Il Sindaco Cassì risponde agli allarmismi di qualche consigliere incontinente

Quando il sindaco decide di rispondere ai rilievi e alle eccezioni di qualche esponente delle opposizioni non lo fa certo per l’importanza dell’intervento, o dei suoi contenuti, ma bada a eliminare elementi spesso fuorvianti e allarmistici che qualche consigliere incontinente, nel senso che non sa trattenere il bisogno e la necessità, esagerati, di visibilità propinata insistentemente all’opinione pubblica.

È il caso del presunto sversamento di idrocarburi nei pressi di un pozzo di proprietà dell’ENi tra Ragusa e Modica, per il quale un consigliere del PD, D’Asta, paventa un disinteresse del primo cittadino ragusano nell’attenzionare la vicenda.
Lo stesso consigliere richiama il diniego all’accesso all’impianto di sollevamento di contrada Lusia, collegando, allarmisticamente, le cose e decretando che ci fosse qualcosa da nascondere a proposito della qualità dell’acqua pubblica.
Ma come ha sottolineato lo stesso sindaco in aula consiliare, dove ci sono naturali misure di sicurezza non è che un qualunque consigliere comunale può accedere, pretendendo, peraltro, di procedere a campionamenti dell’acqua senza adeguate e controllate controprove.
Se si ritiene che qualcosa sia nascosto, ci sono le autorità giudiziarie competenti alle quali denunciare eventuali aspetti sospetti.
Evidentemente, al consigliere non interessano i risultati ma il polverone mediatico, perché nonostante ritiene che siano stati violati i suoi diritti di consigliere comunale per il mancato libero accesso ad un locale comunale, pare non abbia presentato denuncia della grave violazione.
Nonostante le rassicurazioni dell’ENI, il Sindaco di Modica ha preteso dei controlli ma tutto è a posto, Cassì si è fidato delle rassicurazioni dell’ENI.

Quanto agli allarmismi del consigliere comunale il sindaco ha così risposto:

In relazione a dichiarazioni del consigliere comunale Mario D’Asta a proposito degli sversamenti di idrocarburi in contrada Moncillè e del negato accesso all’impianto di sollevamento di contrada Lusia, il sindaco Peppe Cassì chiarisce:

“Il consigliere D’Asta scambia per disinteresse l’atteggiamento di questa amministrazione, che responsabilmente si astiene dal fare inutili proclami sullo sversamento di idrocarburi di contrada Moncillè. Siamo invero in costante contatto con tutte le parti interessate (Asp, Arpa, Prefettura, Autorità sanitarie) ed il nostro assessore ai Lavori Pubblici si è recato sul sito per constatare di persona quanto accade.
Le azioni di contrasto del fenomeno messe in campo dalla Enimed secondo i protocolli di legge sono monitorate costantemente ed il livello di inquinamento è sotto osservazione e controllo.
È bene, inoltre, precisare che tutti i pozzi utilizzati dal Comune di Ragusa sono ubicati a monte del Torrente Moncillè, distanti qualche chilometro e monitorati con le procedure e nei tempi previsti dal piano di autocontrollo.
Quanto alla interrogazione dello stesso consigliere, in merito al diniego di accesso all’impianto Lusia, che imprudentemente imputa a volontà di nascondere qualcosa, sarà il dirigente responsabile a rispondere per iscritto, come previsto dal regolamento consiliare.
Al momento, ricordando che restano sempre validi i principi di conoscenza e rispetto delle norme di sicurezza per accedere a siti con potenziali pericoli, posso solo invitare D’Asta ad informarsi meglio sui poteri ispettivi in capo ai consiglieri, qualora questi poteri spettino ad enti non comunali come Arpa o Vigili del Fuoco”.

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