Il consigliere comunale Medica e i 5 Stelle di Modica impegnati sul tema della pianificazione territoriale urbana

I 5 Stelle di Modica, con, in testa, il consigliere comunale Marcello Medica, sono stati, sul finire dell’anno passato, in prima linea sui temi della pianificazione territoriale urbana.
In una nota, a fine novembre, ponevano la questione della pianificazione come base da cui partire, per discutere dell’impianto di biometano, che dovrebbe sorgere in territorio di Modica, ma a poca distanza dal centro abitato di Pozzallo.
Si faceva notare, con piacere, che, dopo accesi dibattiti su ogni mezzo di stampa, nonché sui social e in due Consigli Comunali aperti, l’importante tema più volte sollevato, quello sulla pianificazione territoriale, dopo la presa d’atto dell’irresponsabilità dei politici del passato, è diventato, per tutte le parti in causa di questa vicenda, la base da cui partire, magari per consegnare ai nostri figli un futuro migliore.
La Portavoce regionale, On. Stefania Campo, riferendosi al caso specifico, ha parlato più volte di vuoto normativo e di errata pianificazione, fra l’altro, riguardo al Piano regionale dei rifiuti, che dovrebbe disciplinare anche la realizzazione di tali impianti.
La stessa Presidente del Consiglio Comunale di Pozzallo, Quintilia Celestri, ha espresso condivisione per la posizione sul tema della pianificazione territoriale, quando, nel suo analitico e lucido intervento a palazzo S. Domenico, ha fatto riferimento alle considerazioni esposte dall’ attivista, Corrado Vizzini, circa l’opportunità – riferita a Pozzallo e Modica – che amministrazioni di territori limitrofi normino congiuntamente le fasce di territorio a cavallo delle comuni linee di confine.
Nello stesso consesso, l’intervento del Sindaco di Modica è entrato nella tematica sollevata sulle conseguenze paradossali che l’assenza di specifici limiti normativi comporta, in quanto pone entro i confini della legittimità anche richieste e concessioni di insediamenti potenzialmente confliggenti con il territorio e i suoi diretti fruitori.

Intanto, il 13 gennaio andrà in aula la mozione per l’istituzione del Piano del Verde Urbano.
In una nota il consigliere Medica sottolinea come sarà oggetto di discussione, in seno al Consiglio Comunale, un altro importante atto consiliare presentato dal M5S Modica, una mozione a sua firma, avente ad oggetto la “Istituzione del Piano del Verde Urbano e del regolamento del Verde Pubblico e Privato”.
L’atto costituisce il preludio al proposito di impegno civile sul fronte della pianificazione territoriale urbana, che i 5 Stelle intendono sviluppare su ampia scala, nel corso dell’anno appena iniziato.
Le prossime settimane serviranno e vedranno impegnati a formulare proposte non solo locali, attraverso specifici atti consiliari, ma anche regionali, tramite la portavoce regionale, Stefania Campo, la quale tramuterà tali proposte in concreti atti parlamentari da sottoporre all’approvazione dell’Ars.
“La nostra critica, ferma e decisa – scrive il consigliere Medica – va alla gestione del territorio: un percorso segnato da decennali processi asfittici, attraverso i quali scelte miopi, spesso ceche, hanno prodotto un risultato, oggi sotto gli occhi di tutti.
Dal dopoguerra ai giorni nostri le amministrazioni comunali che si sono succedute, hanno dimostrato di non saper gestire il loro presente e, tantomeno, di anticipare il futuro dello sviluppo della città.
Ne sono testimonianza obbrobriosa le devastazioni del tessuto urbano operate negli anni ’50-‘70 nella Modica Bassa ed Alta dove palazzi pluripiano hanno preso il posto di antiche abitazioni ottocentesche, deturpando per sempre l’immagine del centro storico.
La storia prosegue ancor oggi: la cancellazione di ville della borghesia modicana otto-novecentesca di Modica Sorda; le costruzioni sulla collina dell’Itria; l’inadeguata tutela delle dune a Marina di Modica, una parte delle quali è stata invasa dalle strutture accessorie di un complesso ‘turistico’; lo stesso agglomerato dell’intera Marina di Modica, nato all’ombra di abusivismo ‘non visto’ e sanatorie legiferate, assolutamente carente per opere di urbanizzazione primaria. Alla stessa deficienza è soggetta la Sorda connotata da ampliamenti urbani senza “sviluppo”, con assi viari insufficienti e marciapiedi inesistenti. Edifici d’abitazione eretti recentemente al limite degli alvei nei torrenti del fondo cava nelle vie Fontana e Trani in spregio al pericolo per l’incolumità pubblica.
Quanto abbiamo elencato è dotato delle prescritte autorizzazioni e quindi rientra nei canoni di una ‘legalità’ ritagliata ad hoc per consentire legittimamente quanto sensato e rispettoso del territorio non è!
Tali interventi costituiscono il frutto della mancata o distorta pianificazione del territorio, che non ha garantito il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia di rilevanze architettoniche, la localizzazione integrata di insediamenti produttivi.
Il quadro d’insieme è la crescita urbana dissennata e denotata dallo squilibrio territoriale.
Noi, in modo fattivo, faremo la nostra parte per sollecitare e far nascere una riflessione sul territorio che porti alla sua normazione funzionale a creare, in maniera organica, ricchezza e sviluppo”.

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