Il divario fra Mezzogiorno ed Europa, fra Sud e Nord, fra Ragusa e altri capoluoghi

Leggendo gli interventi del prof. Gaetano Armao, per la presentazione del Rapporto SVIMEZ e in occasione del seminario Resto al Sud, per la presentazione degli incentivi fiscali per le startup, non si può evitare di fare riflessioni sulla paralisi dello sviluppo economico della nostra città.
Armao parla di politiche di austerità che hanno determinato il disinvestimento nel Mezzogiorno, indebolendo il ‘motore interno’ della crescita nazionale”, inevitabile pensare all’immobilismo che, da diversi anni, provoca la decrescita del ‘modello Ragusa’.
Non c’è uno straccio di rapporto sull’attuale situazione economica in città, non ci sono parametri noti con i quali confrontarsi e decidere le scelte per aiutare l’economia locale a tornare viva e attiva.
Manca quel processo di avvicinamento alle economie più avanzate del territorio nazionale,
Seguiamo, indifferenti, l’arretramento della regione, non ci sono iniziative per la formazione del personale in materia di finanziamenti europei, non ci sono iniziative per il reclutamento di nuove professionalità, si stenta ad incentivare il credito alle imprese, anche solo per la via principale della città, non si parla di investimento né della loro incentivazione.
Sulla spinosa questione aeroporto, non si interviene, nemmeno per avere conto delle somme erogate dalla tassa di soggiorno.
Non si punta sulle nuove generazioni, come dice il prof. Armao, sulla loro capacità di creare famiglia, impresa e futuro.
Le parole del vicepresidente della Regione e assessore alle finanze sono pesanti, ancorché devono essere adattate per una realtà locale, come quando si parla di reclutamento dei giovani, in particolar modo nella Pubblica Amministrazione.
Invece, anche da noi, i giovani stanno andando via.
A Palermo, dice Armao, occorrerebbe utilizzare meglio i fondi europei, da noi basterebbe solo utilizzarli, ma, da anni, non c’è un solo annuncio, un solo comunicato che possa far intravedere attività in questo settore.
Non c’è nemmeno un minimo richiamo alle intenzioni della campagna elettorale: promozione del lavoro, nascita di attività economiche, soprattutto giovanili, piano di rinascita agricola, rilancio del Corfilac, riqualificazione del foro boario, sgravi per imprese che assumono over 50 o under 30, sgravi per esercizi commerciali o artigianali che si insediano in centro storico.
Fino a quando si vorrà continuare su questo binario morto ? Anche in questo settore, si può sapere cosa si sta facendo?

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