I sindacati sono pessimisti, ma il prevedibile accordo per il nuovo governo dice che la Ragusa – Catania è fatta

Non si comprende il pessimismo dei sindacati e dei sindaci del territorio per le sorti della Ragusa – Catania.
In effetti rileggendo un giornale dello scorso aprile ci si chiede che fine abbiano fatto le iniziative eclatanti più volte annunciate e minacciate. Verrebbe da dire: “Questo vi meritate, perché i vari governi che si sono succeduti hanno fatto solo parole, ma le associazioni di categoria, i sindacati, i sindaci, non sono stati da meno.
Se non ci fosse stata l’iniziativa di Davide Faraone e di Nello Dipasquale, con la marcia pacifica da contrada Coffa all’aeroporto di Catania, il territorio è rimasto immobile, attore non protagonista di quella che qualche sindacalista chiama fiction squallida prodotto della politica dell’incertezza.
Ma nessuno comprende che siamo al punto di svolta: il preannunciato accordo fra 5 Stelle e PD, che avrà sintesi felice perché nessuno vuole andare a casa senza la certezza del ritorno a Roma, nessuno vuole affrontare una campagna elettorale dall’esito incerto, nessuno, una volta seduto sulle poltrone di governo, vuole alzarsi.
Politici, di lungo corso, sindacalisti, associazioni di categoria, tutti navigati e di lungo corso non comprendono che un governo % Stelle – PD vuole dire aprire i cantieri della Ragusa – Catania il giorno dopo la fiducia in parlamento per il nuovo esecutivo.
Saremmo noiosi a ripetere le assicurazioni dei 5 Stelle, a tutti i livelli, per la fattibilità del raddoppio della Ragusa-Catania, tanto facile che hanno rilanciato e hanno escluso il privato: ci pensa lo stato.
Impossibile che i 5 Stelle ci ripensino, dovrebbero nascondersi onorevoli, ministri vari e referenti dei vertici del movimento.
Dall’altra sponda del governo, il PD ha sempre sbandierato l’impegno del partito che ha portato ll progetto della Ragusa- Catania ad un passo dall’apertura dei cantieri: gente come Del Rio, Gentiloni, lo stesso Renzi farebbero la rivoluzione se, una volta al governo, l’iter della 514 non viaggiasse a livello di una Formula 1.
Solo con questi presupposti, dopo le critiche e gli improperi che si sono scambiati 5 Stelle e Democratici, impossibile non pensare ad una strada che si materializza davanti ai nostri occhi, giorno dopo giorno.
La strada è cosa fatta, parlare ancora di territori penalizzati è fuori luogo, perché pensare che la crisi possa recitare il de profundis per il progetto?

Cionondimeno pubblichiamo gli ultimi due comunicati, di Musumeci della UGL di Catania e di Sanzaro della Ust Cisl Ragusa-Siracusa che esprimono le loro perplessità, seconso noi infondate sulle sorti della ‘ragusana’:

Autostrada Catania – Ragusa, Musumeci (Ugl Catania): “Squallida fiction, prodotto della
politica dell’incertezza. Territori penalizzati, chiediamo aiuto al presidente Mattarella.

