I 5 Stelle vogliono riaffermare la posizione NO MUOS, ma i comitati NO MUOS diffidano

La questione potrebbe diventare e sarebbe l’ennesima gatta a pelare per il Movimento 5 Stelle che si trova in difficoltà per attuare il programma di governo che vorrebbe ricalcare quello elettorale.
L’impossibilità pratica di chiudere l’ILVA di Taranto, di bloccare i lavori per il TAP, il gasdotto che approda in Puglia, le difficoltà di bloccare i lavori della TAV, mettono in difficoltà i 5 Stelle pressati da una base che comincia a non capire.
Ora incombe la questione del MUOS di Niscemi e i Comitati NO MUOS cominciano a chiedersi perchè, una volta al governo, i 5 Stelle non prendono posizione netta contro il mantenimento della base americana di telecomunicazioni.
Se le questioni dell’ILVA e le grandi opera prima citate sono state problematiche di recente affrontate dai vertici 5 Stelle, non è così per il MUOS contro il quale, da tempo, truppe di pentastellati, non solo siciliani, hanno lottato per una chiusura senza se e senza ma.
Le ultime dichiarazioni di DiMaio, dichiarazioni non chiare ed esplicite del deputato regionale siciliano Giampiero Trizzino, informazioni provenienti da ambienti vicini al Ministero della Difesa, farebbero propendere per un ammorbidimento della posizione dei 5 Stelle nei confronti del MUOS, la cui chiusura, voluta dai militanti, sarebbe oltremodo complicata, se non impossibile.
Il 7 novembre rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, Ministro indicato dal Movimento, per discutere della questione MUOS.
L’esito dell’incontro sembrerebbe già scritto: il Muos deve rimanere.
Sono lontani i tempi in cui il Movimento professava la trasparenza attraverso la diretta streaming degli incontri: l’incontro con il Ministro è avvenuto a porte chiuse!
Sarebbe stato interessante sapere quali le argomentazioni trattate dagli esponenti 5 stelle.

L’esecutivo, il Governo del cambiamento da quando è in carica cosa sta facendo per occuparsi del tema? – si chiedono gli esponenti del coordinamento dei Comitati NO MUOS.
• Da questa estate, il Movimento 5 Stelle sostiene una nuova richiesta di lavori volti a consolidare e non a smantellare l’esistente.
• In questi giorni, sempre il Movimento 5 Stelle approva un ulteriore procedimento legale che prevede l’annullamento della sentenza che ha dichiarato il MUOS come abusivo.
•Il Movimento e i suoi organi di governo nemmeno ritengono degne di risposta le richieste di incontro e di istituzione di tavoli di confronto, più volte presentate dalle rappresentanze politiche locali negli scorsi mesi.
Dicono dal Coordinamento dei Comitati NO MUOS:
Questi sono i vostri risultati. Gli unici che al momento siete stati in grado di portare a casa.
Sappiamo bene di non avere avuto mai governi amici, noi i governi li valutiamo in base ai fatti, così come sappiamo bene di essere portatori di un interesse collettivo che va oltre i giochi di palazzo e le strategie per arrivare al potere e mantenerlo.
Ma se ancora tra voi qualcuno crede di occupare una poltrona a nome del popolo italiano o addirittura a nome dei No Muos dovrebbe tornare ad alzare la voce e a farsi sentire.
Noi non smetteremo mai di protestare e di manifestare insieme a tantissimi altri movimenti, da Nord e Sud, la nostra ferma contrarietà all’imposizione di progetti, opere e strutture che danneggiano il presente e il futuro del mondo che vogliamo abitare e proteggere da chi continua a distruggerlo per il proprio meschino profitto.
Per questo chiediamo a tutti i rappresentati del Movimento 5 Stelle che in passato si sono occupati di Muos attraverso mozioni, commissioni, interrogazioni parlamentari, di essere coerenti con quanto affermato finora: il Muos va smantellato.
E se dall’incontro con il Ministro dovessero emergere tentennamenti, o addirittura una legittimazione del Muos rimarrebbe una sola cosa da fare: DIMETTERSI IN BLOCCO
Negli anni passati avete presentato mozioni e interpellanze in cui a chiare lettere avete chiesto non solo ulteriori interventi volti al monitoraggio e alla salvaguardia della salute pubblica, ritenuti insufficienti gli studi e le rilevazioni sulle emissioni elettromagnetiche effettuate in pochissime e concordate ore con la Marina USA, ma anche che sia finalmente chiarito se e in che modo una struttura militare a uso e consumo USA possa avere un ruolo strategico per la Difesa nazionale e non sia invece quello che è: l’esempio concreto della servitù militare a cui siamo sottoposti.
Avete spesso ribadito come sia assolutamente una priorità tenere conto dell’ambiente naturale, tutelare la Sughereta di Niscemi e le aree naturali limitrofe alla base militare. Aree letteralmente abbandonate dalle istituzioni preposte alla loro gestione e che sopravvivono e resistono solo grazie all’impegno volontario delle associazioni ambientaliste del territorio.
Avete combattuto a parole e, a detta vostra anche con i fatti, il Governo precedente, sia a livello regionale sia a livello nazionale, schierandovi dalla parte delle ragioni del Movimento No Muos senza se e senza ma, promettendo di mettere la parola fine allo scempio e per questo motivo, sapete bene, di aver ottenuto la fiducia a governare durante le vostre campagne elettorali.
Avete fatto appello a principi di precauzione e ad assunzioni di responsabilità politica in merito a dibattimenti tutt’ora in corso relativi alla concessione di autorizzazioni raffazzonate e che mai sono riuscite a passare come legittime, necessarie e ininfluenti sulla vita delle persone e, di nuovo, di quell’ambiente sempre più in crisi e che deve godere della priorità in qualsiasi decisione politica presente e futura, considerati gli scenari catastrofici a cui assistiamo, ampiamente preannunciati.
Nel Contratto di governo nessun riferimento alla problematica Muos é stato inserito.
Di essere contro il Muos vi è sovvenuto solo dopo i nostri comunicati su quanto stava avvenendo. Soprattutto da quando abbiamo preso atto del fatto che la Ministra Trenta sul procedimento in corso presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa locale, intende mantenere la posizione del governo precedente.
Uno scivolone questo, se scivolone vogliamo intenderlo, non indifferente!
La rassegna stampa di questi giorni però rivela una mezza verità:
La questione Muos è infatti narrata come uno scontro interno tra Trizzino e i 5 stelle. Chi ha seguito la vicenda sa bene che non è così, la linea per lo smantellamento del Muos era la linea di TUTTO il movimento.
A testimoniarlo sono i comizi di Beppe Grillo, le parole di Di Battista, Stefania Campo e Giarrusso, le mozioni e le interrogazioni di Giulia Grillo (attuale ministra della salute), di Corrao (europarlamentare) e della Taverna. E poi le interviste a Fico (presidente della Camera).
Oggi è il momento di essere consequenziali: l’unica alternativa sono le dimissioni e l’oblio per essere esattamente come tutti gli altri.
Sono numerosi gli esempi di Mozioni, interrogazioni e atti di commissione presentati dal Movimento 5 Stelle.

