I bagni pubblici, eterna piaga della città

Ogni tanto di deve dare atto dei rilievi condivisibili dei consiglieri di opposizione: questa volta è il caso del capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, che rileva come i servizi pubblici di piazza della Repubblica, a Ibla, spesso risultino chiusi.
Quella dei servizi igienici pubblici è una piaga mai risolta a Ragusa, intanto non si è capito mai quale sia l’assessorato competente. C’è sempre stato un rimpallo di responsabilità fra ufficio tecnico e assessorato ai servizi sociali per il personale utilizzato addetto alla sorveglianza e alla pulizia.
Poi c’è stata la questione dei fondi sempre scarsi: nessuno vuole capire che per mantenere aperti e puliti, oltre che funzionanti, con personale adeguato per numero di unità e responsabilità da ottemperare, occorrono, almeno, 500.000 euro l’anno per il solo personale.
Inutile aggirare l’ostacolo con le cooperative che cercano solo di limitare gli orari di apertura e offrono paghe da miseria, provocando disservizi inevitabili.
La giunta in carica dovrebbe avere il coraggio di fare scelte precise: o si vogliono tenere aperti i servizi igienici, l’optimum sarebbe h24, oppure è meglio dichiarare la resa e chiuderli.
I bisogni corporali non conoscono orari e non possono fare i conti con i disservizi che a Ragusa, da tempo sono cronici.
Fra l’altro, nei quartieri prettamente turistici, i servizi pubblici sono indispensabili e sarebbe opportuno valutare anche l’utilizzo della tassa di soggiorno: non solo si rispetterebbero le finalità dell’imposta ma si eviterebbe di disperdere fra aeroporti, cultura, materiale turistico, spettacoli e manifestazioni di scarsa valenza, cifre enormi delle quali, a proposito, è nostra intenzione interessarci prossimamente per avere un quadro analitico delle destinazioni delle somme.
La denuncia del capogruppo democratico Chiavola, uno dei pochi dell’opposizione che mantiene lucidità sulle eccezioni da sollevare, è degna di menzione e attende risposte precise da parte dell’amministrazione.
E d’uopo saper se il mancato funzionamento del comparto è addebitabile agli amministratori, ai dirigenti e ai funzionari responsabili oppure ai responsabili di eventuali ditte incaricate del servizio
Come è consuetudine, il consigliere comunale si guarda bene dall’evidenziare il possibile coinvolgimento di dirigenti e funzionari, come pure non tocca la ditta, limitandosi a chiedersi perché non si ha la forza di intervenire in maniera adeguata.
Ma una risposta dell’amministrazione è inevitabile.

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