I commercianti protestano, ma serve veramente aprire via Roma ?

Un gruppo non identificato di commercianti della via Roma vuole dare vita ad una protesta che si concretizzerà con lo spegnimento delle luci dei negozi e la chiusura delle attività dalle ore 20 di sabato 12 ottobre prossimo.
Nelle vetrine, saranno esposti messaggi riportanti il disagio che vivono i commercianti in quella che era la via principale della città. La protesta cesserà quando i commercianti riceveranno risposte concrete dall’amministrazione.

Il gruppo, in una nota, specifica che, “dopo anni di riunioni, con le amministrazioni che si sono succedute, in cui si è ampiamente discusso di problematiche e soluzioni per una riqualificazione del centro storico, non avendo ad oggi riscontrato nessuna azione concreta, in attesa che tali azioni di riqualificazione a medio e lungo termine vengano attuate, onde evitare la chiusura di altri esercizi commerciali, i commercianti del centro storico di Ragusa Superiore chiedono come misura d’urgenza la riapertura del tratto di Via Roma a traffico limitato (ZTL).
Non avendo ricevuto ad oggi risposta, decidono di sensibilizzare l’amministrazione con una protesta volta a far vedere come sarà il salotto buono della città in un futuro prossimo, se non verranno attuate con urgenza quelle politiche di riqualificazione di cui tanto si è discusso.”

Fatta salva la verifica di quanti commercianti di via Roma aderiranno alla protesta, che, come si legge nella nota, prevede la chiusura ad oltranza delle attività, la richiesta appare pretestuosa ed è da ritenere funzionale solo ad attirare l’attenzione sulle problematiche, peraltro spesso analizzate in incontri comuni, che non hanno trovato soluzione.
La richiesta di aprire al traffico via Roma, difficilmente condivisibile, non appare in grado di risolvere i problemi dei commercianti.
La crisi del commercio, come la diminuzione dei residenti, in centro storico ha radici diverse che non possono essere risolte riaprendo la via al traffico veicolare.
Innanzitutto, non ci sono adeguate misure di sicurezza per i pedoni, il solo passaggio delle vetture è ininfluente ai fini commerciali, considerato che sarebbe idea folle permettere l’eventuale sosta di vetture fra una aiuola e una panchina.
Il particolare era già emerso in occasione dell’apertura al transito dell’ultimo tratto per le vetture provenienti da via Salvatore, allorquando un commerciante dichiarò: “se non sarà consentita nemmeno una sosta breve, è tutto inutile”
E’ ora di finirla con le favole delle cause determinate dai centri commerciali, dalle zone di espansione edilizia, dall’isola pedonale: per limitarci al commercio, le ragioni della crisi vanno oltre, incidono anche le vendite online, in ogni caso le poche attività di livello resistono, per il resto il cliente sceglie sulla base della qualità dei prodotti, della convenienza, della tendenza del momento.
Riaprire al traffico veicolare una zona pedonale appositamente progettata appare una idea balzana, senza le necessarie certezze che tutto si sistemerà. Occorrono, invece contenuti e politiche dedicate, intanto a sostegno dello sviluppo economico, del tutto inesistenti finora con la nuova amministrazione insediatasi nel giugno 2019.
Occorrono affitti convenienti, può servire studiare agevolazioni per nuove attività commerciali, ma si deve avere la libertà di poter favorire la catena di fast food piuttosto che la solita panineria, cosa che, alla luce degli ultimi avvenimenti in città, non sembra possibile.
Se c’è McDonald o Burger King si va dovunque, se arriva Starbucks si posteggia anche in contrada Tabuna, ammesso che ci siano collegamenti con il centro città.
Piuttosto i commercianti dovrebbero chiedere un rimpasto per avere un assessore che si occupi veramente di sviluppo economico, con competenze non solo teoriche ma in grado di produrre proposte operative da sottoporre ai diretti interessati, dal momento che, dopo 15 mesi di amministrazione, non c’è ancora uni straccio di progetto in materia.

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