Questo è quanto scrivevano i NO MUOS prima dell’incontro con il Ministro

Come riferisce l’on.le Stefania Campo in un post, l’esito dell’incontro con il Ministro Trenta sarebbe stato positivo:
++ MUOS: LO STATO SI SCHIERA DALLA PARTE DEI CITTADINI! ++
“Abbiamo una notizia meravigliosa da darvi: io, Giampiero Trizzino e Gianluca Rizzo, abbiamo appena incontrato il nostro Ministro della difesa, Elisabetta Trenta, che ci ha comunicato che l’Avvocatura dello Stato non si presenterà all’udienza Muos del 14 novembre.
Cosa vuol dire questo? Che lo Stato per la prima volta si schiera dalla parte dei cittadini e contro il Muos!

Su sicilia5stelle.it si legge un comunicato stampa:
Vicenda Muos di Niscemi, concluso l’incontro tra il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il deputato 5 stelle all’Ars, Giampiero Trizzino, e il presidente della commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo. Era presente pure la deputata del M5S all’Ars, Stefania Campo.
“Il ministro Trenta – dicono Trizzino e Rizzo – oggi ci ha comunicato che l’Avvocatura dello Stato non si presenterà all’udienza del 14 novembre del Consiglio di giustizia amministrativa”
“Esprimiamo grande soddisfazione – ribadisce Trizzino -, perché per la prima volta il nostro Paese si mette al fianco dei cittadini. E’ un fatto storico senza precedenti, di cui diamo merito all’intervento del ministro Trenta”.
“Al tavolo – conclude il deputato a palazzo dei Normanni – abbiamo anche chiesto al ministro la possibilità di avviare un’interlocuzione per procedere a nuove misurazioni delle emissioni elettromagnetiche nell’area del Muos, cosi come richiesto dalla cittadinanza di Niscemi.
Chiederemo anche al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di prenderne parte”.

Ma non è l’esito sperato dai Comitati NO MUOS che così replicano agli entusiasmi ritenuti eccessivi dei 5 Stelle:

Per capire meglio quali effetti avrà la scelta del Ministero della Difesa di non presentarsi alla prossima udienza del CGA (l’ultimo grado della giustizia amministrativa in Sicilia) viene pubblicata dal sito NOMUOS.info la nota ricevuta da due avvocati No Muos: Dario Pruiti Ciarello e Luigi Cinquerrui.

