Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile in fase di concertazione

IL PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, redatto dalla Sisplan che aveva ricevuto l’incarico dalla precedente amministrazione, è stato approvato dalla Giunta Municipale ed è stata avviata la fase di concertazione per permettere ai cittadini, alle associazioni. agli ordini professionali, agli operatori socioeconomici di produrre, entro il 30 aprile prossimo, attraverso l’account di posta elettronica pums@comune.ragusa.gov.it, suggerimenti, osservazioni e proposte.
Un primo incontro, nel corso del quale il Piano è stato presentato, ha avuto luogo mercoledì 17 aprile nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila.
L’appuntamento, assai partecipato, è stato aperto dall’intervento del Sindaco Cassì che ha voluto sottolineare l’importanza di uno strumento, previsto dalla legge ma non obbligatorio, finalizzato al miglioramento della rete di mobilità urbana e dei servizi connessi, per garantire ai cittadini una valida mobilità sostenibile a favore dell’ambiente e della qualità della vita.
Dopo il saluto del Presidente del Consiglio Comunale, ha introdotto i lavori l’assessore al trasporto pubblico, Giovanna Licitra che ha tracciato le linee fondamentali del piano che è stato aggiornato sulla base delle richieste dell’attuale amministrazione.
Come ha sottolineato la responsabile del settore, tutto nasce dall’esigenza del rinnovo del trasporto pubblico urbano, il cui appalto scade il 3 dicembre prossimo ma che resterà imbrigliato nella rete della burocrazia e della crisi finanziaria della regione, per cui sarà prevedibile una ennesima proroga.
Si può dire che senza una profonda modifica e implementazione del sistema di trasporto pubblico urbano, il PUMS resterà solo un modello di piano inutile ancorché valido nei suoi presupposti.
Di assoluta valenza gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento atmosferico, dei consumi energetici, di scoraggiare l’uso del mezzo privato, ma senza adeguate misure di servizi per i cittadini, ogni tentativo sarà vano, soprattutto in una città come Ragusa, di grande estensione, con tre frazioni principali, di cui una particolarmente popolata in estate, con un dedalo di viuzze, una conformazione orografica che scoraggia l’utilizzo di mezzi alternativi e che deve avere un servizio di trasporto pubblico che sia oltremodo capillare e puntuale.
Peraltro, l’orizzonte di questo piano è avvertito come nebuloso e incerto, non solo per le misure e gli adempimenti da adottare, ma perché, dalla viva voce dell’assessore è venuto fuori che, un giorno, per scoraggiare l’uso del mezzo privato, saranno aumentati gli stalli di sosta a pagamento e le relative tariffe.
A questo punto, va chiarita la divergenza di intenti fra la volontà dell’assessore Licitra di scoraggiare l’utilizzo della vettura di proprietà tramite un inasprimento delle tariffe di parcheggio e quella esternata dall’assessore Ciccio Barone che, in più occasioni ufficiali, ha dichiarato di essere fondamentalmente contrario alle ‘linee blu’ e di prevedere, in ogni caso, alla fine dell’appalto in corso, una drastica riduzione degli stalli di sosta a pagamento.
Possiamo dire, fin da ora, che se si parte con intenti repressivi per obbligare all’utilizzo del mezzo pubblico, questo dovrà offrire, intanto, un servizio di eccellenza, per il resto serve, invece, una attenta opera di comunicazione, di informazione, di formazione, di educazione ambientale, che sarebbe dovuta partire ancor prima di dare incarico per la redazione del piano.
Senza comunicazione adeguata, andrà a finire, relativamente, come per l’appalto della differenziata, con i rifiuti abbandonati dovunque.
Mirabilie ambientali dei 5 Stelle che la nuova amministrazione subisce senza stravolgere quanto deciso da altri, seppur poco condiviso.
Ci saranno fondi per la mobilità intelligente, se il PUMS sarà approvato, saranno previsti servizi dedicati per i disabili, ci potranno essere forme di condivisione con altre amministrazioni di territori confinanti per tentare di accedere ad altri finanziamenti del Ministero.
Rispetto alla prima stesura, l’attuale amministrazione ha chiesto di ridurre la ZTL, prima molto ampia, ha chiesto maggiore attenzione per Marina di Ragusa, ha chiesto particolare attenzione per modalità alternative di trasferimento e per le zone di Puntarazzi e Cisternazzi, dove insiste anche il nuovo ospedale.
L’assessore ha voluto sottolineare le azioni già messe in atto da questa amministrazione, citando l’inizio della riconversione sostenibile dell’autoparco comunale, l’adesione alla carta dell’elettro mobilità, i progetti di car-sharing, l’attenzione per i collegamenti all’interno del territorio provinciale, il servizio sperimentale gratuito di navette per Ibla, il previsto contributo per l’acquisto di bici elettriche, gli sgravi TOSAP per gli impianti di ricarica elettrica.
Anche l’energy manager del Comune è intervenuto per sottolineare la complessità del documento, prima dell’esposizione dello stesso da parte dell’ing Nanni della Sisplan.
L’ing. Nanni ha iniziato elencando le criticità dell’attuale sistema di mobilità, caratterizzato da un uso assai diffuso del mezzo privato, dalla carenza di servizi alternativi, da un trasporto pubblico poco utilizzato, con solo due piste ciclabili, ZTL limitate e assenza di isole pedonali
Il piano predisposto prevede interventi a medio e lungo termine. Tra gli interventi di prima implementazione l’introduzione del bike sharing, carpooling, carsharing, il riordino del trasporto pubblico locale integrato da un sistema a chiamata (come Mvmant, già sperimentato nel 2016 a Ragusa), la classificazione funzionale della viabilità, l’ampliamento della zona a traffico limitato esistente nel centro storico superiore e a Marina di Ragusa, l’estensione della ZTL esistente a tutto il centro storico di Ragusa Ibla.
Sul sito internet dell’ente (sezione “In Evidenza” dell’homepage) è consultabile e scaricabile tutta la documentazione relativa al PUMS.

