Impianti pubblicitari abusivi: si muove anche la Polizia di Stato

Succede a Comiso, dove, in risposta al dilagante fenomeno degli impianti pubblicitari abusivi, è intervenuta, addirittura la Polizia di Stato che ha trovato una situazione al limite dell’assurdo: su 59 impianti censiti, solo 5 risultano in regola con le autorizzazioni richiesta dalla legge.
Come si legge in un comunicato che è stato diramato alla stampa, l’Ufficio Volanti del Commissariato della Polizia di Stato di Comiso avrebbe monitorato, da mesi, un fenomeno che, pare si evolva in maniera incontrollata ed indisciplinata a scapito degli operatori di settore che invece rispettano le leggi.
Pare che alcune aziende che si occupano di pubblicità, e di affissioni in particolare, operino in maniera spregiudicata, installando impianti senza autorizzazioni, non tenendo conto delle normative legate al Codice della Strada che impongono severe limitazioni per motivi di sicurezza.
Legati al fenomeno anche l’evasione di tasse di concessione e di affissione, l’inquinamento ambientale derivato dai residui di colla che spesso sporcano il suolo pubblico e dall’abbandono nei siti dei vecchi manifesti che vengono staccati dagli impianti, l’utilizzo di manodopera per l’affissione dei poster non regolarmente inquadrata dal punto di vista delle normative sul lavoro.
Il lavoro degli operatori della Polizia di Stato è stato lungo e difficile per l’impossibilità di identificare con facilità i proprietari degli impianti, sarebbe molto più facile colpire direttamente le aziende che fanno pubblicità su impianti non autorizzati, la qualcosa, forse, sarebbe un ottimo deterrente per debellare il fenomeno.
Al momento sono stati elevati verbali, per un totale di circa 20.000 euro, oltre alla notifica con l’intimazione alla rimozione.
Non si può che accogliere con estremo plauso l’azione della Polizia di Stato che si affianca, nei comuni dove questo avviene, evidentemente non a Comiso, a quella della Polizia Locale, per un fenomeno che ha assunto aspetti ormai assai delicati.
Ci troviamo di fronte a evidenti forzature anche per quegli impianti che sono autorizzati ma in palese contrasto, forse in deroga, alle norme del codice della strada, relative alla sicurezza.
Non sempre i divieti di esporre pubblicità, in prossimità di incroci, di rotatorie, di segnaletica stradale sono rispettati, c’è poi una questione di inquinamento visivo di non poco conto, oltre allo stato di manutenzione di diversi impianti, spesso assai carente.
Occorrerebbe anche maggiore trasparenza nel rilascio delle autorizzazioni, al fine di determinare scelte sempre univoche e senza deroghe particolari, in questo periodo di campagna elettorale vanno anche attenzionati e valutati di conseguenza i tentativi di alcuni operatori del settore che tentano di accreditarsi come soggetti politici, al fine di determinare, come in passato, forti condizionamenti nel settore.

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