Il turismo, eterna dannazione di piccoli e grandi personaggi

Si deve ammettere che l’incontro operativo per la presentazione di un piano strategico del turismo per la destinazione Ragusa ha suscitato grande curiosità e la sala della sede comunale della zona artigianale era piena in ogni ordine di posti.
L’incontro nasceva per la presentazione di un piano strategico del turismo proposto dal Centro Commerciale Naturale Antica Ibla nel contesto del Bilancio Partecipato e accolto, in particolare, dall’assessore allo sviluppo economico, Licitra.
Per questo particolare, c’era molta attesa per l’appuntamento, per le implicazioni di carattere politico, anche in concomitanza dell’insediamento dei due nuovi assessori della Giunta Cassì, molta di più che non per la presentazione del piano che si è rivelato, con tutti i suoi limiti, come l’ennesimo tentativo di trovare e poter gestire la strategia giusta per portare turisti nella città.
Vogliamo precisare che ogni nostro distinguo non vuole giudicare la professionalità degli esperti che si occupati di questi temi, e non mette in dubbio la valenza di base di molte delle strategie, anche se spesso, come accade agli esperti di marketing, si pensa che quello che va bene in Friuli Venezia Giulia possa adattarsi anche a questo sperduto lembo di Sicilia.
Non è che insistendo non si possa riuscire a far cambiare mentalità, ma ci vogliono tempo, impegno, soldi e serve trovare logiche di condivisione sul territorio che non sempre è facile ottenere, soprattutto fra enti pubblici.
Parliamo di progetti a medio e lungo termine, che hanno un loro costo non indifferente, non si guarda al possibile cambio della guardia al governo della città, quando, di solito, capita che programmi e strategie vengono messe da parte per intraprenderne di nuove.
E soprattutto, oltre ai limiti obiettivi di un piano strategico, manca sempre la garanzia dei risultati, mancano le credenziali, il curriculum di chi propone l’iniziativa, degli esperti di marketing, dei risultati ottenuti per analoghe iniziative, manca il resoconto dell’attività del CCN di Ibla, dei risultati ottenuti, dei fondi pubblici ottenuti negli anni, dei bilanci, mancano le motivazione per la scelta di questa o quella associazione o studio professionale, tenuto conto che sono in ballo quasi 50.000 euro e, ancora una volta, si punta sul turismo come su un tavolo di roulette.
Dal punto di vista politico, il Piano Strategico del Turismo proposto presenta già il grande limite di una paternità assunta dall’assessore allo Sviluppo Economico, non nuova a prelievi di questo genere, come avvenuto per il protocollo con i comuni del Val di Noto per la partecipazione alle fiere del turismo che, salvo prove contrarie avvalorate da numeri e dati, ancora attesi da parte dei promotori dell’iniziativa, si può considerare un flop epocale.
L’assessore al turismo del Comune di Ragusa non riteneva degna di grande attenzione la proposta, la Licitra ha voluto insistere, aggiungendo questa iniziativa a quelle del GAL che si occupano anche di turismo.
Al tavolo, il sindaco ha voluto portare quasi tutta la giunta, preoccupandosi di far sedere, accanto a lui e alla Licitra, Barone e il nuovo assessore alla cultura, Clorinda Arezzo, dimenticando fra il pubblico l’assessore Spata che, occupandosi di sport (squadre locali che possono veicolare il nome di Ragusa in Italia e squadre ospiti alle quali si possono dedicare attività di accoglienza funzionali alla promozione del territorio) e delle frazioni, (Marina di Ragusa, Punta Braccetto, San Giacomo, quindi mare, alberghi, porto turistico, paesaggio rurale, masserie, agroalimentare del territorio), era quanto mai titolata a sedere al tavolo di questo PST.
Sarebbe bene che la Spata, per questa sua presenza in giunta, dismettesse eleganti abiti femminili e vestisse con mimetica e anfibi.
Ampio e qualificato, come detto il parterre, con presenze di importanti imprenditori del settore alberghiero, con la Presidente dell’Osservatorio permanente per la Tassa di Soggiorno, il Manager della cultura, architetto Iacono, la Presidente della Commissione consiliare Cultura e Turismo del Comune di Ragusa, Corrada Iacono, la Presidente della Commissione Sviluppo Economico, Cettina Raniolo, la responsabile organizzativa della CNA, Antonella Caldarera, la coordinatrice del comitato tecnico scientifico dell’EcoMuseo, l’architetto Paola Schininà, non mancavano presenze significative come quelle di Santocono della CNA, di Cesare Sorbo, attivo nel settore turistico ricettivo, del Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio extravergine di Oliva Monti Iblei.
Non abbiamo visto, alla fine dell’incontro, facce particolarmente appagate per il Piano Strategico del Turismo, nella migliore delle ipotesi solo qualcuno ottimista per quanto potrebbe scaturire dai prossimi incontri.
Nessuno, di certo, ha giudicato il piano come il vettore di lancio ideale del territorio del capoluogo.
In proposito, sembra troppo limitato il territorio del capoluogo, per un piano che dovrebbe essere rivolto, quanto meno, alla provincia, sulla quale, come abbiamo accennato, gravitano tante altre iniziative ‘turistiche’.
Inutile ricevere, un anno, l’assessore regionale al turismo, che ci parla di immagine unica da promuovere e poi riversare energie sempre su iniziative singole e slegate dalla realtà del territorio.
Una iniziativa che nasce su un terreno minato, con Barone che, giustamente secondo noi, e come abbiamo potuto rilevare dall’ascolto degli interventi, considera i molti limiti, e con l’assessore Clorinda Arezzo che fino a pochi giorni prima faceva parte del direttivo del CNN di Ibla, quindi, al tempo della proposta, proponente della stessa.

