Il CARAT è già attivo

Un neonato che, dopo qualche giorno di degenza in ospedale, subito dopo la nascita, torna a casa con i genitori e inizia la sua vita di tutti i giorni.
Un parto naturale, senza complicazioni, l’atto di indirizzo per l’istituzione, la nomina del Comitato tecnico- scientifico, l’approvazione dell’istituzione e del regolamento, la conferenza stampa finale, nel corso della quale sono stati rivelati i nomi del Coordinatore e del Referente del Comitato tecnico-scientifico, nonché la sede provvisoria degli uffici gestionali del CARAT.
Si parte, o meglio si è partiti, perché già ieri sera, mercoledì 17 aprile, c’è stato un incontro, a Palazzo dell’Aquila, dei componenti il Comitato dell’ecomuseo.
Mentre qualcuno rumoreggiava per il ritardo della presentazione, da parte del Sindaco, del progetto culturale dell’amministrazione, che era subordinato alla nomina di un manager della cultura, il primo cittadino tira fuori dal cilindro questa trovata dell’ecomuseo e lascia tutti a bocca aperta.
Stupore per l’idea innovativa, gli ecomusei sono riconosciuti da una legge regionale del 2014, apprezzamento per l’iniziativa, sufficiente condivisione delle scelte per il Comitato tecnico scientifico che sarà il motore del CARAT.
Il Sindaco, nel suo intervento, nel corso della conferenza stampa appositamente convocata, ha, appunto, sottolineato, che, durante il passaggio in Consiglio Comunale, e, ancora prima, in Commissione, non ci sono state voci di dissenso, salvo pretestuose azioni, del tutto poco opportune, di ostruzionismo che afferiscono solo a liturgie politiche di vecchio stampo.
Aggiungiamo noi, che il mancato dissenso è  dovuto anche all’ignoranza profonda sulla materia, considerato che, come ha sottolineato in conferenza stampa l’architetto Paolo Schininà, il suffisso ‘eco’ della parola ecomuseo deriva dal greco ‘oikos’, casa, ambiente, territorio, e non ha nulla a che vedere con questioni di ecologia e di ambiente che qualcuno avrebbe voluto introdurre sulla materia trattata in aula.
Una superiorità netta in termini culturali e di programmazione che ha lasciato tutti al palo, una partita vinta sin dai primi minuti, anche se a fornire una valutazione definitivo sarà il tempo, giudice inesorabile, che potrà verificare non tanto la bontà del progetto, indiscutibile, ma la sua gestione.
Non vorremmo che andasse a finire come per l’Archivio degli Iblei, mirabile iniziativa sulla identità locale, relegata al fascino del sito non aggiornato da tempo, annegata nell’indifferenza generale e nel mancato sostegno delle istituzioni.

IL CARAT costituisce, per il sindaco Cassì, un progetto strategico culturale che, a sistema, comprenderà beni materiali e immateriali del territorio, storia, tradizioni, usi e consuetudini, memoria, l’essenza dell’identità di una comunità, una iniziativa che può e deve costituire una svolta per Ragusa e i ragusani.
La riscoperta dei luoghi dove hanno vissuto e lavorato i nostri antenati, una fonte di ricchezza culturale ed economica che potrà diventare anche attrattore turistico per uscire dall’assedio del mordi e fuggi.
Un progetto che i responsabili vogliono far considerare come assolutamente inclusivo, aperto a tutte le forme di partecipazione, di contributo e attività volontaria, non solo per le persone ma, soprattutto, per la scuola, per l’Università, per le associazioni, per gli enti pubblici, dai quali si attendono importanti contributi.
Un Museo del Territorio, che lambisce i confini comunali ma ambisce a trovare sinergie con i comuni confinanti, inevitabili e auspicabili, soprattutto, per i beni immateriali che non possono avere un sito di appartenenza.
Il Sindaco Cassì ha sgombrato il campo dalle pretestuose eccezioni riguardanti la parte economica del progetto che è essenzialmente culturale e non può avere, intanto, fini di lucro.
Ci sono già risorse, provenienti anche dalla tassa di soggiorno, per attività culturali, ci sono anche cospicui fondi di agenda urbana per il Castello di Donnafugata che sarà centrale per l’ecomuseo.
Ma ci sono progettualità per accedere a fondi europei, senza dire che è in gestazione un progetto della Regione che potrebbe permettere al nostro territorio di diventare, nel tempo, meta culturale importante della regione.
Il comitato tecnico-scientifico sarà affiancato dalle commissioni consultive e dall’assemblea, in una ottica di partecipazione generalizzata, indispensabile per evitare che l’iniziativa possa arenarsi se gestita senza adeguate capacità, come avvenuto per molte altre iniziative di carattere culturale nella nostra città.
L’architetto Paola Schininà, indicata dal Sindaco come coordinatore del CARAT, il referente del comitato sarà l’architetto Iacono, ha voluto evidenziare come l’ecomuseo non sarà fossilizzato nel passato ma deve diventare scrigno delle eredità immateriali della nostra terra, luogo di conservazione degli elementi che ci connotano.
Illuminante, e non poteva essere diversamente, l’intervento di Carmelo Arezzo che ha evidenziato il valore fortemente innovativo in termini di politiche museali che, già, altrove hanno riscontrato positivi risultati.
Servirà per guardare e riscoprire la popolazione del territorio, nelle sue varie espressioni, anche artistiche.
Da economista, Carmelo Arezzo non vede un futuro determinane, per il nostro territorio, derivante, esclusivamente, dal turismo, ma serve che la comunità si identifichi, sempre più, nel territorio.
Progetti per archiviare e documentare l’attività letteraria sul territorio, di eruditi locali ed esterni, le immagini e i supporti audiovisivi, sono indispensabili per dare vita all’essenza dell’iniziativa.
Occorrerà anche una attenta lettura di questo patrimonio per capire e valutare come è stato considerato il territorio, andrà rivisitato il filone della cinematografia sul territorio, per verificare come il paesaggio è stato fruito dalla narrazione e quanto la narrazione ha dato ad esso.
I componenti del Comitato sono già al lavoro, la comunità starà attenta agli stati di avanzamento dei lavori, consapevoli di quanto asserito dall’architetto Schininà che ha indicato in almeno tre anni il ruolino di marcia per mettere a sistema il CARAT, ma forse proprio questi saranno gli anni più belli e coinvolgenti dell’ecomuseo, come per i figli che, nei primi anni, godi come non avviene quando crescono.

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