“E’ ormai un dato di fatto che il sud-est della Sicilia è un set ideale per la realizzazione di serie tv di successo, ma la fiction che ormai da anni va avanti sulla realizzazione dell’autostrada tra Catania e Ragusa è davvero squallida.
Una pessima figura mondiale ed un grave danno per una fascia della nostra isola che potrebbe essere ancor più produttiva e trainante per l’economia non solo siciliana.”
Va giù duro il segretario generale territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, su uno dei temi più caldi dell’ennesima estate passata senza l’avvio dell’agognato cantiere.
“Quello che sta accadendo è senza ombra di dubbio il prodotto per eccellenza della politica dell’incertezza, del vorrei ma non so e, talvolta anche dei no, che si è accentuata negli ultimi mesi con la sciagurata gestione politica del Ministero delle infrastrutture.
Ed ora, quasi beffarda, ci si mette di mezzo anche una crisi di governo, che non sappiamo quando durerà ed a cosa porterà, proprio nel momento in cui probabilmente si sarebbe finalmente trovata la quadra dopo lo stanziamento delle somme da parte del Cipe.
E possiamo comprendere la rabbia dei sindaci dei territori che collegano i due capoluoghi di area vasta, sempre più penalizzati da un estenuante tira e molla, ed ovviamente sposiamo appieno l’ira dei lavoratori che sono costretti nel 2019 a viaggiare su un’arteria penosa e di quegli imprenditori che reclamano più modernità per far crescere economia e occupazione.
Giunti a questo punto, l’unica persona a cui possiamo rivolgerci, per far valere le ragioni di questa parte di Sicilia, non può che essere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Su di lui, autorevole garante della nazione e dei diritti degli italiani, non ci resta che riporre la speranza di un’accelerazione prioritaria per la realizzazione di un’opera pubblica fondamentale anche in funzione del corridoio europeo, coincidente con la grande direttrice che da Berlino arriva fino alla Sicilia.
Ci auguriamo, dunque, che in queste calde giornate che purtroppo ancora una volta la nostra nazione dovrà vivere tra Parlamento e Quirinale, al pari del Tav, la Catania – Ragusa possa trovare definitivamente la giusta dignità per non diventare più oggetto di propaganda elettorale.”

 

La Ragusa-Catania e la necessità di costituire un ampio fronte di mobilitazione
Sanzaro (Ust Cisl Ragusa-Siracusa): “Serve una campagna di sensibilizzazione”

Che cosa succederà con la Ragusa-Catania? La superstrada si farà? Oppure i venti di crisi del Governo nazionale spazzeranno via l’ultima residua possibilità di poter dare concretezza a un progetto che era già pronto e cantierabile?
Sono gli interrogativi che si pone il segretario dell’Ust Cisl Ragusa-Siracusa, Paolo Sanzaro, a maggior ragione dopo che l’annunciata presenza, nei giorni scorsi, a Marina di Ragusa, del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, è saltata, naturalmente a causa dell’evolversi della crisi politica a Roma.
“Adesso, però, ci chiediamo – continua Sanzaro – che cosa succederà. E il nostro obiettivo è quello di fare in modo, assieme a tutto il territorio del Sud Est, che i riflettori, attorno a questo iter, che era ormai giunto al capolinea, non si spengano. Sarebbe difficile da spiegare a tutti questo ennesimo passo indietro. Una situazione spiacevole e ulteriormente penalizzante per un territorio la cui dotazione infrastrutturale ha indici da anni Sessanta, eccezion fatta per l’aeroporto di Comiso (ma anche in questo caso bisognerebbe aprire un capitolo apposito, considerato la penalizzazione che lo scalo sta subendo)”.
“Ecco perché – prosegue Sanzaro – a settembre è auspicabile che possa essere avviata una campagna di sensibilizzazione che eserciti un pressing sulle istituzioni competenti, nella speranza che ci sia qualcuno al Governo in grado di dare risposte, per far sì che il progetto della Ragusa-Catania arrivi a un punto fermo. Nessuno di noi, al momento, è in grado di prevedere che cosa accadrà in futuro. Noi, naturalmente, speriamo che possa essere la sensibilità e l’attenzione verso questo lembo di Sicilia ad avere il sopravvento. Sarebbe, altrimenti, inspiegabile fare i conti con ulteriori rinunce. Ci stiamo chiedendo che cosa accadrà e come ci si intende muovere nella maniera più opportuna.
Allo stesso tempo speriamo che il fronte comune formatosi nelle scorse settimane, costituito da sindaci, deputati regionali, deputati nazionali, sindacati, associazioni datoriali di categoria, possa fare sentire ulteriormente la propria voce. Occorre incassare il risultato il prima possibile. Per continuare a dare una speranza a questo territorio”.

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