Imprevedibili i vertici del centrodestra mentre parlano di quadro politico confuso e di elettorato disorientato

Doveva essere la settimana del chiarimento politico in ordine alle candidature a sindaco per le prossime amministrative, in uno scenario provinciale nel quale l’elettorato stenta a comprendere quali siano i contendenti e quali, soprattutto, i partiti o le aree politiche di appartenenza.
Dopo la confortante partecipazione per le recenti politiche, si rischia di tornare a percentuali di astensionismo preoccupanti, come già avvenne, almeno a Ragusa, nel 2013.
Nel capoluogo, se il Partito Democratico ha dimostrato, da tempo, di aver raggiunto l’unità interna, convergendo, anzitempo, sul nome di un unico candidato, 5 Stelle e coalizione di centro destra stentano a ufficializzare i nomi.
Se per i grillini può essere questione di riti della setta, incomprensibili ma ormai noti, Forza Italia, Fratelli d’Italia e #diventeràBellissima indugiano nell’indicare il candidato.
Ancora stamattina, pare, ci sono riunioni dei vertici di Forza Italia, mentre l’on.le Giorgio Assenza fa circolare un comunicato che invita alle primarie, il tutto contribuisce a rendere l’atmosfera quanto mai indecifrabile.
Sullo sfondo delle contrapposizioni interne di Forza Italia e sulle diverse posizioni all’interno dei partiti della destra, galleggiano le aspirazioni di Tumino e Migliore per essere anche rappresentanti della coalizione di centrodestra. Aspirazioni che hanno cercato appoggi nelle alte sfere dei partiti, a Palermo e a Catania, ma non hanno trovato, finora, nessun tipo di sostegno, segnale evidente di un mancato gradimento, se non unanime, almeno parziale.
Le acque sono state, di recente, agitate, dalla candidatura di Peppe Cassi, ufficialmente indipendente ma che ha un malcelato sostegno di Fratelli d’Italia e di una parte di #diventeràBellissima e gode del corteggiamento, da tempo, di diversi autorevoli esponenti di Forza Italia che hanno visto nel nome dell’indimenticato idolo del basket ragusano degli anni 80/90, la persona giusta per tentare di togliere il governo della città ai 5 Stelle.
Le illazioni sulle possibili scelte della coalizione, se ci saranno, sono quanto mai varie: di certo c’è che Fratelli d’Italia sembra voler appoggiare Cassì, anche Forza Italia sembra propensa per questo nome, con qualche indecisione finale di qualcuno che, forse, vorrebbe contare di più per la designazione definitiva.
Si attendeva l’esito dell’incontro per l’inaugurazione del comitato elettorale di Tumino ma non sembra che la pur considerevole partecipazione di simpatizzanti abbia impressionato i maggiorenti della coalizione, mentre piuttosto in sordina appare la posizione della Migliore nei confronti dell’area di centrodestra, forse delusa dalle mancate attenzioni.
La settimana si apre con il comunicato stampa dell’on. le Assenza che richiama alla necessità delle primarie, che vorrebbe fissare al prossimo 22 aprile, in mancanza di una sintesi unitaria.
Il parlamentare stesso parla di “quadro politico confuso” e di “elettorato disorientato”, ma, pur nel rispetto dell’autorevole posizione, ci permettiamo di esprimere profonde perplessità per delle primarie che sarebbero tardive e appaiono, chiaramente, come poco gradite a quelli che dovrebbero essere i contendenti.
Troppo poco il tempo per conoscere gli eventuali concorrenti e i loro programmi, troppo poco il tempo per rendersi conto di quello che sarebbe il regolamento e per verificare l’attendibilità di una consultazione che, fra l’altro, per il centrodestra, è una assoluta novità.
L’on.le Assenza parla anche dell’eventuale arroganza di chi non sarebbe disponibile a sottoporsi alle primarie, ma sarebbe da evidenziare, piuttosto, come il continuare a tentennare e a non esprimere posizioni ufficiali, peraltro nei confronti di soggetti che con i partiti della coalizione non hanno nulla da spartire, possa nuocere all’area di centro destra, perché c’è un elettorato che ha premiato i partiti della coalizione alle regionali e, in parte, anche alle politiche, ma non si vedono risultati tangibili, di svolta nel modo di fare politica, in un momento particolare nel quale i sondaggi vedono determinate formazioni in calo.
Se qualcuno ha votato a destra, lo ha fatto perché vuole uomini decisi, in grado di affrontare le situazioni a viso aperto e senza i condizionamenti della vecchia politica: quello che sta accadendo per le candidature di Ragusa depone malissimo e vede l’indugiare eccessivo con vecchi avventurieri della politica che, dovrebbe essere ormai chiaro, hanno fatto il loro tempo e non sembrano, ormai, i soggetti ideali per rilanciare il centrodestra.

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