagulo, attorno al prestigio personale di Cassì, di una squadra composita che seppe lavorare in armonia per sgombrare il campo dai 5 Stelle e dalla vecchia politica che, sotto varie forme, si riproponeva per amministrare la città.
Barone rappresentava, in seno alla compagine a sostegno di Cassì, il polo logistico della politica, quella pratica, attiva, diversa dai principi idealistici di Fratelli d’Italia, da quelli teorici di Giovanni Iacono e da quelli canonici di Franco Antoci.
In pratica, un po’ tutti correvano per la gloria, solo Barone con la sua squadra era pronto a far scattare il cassetto del registratore di cassa per verificare e raccogliere l’incasso, cioè i voti.
E si decise di non rischiare al ballottaggio, si preferì non mettere Barone in giunta per l’ancestrale paura che l’esponente della vecchia politica potesse far perdere qualche voto.
Una scelta che non fu solo di Cassì ma, piuttosto, del gruppo di Barone che vedeva già conquistati sei seggi di consigliere.
E qui Ciccio Barone commise l’ennesimo errore della sua carriera politica, che di errori è costellata: nel 2013, tollerò l’apparentamento solo politico e non tecnico con la coalizione di Giovanni Cosentini, e fu sconfitta per il centro destra.
Nei cinque anni, dedicati esclusivamente al lavoro, Barone ha avuto la proposta di prendere le redini dei resti di Forza Italia e ha rifiutato, in questo influenzato negativamente dai componenti del suo gruppo che hanno preferito restare protagonisti in un piccolo gruppo cittadino, Idee per Ragusa, piuttosto che diventare numeri in un (grande) partito, dimostrando miopia politica.
Poi c’è stata la grande occasione di prendere in mano, in provincia, la Lega di Salvini, anche questa occasione che Barone e alcuni fedelissimi si sono lasciati scappare, quando, addirittura, stavano per essere estromessi i vecchi referenti della politica di una volta ch,e per mantenere il potere in seno al partito, avevano reso complicato l’affermazione di Barone per la provincia di Ragusa.
Al momento della scelta dell’assessore da proporre a Cassì, forti di sei consiglieri, i ‘baroniani’ si perdono in un bicchiere d’acqua: Ciccio Barone si piega, convinto alla scelta comune e si cerca un assessore a tempo, uno che faccia la parte per due o tre mesi, per poi farsi da parte con una scusa.
Nessuno dei fedelissimi ritiene di poter favorire Barone, tutti si tirano indietro ritenendo la particina poco dignitosa.
Non la pensa così la consigliera eletta Salamone, compagna di un referente dell’on.le Orazio Ragusa, tale Enzo Guastella, operatore della formazione professionale, artefice della vittoria alle regionali di Orazio Ragusa che superò, di poco, Giovanni Mauro appunto grazie ai voti procurati nel capoluogo dal Guastella.
In una concitata riunione a Modica, pare a casa di Barone, dopo una formale verifica di eventuali appetiti assessoriali di qualcun del gruppo, o alla Salamone viene proposta la designazione assessoriale, o lei stessa si propone, fatto sta che diventa l’assessore da far designare a Cassì, in quota gruppo di Ciccio Barone.
Questa è la versione unanime che circola all’interno del gruppo di Ciccio Barone, confermata da tutti i presenti alla riunione.
Si vince, la giunta si insedia, si comincia a lavorare, ben presto, intorno metà luglio, in maniera informale, Ciccio Barone comunica che entro Ferragosto subentrerà al posto della Salamone, in giunta.
Cassì risponde a quanti chiedono lumi sulla questione, che è un problema interno del gruppo e non ne vuole sapere di fornire chiarimenti in merito.
Qualcuno del gruppo, non presente alla riunione modicana, si rivolge al compagno Guastella che esclude ogni possibilità di dimissioni della sua compagna, sia dalla carica di assessore, sia da quella di consigliere comunale.
Successivamente, Ciccio Barone sposta la data del suo ingresso in giunta, sempre al posto della Salamone, a dopo l’approvazione del bilancio.
Nel frattempo, in piena estate, il sindaco nomina Ciccio Barone collaboratore a titolo gratuito per turismo e spettacoli, due delle deleghe della Salamone che, si apprende nel frattempo, non si è occupata, per esempio, dell’erogazione delle somme della tassa di soggiorno all’aeroporto di Comiso, né va oltre alla presenza nell’evento dell’Addio all’Estate, curato da Barone con il vecchio amico di un tempo Cannizzo.
Si sa che, nelle ultime settimane, Barone ha partecipato ad alcune riunioni di giunta, come pure ha incontrato i commercianti di Ibla per l’organizzazione degli eventi natalizi, ma del vantato ingresso in giunta non se ne parla.
C’è chi pensa che la Salamone resti al suo posto con l’avallo di Orazio Ragusa, più verosimile pensare che abbia giocato un tiro mancino a Ciccio Barone, il colpo della neofita istruita dal compagno, volpino della vecchia politica, che ha fatto fuori, per ora, il grande esperto di politica.
Il quale minaccia di far saltare gli equilibri, avvalendosi dei numeri in consiglio comunale, ma a far ben di conto, non si sa quale peso possano ancora avere: la Malfa non si farebbe ammazzare per Ciccio Barone dopo la mancata elezione a Presidente del Consiglio, per l’elezione, non farebbe follie Fabrizio Ilardo, considerare la Salamone a favore di Ciccio Barone è solo barzelletta, comunque un soggetto politicamente inaffidabile, se sono vere le storie citate, resterebbero i consiglieri Mezzasalma, Vitale e Rivillito, gli ultimi due gratificati dal Sindaco con deleghe per lo sport e per i servizi sociali, particolarmente ambite dai due.
Qualcuno più smaliziato vorrebbe considerare che il gioco è stato architettato con la connivenza di Barone che sapeva di doversi assoggettare ai voleri di Orazio Ragusa, peraltro non ufficializzabili nel contesto della strategia di Cassì che dichiarava di aborrire i partiti e, segnatamente, Forza Italia.
Qualcuno dice che Ciccio Barone stia studiando i bilanci, segnatamente nella parte riguardante la destinazione delle royalties 2017 e 2018, per pescare in fallo l’assessore, ma sembra che tutto possa ascriversi alla normalità e che gli assessori designati se ne andranno solo se lo decide chi li ha nominati.
Tutto il resto è spettacolino, invero non esaltante. In più, abbiamo già il comunicatore che potrà spiegare come sono andate le cose.

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