I 5 Stelle nel pallone, addirittura il consigliere Gurrieri smentisce se stesso, mentre la Federico fa confusione fra critica e diffamazione

Come al solito, seduta del Consiglio Comunale dominata solo dalle comunicazioni, un solo punto all’Ordine del Giorno viene approvato, tutto il resto rimandato perché i consiglieri eletti stentano a tollerare di lavorare dopo le 21, ma si guardano bene dall’iniziare i lavori nel primo pomeriggio, o anche di mattina.
Non si comprende perché ci si candida a consiglieri per mettere poi davanti, sistematicamente, impegni di famiglia, di lavoro, nonostante, per questi ultimi, la legge prevede che il consigliere ha diritto al giorno libero.

Lo spettacolo, perché di questo si tratta, del consiglio di ieri, giovedì 19 settembre 2019, è stato dei più squallidi, perché le comunicazioni sono state dominate dalle recenti diatribe verbali fra opposizioni e sindaco, per le questioni dell’affitto dei locali dell’Opera Pia e dell’affidamento dello skate park ad una associazione sportiva.
Non contenti della sequela di comunicati, di critiche e di accuse, i 5 Stelle in particolare hanno inscenato una sorta di teatrino.
In particolare, il consigliere Gurrieri ha mostrato il meglio di se stesso, smentendosi clamorosamente e acclarando, quanto meno, un certo grado di confusione nell’affrontare il mandato conferitogli dagli elettori.
Se, rispondendo ad una domanda del giornalista, nella Sicilia del 15 settembre, sulla questione riguardante l’affitto dei locali dell’Opera Pia, diceva testualmente: “Non è mia intenzione alimentare ulteriori polemiche su argomenti trattati solo tramite social o stampa, perché significherebbe attivare un infinito telefono senza fili. Per fare questo abbiamo un luogo preposto: la nostra aula consiliare, la casa dei cittadini ed è lì che attendiamo le dovute risposte”.
Rammentando che fu il gruppo 5 Stelle, anche lui firmatario, a diffondere due comunicati stampa e che i colleghi di gruppo condivisero gli articoli di stampa sui social, ci si poteva attendere che il Gurrieri, in aula, alla prima occasione utile, avesse preteso le dovute risposte dal sindaco, come dichiarato.
Cosa fa, invece, questo singolare esponente dei 5 Stelle? Invece di essere coerente e considerare l’aula l’unico luogo preposto per avere le risposte esordisce, nel suo intervento di ieri, dicendo: “Signor Sindaco, in merito a questa vicenda, ritengo non sia il caso di continuare a discutere qua dentro, perché prima ancora di rivestire un ruolo politico, siamo dei cittadini e ogni cittadino è libero di rivolgersi alla magistratura, se è il caso…”
Liberissimo di preferire di attendere la sentenza di un giudice, come si spera che avvenga, ma è indubbio che l’ondeggiare, a pochi giorni di distanza fra una dichiarazione e un’altra non depone bene per uno che vorrebbe fare politica.
La consigliera Federico ha dichiarato in aula che il Sindaco non è pronto per il suo ruolo e sarebbe meglio che tornasse a fare l’avvocato, ma forse, farebbe meglio a cercare chi non è pronto nel suo stesso gruppo dove non manca gente inadeguata al ruolo.
Non meno sorprendenti le dichiarazioni e le parole della consigliera Federico che ha dimostrato di non voler accettare la netta distinzione fra critica e diffamazione, offesa, insulto, e ha seguito il consigliere Firrincieli sulle tesi del diritto delle opposizioni di controllare l’operato di chi amministra, riprendendo la caduta di stile del nuovo capogruppo dei 5 Stelle che, in chiave sportiva, ha paragonato Cassì al giocatore che, criticato, prende la palla e se va.
Se Firrincieli si è limitato a questo poco elegante paragone per un ex campione che, casomai, faceva andare via gli avversari, la Federico ha rincarato la dose utilizzando, riteniamo in maniera irresponsabile, le parole “Lei è andato a piangere alla magistratura”.
Nonostante il Sindaco abbia cercato di far capire la differenza fra la critica politica e l’offesa personale, la diffamazione senza il minimo elemento certo per supportare accuse gravissime che fanno intravedere un reato penale, e abbia parlato, benevolmente, di pericolosa confusione, peraltro non tutta farina del sacco dei consiglieri grillini, la Federico ha continuando, esagerando, nel dire a Cassì che non è pronto per il suo ruolo, non può continuare a fare il sindaco.
Nonostante il primo cittadino, con estrema calma, abbia cercato di ottenere un linguaggio corretto e responsabile, in quanto soggetti pubblici sotto l’occhio della gente, invitando a non spargere inutilmente letame, auspicando che i suoi interlocutori potessero avere contezza dell’atteggiamento gravemente irresponsabile, l’esponente grillina ha continuato sulle sue posizioni, insistendo e replicando le parole pronunciate prima che, forse, facevano parte di una traccia preparata precedentemente o, peggio, scritta da altri.
Sintomatico il silenzio del consigliere Alessandro Antoci, come sempre rilevato dal Sindaco; prima delle conclusioni delle comunicazioni, è arrivato in aula il consigliere Tringali che ha ricevuto parole di apprezzamento dal primo cittadino per il suo ritorno alla politica di palazzo, considerato il suo ruolo naturale di leader del gruppo.
Tringali ha abilmente glissato sui toni della polemica, spostando elegantemente l’obiettivo sulla necessità di maggiori chiarimenti sulle idee progettuali dell’amministrazione, e del sindaco in particolare, non solo per l’immobile oggetto della questione, ma per tutta una serie di interventi che si rendono necessari in centro storico per la riqualificazione urbana.
Il Sindaco non si è sbottonato sulle idee progettuali, soffermandosi sulle peculiarità dell’immobile dell’Opera Pia, potenzialmente aperto a mille soluzioni che si inserirebbero nel più ampio contesto di un centro storico vivacizzato dalla fruizione di numerose strutture che, inevitabilmente, debbono concorrere, tutte, alla rinascita del vecchio nucleo abitativo del capoluogo.
Ha poi accennato all’assoluta regolarità dell’apertura e dell’affidamento dello skatepark che si sta rivelando l’ennesimo buco nell’acqua di una opposizione in grave difficoltà a solo un anno dall’inizio della sindacatura
Tutto il resto della seduta, solo fuffa, come accennato solo un punto dell’Ordine del Giorno approvato, per un cambio di destinazione d’uso di un immobile da destinare a residenza sanitari assistita, mozioni, atti di indirizzo e ordini del giorno, risalenti a giugno e luglio, fra cui impegni importanti per sostegni agli studenti, per la sicurezza stradale e altre misure degne di nota, tutto rimandato alla prossima seduta, tanto le esigenze della gente possono attendere, è più importante esibirsi davanti alle telecamere per farsi vedere dai parenti stretti.

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