Appare evidente che il piano non può prescindere da un nuovo e funzionale sistema di trasporto pubblico che, verosimilmente, non può coprire tutte le esigenze di un centro abitato enorme, per cui è legittimo pensare che il PUMS resterà un libro dei sogni per appassionati tutori dell’ambiente.
Immaginare che il cittadino ragusano sia disponibile a lasciare l’auto a casa, o nel parcheggio di scambio, riesce difficile se i parcheggi pluripiano restano vuoti per buona parte della giornata.
I servizi di car sharing stentano a decollare, solo nelle grandi città funzionano, a Catania la società dell’ENI ha deciso di ritirarsi.
Parlare di agevolazioni, di nuovi parcheggi di scambio, non convince i ragusani che ancora aspettano i vantaggi della bilancia pesarifiuti.
È strano che un piano come questo ignori le isole pedonali, se ne farà una, forse, in piazza Libertà, ma c’è il rischio concreto che tutto vada a finire come per la via Roma.
Si devono attendere gli esiti della riqualificazione dell’area dello Scalo Merci, ma è lecito pensare che fra stazione degli autobus extraurbani, parcheggio di scambio e area per un mercato, non ne verrà fuori, subito, qualcosa di veramente innovativo per la città.
Manca il coraggio di scelte forti, si permette ancora l’ingresso dei bus turistici a Ibla, addirittura circola voce di una contorta idea dell’ingresso dei bus a Ibla, dalla 194, una sperimentazione estremamente rischiosa oltre che cervellotica che creerà non poche difficoltà per i grandi bus turistici nella stretta stradina di accesso a Ibla dalla strada per Modica.
Se si vuole creare una vera mobilità alternativa, si deve interdire l’accesso delle auto a Ibla, che può essere permesso solo ai residenti e per arrivare solo a casa. Lo stesso deve avvenire per Marina di Ragusa che non può essere perennemente intasata dalle auto in estate.
Strano, poi, che l’argomento ‘metropolitana di superficie’ sia stato solo sfiorato, ancorché i boatos sulla iniziativa non fanno intravedere tempi celeri per vedere il primo treno alle fermate che ancora si devono progettare.
Se tutto si deve risolvere con quattro biciclette da affittare e qualche colonnina per ricarica delle vetture elettriche, che non ci sono e non ci saranno per molti anni, più che chiedere modifiche al PUMS se ne doveva chiedere l’archiviazione.

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