La notizia, tanto acclamata, dell’annunciata assenza dell’avvocatura dello Stato alla prossima udienza, prevista il 14 novembre, potrebbe non avere effetti, o addirittura rivelarsi un boomerang contro i NOMUOS.

Capiamo perché:

Non si comprende la grande enfasi con la quale la delegazione Siciliana de Parlamentari del M5S ha diffuso la notizia che all’udienza davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa del prossimo 14 novembre, nella quale si dovrebbero decidere i ricorsi per revocazione riguardanti la vicenda del MUOS di Niscemi, l’avvocatura dello stato non sarà presente.

Si tratta infatti di una non notizia o, quantomeno, della cronaca di un nulla di fatto ottenuto dalla delegazione Siciliana rispetto alle posizioni già assunte dal Ministero.

NELLA SOSTANZA L’ASSENZA DELL’AVVOCATURA ALL’UDIENZA NON EQUIVALE A UNA RINUNCIA ALLE DIFESE, ANZI, COMPORTERÀ PROPRIO LA VALUTAZIONE DA PARTE DEL CGA DELLE MEMORIE DEPOSITATE DAL MINISTERO LO SCORSO 12 OTTOBRE CON LE QUALI SI CHIEDEVA IL RIGETTO DEI RICORSI PRESENTATI DA LEGAMBIENTE, DAL MOVIMENTO NO MUOS E DAL COMUNE DI NISCEMI E LA CONFERMA DELLA SENTENZA IMPUGNATA.

In sostanza nessun cambiamento di posizione da parte della Ministra Trenta le cui richieste processuali restano cristallizzate nelle memorie difensive già depositate; altro che Governo che si schiera dalla parte dei cittadini, il Governo resta schierato dalla parte delle forze armate USA e del MUOS!

QUANTO AL FANTOMATICO RITIRO DELLE MEMORIE QUESTO ATTO (NON PREVISTO DALLE NORME DI PROCEDURA) POTEVA AVVENIRE SOLO COL DEPOSITO DI ALTRA MEMORIA CONTENENTE LA RINUNCIA ALLE DIFESE DEPOSITATE IN PRECEDENZA. MA QUESTO È TECNICAMENTE IMPOSSIBILE PERCHÉ IL DEPOSITO DI MEMORIE PUÒ AVVENIRE FINO A 30 GIORNI PRIMA DELL’UDIENZA. QUINDI, PARADOSSALMENTE, L’UNICO MODO DI CONCRETIZZARE LO “SBANDIERATO” PASSO INDIETRO SAREBBE STATO PROPRIO QUELLO DI PRESENTARSI IN UDIENZA E RINUNCIARE ALLE DIFESE GIÀ DEPOSITATE.

La notizia diffusa con grande enfasi dai Parlamentari del M5S si rivela, quindi, solamente fumo negli occhi.

Del resto, ove veramente vi fosse stata un’inversione di tendenza da parte del Governo, ben altri sono gli strumenti che il Ministro della Difesa può utilizzare per fermare il sistema di trasmissione satellitare della marina statunitense, a partire dal rispetto delle norme costituzionali.

I parlamentari del M5S erano già stati firmatari nel 2014 di una mozione parlamentare con la quale si chiedeva di bloccarsi gli accordi che consentono la realizzazione delle Basi Statunitensi di uso esclusivo in quanto illegittimi perché mai autorizzati dal Parlamento come richiesto dall’art. 80 della Costituzione.
Tale mozione, allora bocciata dal voto congiunto di PD e NCD, rimane ancora valida.

Le basi di uso esclusivo, infatti, non sono previste dal trattato NATO e la loro realizzazione non poteva essere consentita con accordi firmati da esponenti del governo o generali, come di fatto avvenuto, trattandosi di accordi che consentono la presenza di truppe e armamenti sul nostro territorio.
Questo è un nodo essenziale della vicenda MUOS uno strumento che guida armi a controllo remoto utilizzate in missioni e conflitti a noi ignoti. Uno strumento offensivo, quindi, che viola non solo l’art. 11 della nostra costituzione che consente l’uso delle armi solo a scopo difensivo, ma anche le prerogative del Parlamento di decidere lo stato di guerra.

Oggi, la sicurezza del territorio e l’incolumità dei cittadini sono rimessi al libero arbitrio di una potenza straniera senza alcuna possibilità di intervento grazie alla delega in bianco affidatagli attraverso accordi privi dei requisiti e delle garanzie previsti dalle norme costituzionali.

Ci si sarebbe almeno aspettato, quindi, una presa di posizione politica da parte del M5S coerente con quelle prese nel 2014. Invece, non resta che prendere atto di questo nulla di fatto che sa tanto di tradimento delle aspettative e del voto dei cittadini.

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