Il Parco degli Iblei non va giù a diversi esponenti di Forza Italia: forse, per questo, si farà

L’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei suscita perplessità a diversi esponenti di Forza Italia.
Già ad inizio del mese di maggio, il Capogruppo di Forza Italia all’ARS, Milazzo, ha elevato i toni di ina insofferenza latente, dichiarando “Non permetteremo che il territorio del Parco diventi un territorio mummificato. Il territorio deve restare un territorio che produce e da vivere” e ancora: “Diremo sì al Parco soltanto a condizione che si rispettino, in pieno, le richieste del territorio”.
“Non si può correre il rischio che le attività agricole, produttive e venatorie del territorio vengano ingessate o vietate dall’istituzione del Parco; se non vogliamo che tali attività vengano cristallizzate e con ciò vanificati gli sforzi degli operatori, occorre tener conto, in primo luogo, delle istanze del territorio e delle categorie interessate. Sviluppo armonioso del territorio quindi, ma che tenga conto delle attività imprenditoriali e ambientali.
È auspicabile che il Governo regionale intervenga con forza, presso Ministero dell’Ambiente, organismo preposto all’istituzione del Parco, affinché vengano recepite tutte le istanze di limitazione, rivisitazione e di riduzione del territorio protetto”

Sull’argomento interviene anche la deputata all’Ars Rossana Cannata, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia, che presenta interrogazione parlamentare: “Occorre intervenire sulle incognite per il bene del territorio”
“Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo Regionale se, a distanza di oltre un decennio dall’emanazione della norma che prevede l’istituzione del Parco degli Iblei, non ritenga opportuno interpellare nuovamente gli enti locali, i cittadini e tutte le aziende con interessi sull’intero territorio, per raccogliere il parere di coloro che oggi effettivamente vivono e lavorano all’interno della perimetrazione agro-silvo-pastorale interessata”.
Aggiunge la deputata: “L’idea di Parco che si sta portando avanti – spiega la Componente della Commissione Attività produttive – potrebbe cambiare l’identità economica, produttiva e sociale del territorio senza una preventiva valutazione di quelli che potrebbero essere i futuri risvolti sociali, economici e di sviluppo del territorio stesso”.
“Dell’interrogazione in questione – conclude la cannata che è anche vicepresidente dell’Antimafia e Anticorruzione – ne chiederò la trattazione con audizione in Commissione congiunta Ambiente e Territorio e Attività produttive, al fine di poter analizzare le istanze e trovare una risposta incisiva che si possa portare al tavolo del Ministero dell’Ambiente per intervenire sulle troppe incognite legate alle ripercussioni sullo sviluppo economico del territorio, in particolare sulla filiera locale dell’agroalimentare che inevitabilmente sarà portata a subire a causa della realizzazione di un’area naturalistica estesa su una superficie per circa la metà del territorio dell’ex provincia di Siracusa”.

Di contro non ci sono interventi a favore del Parco, da parte dei suoi sostenitori, se non quello della deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, come non ci sono altre sollecitazioni al Ministro per decisioni definitive, da troppo tempo attese dopo un decennio di melina su questa importante questione, che va comunque definita in un senso o in un altro.

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