Il Presidente di ANCE RAGUSA, Caggia, manifesta perplessità sulle assicurazioni del Ministro Toninelli

Una nota dell’Associazione Costruttori Edili di Ragusa che avanza delle riflessioni del Presidente, geom. Sebastiano Caggia, sulla nota informativa rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture nel corso della riunione del CIPE che avrebbe dovuto occuparsi del raddoppio della Ragusa-Catania:

” …e venne il CIPE che incontrò il Concessionario che venderà al Governo, che cederà all’ANAS che finanzierà l’opera che sarà appaltata da un’Impresa che farà la strada che i ragusani percorreranno …che adesso ci credono!
“Parafrasando Cicerone, mi viene da dire “Fino a quando dunque, Roma, abuserai della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora la tua follia si prenderà gioco di noi?
Premetto che come ragusano saluto con favore le dichiarazioni del Ministro Toninelli “di realizzare l’opera a totale carico delle finanze pubbliche” contestualmente, sempre da ragusano, mi domando: ma quando dalle parole – chiacchiere – si passerà ai fatti?
Mi verrebbe da esclamare che da quindici anni (con i governi Berlusconi, Prodi, Monti, Letta, Gentiloni e adesso Conte e con i Ministri Lunardi, Di Pietro, Matteoli, Passera, Lupi, Renzi, Del Rio e adesso Toninelli) sono tutti “chiacchiere e distintivo”!
Esordisce così il Presidente di ANCE Ragusa, geom. Sebastiano Caggia, che continua:
“Ci siamo fidati dello Stato quando ci disse che l’unico metodo per realizzare il raddoppio fosse la finanza di progetto (in quanto le finanze pubbliche, già nel 2004, non erano in grado di sostenere l’intero onere), adesso ci toccherà fidarci dello stesso Stato che ci dice che ha trovato le risorse economiche e può fare a meno della finanza privata. Sia ben chiaro, noi non facciamo i “ruffiani” di alcuno, tanto meno del concessionario (che pare stia trattando il proprio disimpegno e che in ogni caso sarà risarcito dallo Stato che gli pagherà il costo del progetto e i costi sostenuti fino ad oggi!) ma, a questo punto, vorremmo vedere le carte e gli atti ufficiali vincolanti perché ci sentiamo presi in giro e la nostra pazienza ha un limite.
Abbiamo partecipato convintamente alla terza marcia lenta”, conclude il Presidente, “ma ribadisco il concetto più volte manifestato: il tempo delle manifestazioni e dei toni bassi deve ritenersi concluso, adesso bisogna dichiarare lo stato di mobilitazione permanente con presidi, sit-in, atti simbolici, con una escalation che avrà termine solamente con l’avvenuta pubblicazione della Delibera del CIPE in Gazzetta Ufficiale, che ponga fine a questo gioco dell’oca che ci riporta sempre indietro “al via”, e che ci dia, finalmente, la certezza vincolante dell’apertura dei cantieri!”
Non ci sentiamo più nemmeno figli di un Dio minore, ma figliastri di uno Stato patrigno che si prende gioco di noi!
Adesso basta!”

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