Il sottosegretario Villarosa a Ragusa per la questione delle azioni della Banca Agricola: una riunione senza esiti

Con una nota stampa, dell’on.le Marialucia Lorefice, Presidente Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, si dà notizia dell’incontro, avvenuto a Ragusa, fra il Sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze, Alessio Villarosa e un Comitato di piccoli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa che chiedono di rientrare in possesso dei capitali investiti in azioni della Banca.
All’incontro, hanno partecipato gli onorevoli Campo, Marzana, il senatore Pisani, oltre alla stessa Lorefice.

Come sembra di capire, anche dal comunicato dei risparmiatori, si è trattato solamente di un incontro interlocutorio, il sottosegretario ha potuto riferire solo di un incontro con i vertici di Banca d’Italia che stanno ponendo la massima attenzione nei confronti della vicenda, per l’individuazione di proposte che possano soddisfare le esigenze dei risparmiatori.
C’è l’intenzione di aprire un tavolo tecnico per seguire con più attenzione la vicenda delle azioni della Banca Agricola Popolare di Ragusa.
“Una questione rispetto alla quale è importante, data la delicatezza della situazione, non alzare i toni, per il bene di tutti. L’aria è cambiata e questo Governo, come già dimostrato più volte, non lascerà soli questi cittadini.” è scritto nel comunicato.
E’ del tutto evidente che non c’è stato un esito concreto dell’incontro, come pure che si stanno cercando soluzioni per venire incontro ai risparmiatori, facendo pressioni sull’Istituto che, comunque, in ogni, non sembra dalla parte del torto, agisce cioè in virtù di precise disposizioni della Banca d’Italia che, altrimenti, non avrebbe potuto fare altro che intimare all’Istituto il riacquisto dei titoli.
E’ chiaro che si gira attorno all’argomento per non lasciare soli i risparmiatori ma la politica ha poco da dire e da poter imporre.
La stessa Lorefice parla dell’incontro con i vertici della Banca Agricola che avrebbero istituto un fondo di solidarietà il cui obiettivo è andare incontro, intanto, alle situazioni più critiche, ma è costretta a dire  che si tratta solo un piccolo primo passo che non costituisce soluzione.
Si parla solo di proposte per risolvere la problematica, ma non ci possono essere termini perentori.
Si parla di vicinanza del governo a questi piccoli investitori e della volontà di ripetere i macroscopici errori dei governi precedenti che sappiamo tutti come si sono comportati nelle vicende simili riguardanti altre banche italiane, ma non sembra che la situazione della Banca Agricola possa essere assimilata a quella degli Istituti dei quali si sono occupate le cronache negli ultimi anni: qui si tratta di salvare degli investitori forse troppo poco competenti nella materia, là si trattava di salvare le banche e non è il caso della Banca Agricola.
Parole di apprezzamento per l’Istituto sono state spese anche dall’on.le Stefania Campo che ha mostrato toni morbidi verso la Banca, nella consapevolezza, forse, di non poter fare la voce forte.

Stesse sensazioni emergono dal comunicato dei cosiddetti risparmiatori che si considerano soddisfatti della ventata di ottimismo che avrebbe portato il sottosegretario Villarosa, fiducioso delle assicurazioni della Banca d’Italia circa le soluzioni che si intravedono per la clientela della banca.
Il sottosegretario avrebbe chiesto un mese di tempo, al termine del quale si dovrebbero avere risposte rispetto alla impossibilità di vendere le azioni, per rientrare in possesso dei capitali investiti.
Sui dettagli della “exit strategy” proposta da Banca d’Italia sul caso Bapr, l’onorevole Villarosa ha mantenuto il riserbo, ma ha sottolineato “per la prima volta sono uscito soddisfatto da un incontro con Banca d’Italia, che ha anche fatto pressioni alla Bapr per migliorare i rapporti con gli azionisti.”
Francesco Iemolo, esponente del comitato risparmiatori e piccoli azionisti della Banca va giù pesante e afferma nel comunciato: “Non possiamo accettare ricatti e non possiamo più attendere. Riteniamo che le azioni vadano rivalutate e valorizzate e che la Bapr vada commissariata nel senso di ispezionare e valutare se ci sono state anomalie nella gestione”.
Un altro componente del comitato, Corrado Vizzini, ha chiesto: ”quali somme ha finora chiesto la Banca per il riacquisto delle proprie azioni? Qui manca la trasparenza e la lealtà. Solo così si può cominciare un dialogo. Noi chiediamo un rientro magari spalmato in un tempo congruo dei nostri risparmi”.
Certo i toni degli investitori, a differenza di quelli dei politici, non sono delicati, se non c’è una norma che dà torto alla banca, la situazione per loro non sarà delle più facili.

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