Il consigliere D’Asta si batte per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Una iniziativa personale del consigliere D’Asta che ha voluto partecipare alla raccolta fondi promossa dall’Associazione ‘Oltre l’ostacolo’ per acquistare un’auto utilizzata da utilizzare per la raccolta dei tappi di plastica presso le aziende convenzionate.
Come è noto, la raccolta dei tappi di traduce, grazie all’impegno dell’associazione che ne ha fatto l’iniziativa principale della sua attività, in risorse economiche per la realizzazione di scivoli e altre piccole infrastrutture necessarie all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il consigliere D’Asta si è detto enormemente gratificato dall’aver potuto contribuire personalmente all’iniziativa, per la quale c’è stata una grande partecipazione, a cominciare dal venditore dell’auto, per proseguire con un carrozziere ed un meccanico che hanno messo a punto la vettura.
“E’ l’occasione per rivolgere un messaggio pressante alle istituzioni, locali e non solo, per fare molto di più in riferimento ad una problematica sempre irrisolta, se non con piccoli interventi.
L’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere al primo posto nell’agenda di istituzioni e di politici, a tutti i livelli – continua D’Asta – ma, soprattutto, occorre abbattere le barriere culturali, sociali, psicologiche. Sono quelle più difficili da superare”.
È opportuno cominciare con questi piccoli gesti anche se, naturalmente, tutti assieme potremmo fare molto di più per la creazione di una società più giusta ed equa e soprattutto più attenta alle esigenze delle fasce deboli. Invitiamo tutti a dare una mano, a fornire la massima attenzione a queste dinamiche che, attraverso l’aggregazione, sono finalizzate a favorire il raggiungimento di risultati efficaci, sostanziali e soprattutto di notevole valore per chi ha difficoltà deambulatorie”.

Encomiabile l’iniziativa del consigliere D’Asta, che si affianca a sostenere quella dell’associazione che già ha operato con risultati concreti nella nostra città.
Ma si deve fare molto di più e la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche, dell’accessibilità nei locali e negli uffici aperti al pubblico devono diventare centrali nell’attività delle istituzioni e delle associazioni, senza distinzione di sigle di partito e di associazione.
Purtroppo, ciò non avviene sempre, anche di recente, per l’ennesima volta, c’è stata una manifestazione, che si svolge con contributo del Comune di Ragusa, organizzata, quasi per intero, sulle scale che da Santa Maria delle Scale portano a Piazza Repubblica.
Una manifestazione che è già una barriera architettonica nel suo titolo, ‘Le scale del gusto’, per la quale una associazione che si batte per i diritti dei diversamente abili e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, aveva, già l’anno scorso, denunciato al Sindaco le criticità in relazione alla totale mancanza di accessibilità per un evento pubblico organizzato, peraltro, con il contributo del Comune.
Alla totale indifferenza dell’Ente, che ha continuato imperterrito ad autorizzare e sostenere l’evento, si è aggiunta anche quella dei consiglieri comunali, fra i quali lo stesso D’Asta, peraltro spesso impegnato, in aula consiliare, in battaglie importanti sulla materia, come pure dell’associazione promotrice dell’iniziativa oggetto del presente articolo, che è rimasta silente di fronte allo scandaloso caso denunciato.
La battaglia contro le barriere architettoniche e per l’accessibilità deve essere battaglia di ogni giorno e si deve essere attivi su ogni fronte e venire incontro a chiunque si batte per la stessa causa.
L’accessibilità negli uffici pubblici, nei locali commerciali, è spesso pura utopia, se si può chiudere un occhio per strutture e attività aperte da anni, non si possono tollerare soluzioni forzate adottate con la connivenza di tecnici e di uffici: a Ragusa ci sono esempi eclatanti, come quelli della sala Ideal o del Teatro Quasimodo, o della stessa Camera di Commercio, dove dicono di entrare dalla via Natalelli, da un portone che è spesso chiuso e privo di campanello, dove le persone con difficoltà di deambulazione devono fare i conti con il solito ingresso “dall’altra parte”.
Ma di fronte a questi casi evidenti di disattenzione per le problematiche dei disabili, non si levano le voci che ci si attenderebbe. Il che, spesso, appare anche strano.
Per questo, si esprime grande plauso per l’azione di Mario D’Asta, con l’auspicio che non sia una battaglia isolata ma diventi il primo passo di una strategia asfissiante e forte per questioni che attengono al senso civico di una collettività che, troppo spesso, è distratta nei confronti delle problematiche fondamentali.

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