Secondo le intenzioni presentate dall’assessore Licitra e dal presidente del CCN , La Rosa, il PST Ragusa 2020-22 intende definire mercati e segmenti di viaggiatori, prodotti ed esperienze turistiche attuali e potenziali e il posizionamento sul mercato del territorio del Comune di Ragusa.
Lo scopo finale è quello di creare un documento in grado di dettare le linee per attivare una promocommercializzazione efficace della “Destinazione Ragusa” e favorire il miglior sviluppo economico locale attraverso un’offerta unica ed integrata, una sinergia tra gli operatori turistici, favorendo la differenziazione dai competitor e costruendo una brand identity unitaria.
Il 15 gennaio 2020 si darà ufficialmente inizio ai lavori che si concluderanno il 31 Maggio con la consegna alla città di un Piano Strategico del Turismo (PST Ragusa 2020-22) e la progettazione e implementazione di un portale di destinazione per la città di Ragusa, azione quest’ultima integrata su iniziativa dell’Assessorato Sviluppo Economico del Comune dell’Amministrazione comunale, al fine di attuare una promo-commercializzazione di un’offerta unica ed integrata.
Si dimenticava nella nota di invito all’appuntamento, o ancora non si sapeva, che la brand identity ha bisogno di almeno 5 anni per essere formata, come sottolineato nel corso degli interventi.
Quindi, ammesso che il programma sia perseguito nella sua interezza, stiamo contraendo un prestito a lunghissimo termine, ben oltre i limiti del mandato, oltre ai quali è possibile pensare allo stesso sindaco ma non agli stessi assessori.
Dagli interventi più realistici dei presenti sono emersi i grandi limiti del territorio, la viabilità, i collegamenti, il trasporto pubblico, le spiagge aperte ai cani, la mancanza di un calendario unico degli eventi, la carenza di fondi che non permette di guardare ai grandi progetti, salvo poi trovare 45.000 euro per una iniziativa tutta da verificare.
Il dott. Caputo, esperto che ha illustrato il piano ha messo subito le mani avanti, il PST non risolve il problema di creare la destinazione, serve per sgombrare dagli ostacoli che si frappongono alla sua creazione, al cambio di paradigma che ci ha portato da un turismo di massa ad una massa di turisti.
Un approccio empirico che vuole attirare, singolarmente le varie categorie di turisti: chi viaggia con il cane, chi con la mountain bike al seguito, chi è vegano, chi ha la famiglia appresso, chi cerca vino e cantine, chi cerca natura e chi cerca cucina tipica locale, e ogni altra tipologia di viaggiatore 2.0.
Bisogna capire le esigenze del viaggiatore, bisogna intercettare bisogni e desideri.
Poi sono state illustrate teorie che, per profani come chi scrive, sono sembrate farneticanti.
Non siamo i migliori del mondo, né dell’Italia, il mare come il nostro è in tanti altri posti, non è vero che come si mangia da noi non si mangia in nessun altro posto.
Se, qualche quotidiano internazionale afferma il contrario, come avvenuto di recente, occorre sostituire direttore e giornalisti.
Più che la destinazione occorre creare il marketing per i prodotti che debbono attirare il turista, occorre una inversione di mentalità, perché la gente non scappa per l’arancina a 5 euro ma per il piatto di plastica e per il mancato sorriso al bar o all’aeroporto.
Occorrono servizi dedicati per chi viene con la bici o con il cane, occorre incentivare le start up che si dedicano a studiare i servizi innovativi, se ospiti ciclisti devi aprire la sala colazione alle 5 del mattino e devi fare trovare prodotti energetici, quando tornano, nel pomeriggio serve offrire il lavaggio della bici, citato l’esempio di un avvocato che ha lasciato la professione e si è esso ad aggiustare biciclette.
Poi il video che ci ha riportato l’esperienza analoga del Friuli Venezia Giulia, del tutto inadatta in un territorio dove ancora si buttano i sacchetti della spazzatura per strada, urbana o extraurbana che sia, o, come a Ibla, dove la sera le aree dei contenitori traboccano di immondizia e cartoni, spettacolo offerto al turista che passeggia, senza che quelli del CNN si siano mai preoccupati più di tanto della cosa.
Poi sono emersi anche i limiti del CNN relativamente alle piccole tipologie ricettive che sono unicamente al centro dell’attenzione dell’attività dello stesso CCN, nessuno ha parlato di alberghi, come è stato fatto notare nessuno ha parlato di campeggi e aree camper, qualcuno, concretamente, ha chiesto, in maniera provocatoria, quali fossero, alla fine, i punti di forza di Ragusa, da propagandare e promuovere, alla fine, fra tanto barocco, mare, natura incontaminata, castelli, tradizioni e archeologia, siamo andati a chiudere con il valore aggiunto del pane cunsatu e del brodo con le polpettine.
Quando sono andato, ho stretto la mano all’architetto Nuccio Iacono, che spero sempre resti un amico sincero, e ammetto di aver pensato: “Meno male che oltre Ciccio Barone c’è anche Nuccio Iacono!”

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