Inattendibili i comunicati del Partito Democratico provinciale: clima rovente nella riunione della Direzione provinciale

Con notevole sorpresa abbiamo appreso di quanto accaduto alla riunione della Direzione provinciale del Partito Democratico, elementi che rendono del tutto priva di importanza la nota pervenuta, per la stessa, a firma di Lino Giaquinta e Mario D’Asta.
Non si comprende come due autorevoli dirigenti del partito possano inviare un comunicato sottacendo quanto di importante è avvenuto nella riunione che ha vissuto momenti di estrema tensione.
Dopo l’annuncio delle dimissioni da parte del segretario provinciale Denaro, e il saluto di commiato dello stesso, ci sono state formali espressioni di ringraziamento per il lavoro svolto, ma si è taciuto dell’intervento del segretario cittadino di Ragusa, Peppe Calabrese, che non ha mancato di rivolgere forti critiche all’operato del segretario provinciale, in rifermento a fatti del passato inerenti la gestione del partito ma, soprattutto, per il risultato non certo esaltante raggiunto dallo stesso, segnatamente in alcune realtà come quella di Vittoria dove il partito ha raggiunto il minimo storico.
La tensione è cominciata a salire quando c’è stato l’intervento dell’on.le Digiacomo che ha proposto l’inserimento, nel comitato di reggenza dei candidati alle regionali perdenti, lui stesso, la Castello e Roccuzzo, ipotesi rifiutata, in primis, da Calabrese che ha fatto preciso riferimento ad analoghe situazioni del passato nelle quali si era cercata l’occasione della sconfitta per emarginare definitivamente i perdenti.
Poi c’è stato l’intervento del segretario regionale Raciti che ha, dapprima, tentato di distrarre l’uditorio con argomenti di carattere generale, quando poi ha tentato di entrare nell’argomento è stato pesantemente apostrofato dall’on.le Dipasquale che lo ha invitato a continuare nel disinteresse verso la nostra provincia, rimandando alla sede regionale eventuali questioni da chiarire.
Lo scontro ha avuto momenti di estrema tensione, c’era il tentativo di imporre la presenza nel partito dell’area Digiacomo, Denaro, Raciti, che farebbero riferimento, a livello nazionale alla corrente Orfini.
La contrapposizione era diretta alla senatrice Padua, in vista delle prossime strategie per l’indicazione dei candidati alle nazionali, ma l’on.le Dipasquale aveva affilato le armi sin dall’ingresso, inaspettato, nella sede provinciale, del segretario Raciti, convocato, chiaramente, per dare manforte alla componente minoritaria del partito, resa ancora più debole dalla sconfitta dei suoi rappresentanti.
Dipasquale ha badato, senza mezzi termini, affrontando a viso aperto il segretario regionale, a tutelare la posizione della senatrice Padua, ricambiando, di fatto, il sostegno ricevuto alle recenti regionali.
Quello di Digiacomo e Denaro è sembrato l’estremo tentativo di recuperare posizioni in un contesto dove le vecchie cariatidi del partito sono ormai in via di estinzione di fronte allo strapotere della corrente renziana che vede, ormai, nel deputato ragusano, il leader incontrastato.
Non si può che stigmatizzare l’assurdo atteggiamento di quanti hanno tentato di mantenere sotto silenzio l’accaduto, arrivando, addirittura, a diramare un comunicato che nulla fa trapelare dei fatti e del dibattito avvenuti.
C’era, da parecchio tempo, la sensazione che i democratici tentassero di limitare la conoscenza dello svolgersi delle riunioni, che non venivano quasi mai annunciate e delle quali si avevano notizie, non sempre, attraverso scarni comunicati di routine
Considerato i venti di crisi che tirano per il partito, a stento tenuto in vita dalla presenza dell’on.le Dipasquale e del suo gruppo con l’eccellente risultato elettorale, unitamente a poche altre realtà provinciali, non è certo positiva l’immagine che viene data all’esterno, nel momento di massimo impegno per un radicale rinnovamento della classe dirigente, reso ormai indifferibile per emarginare gli elementi che, negli ultimi anni, hanno contribuito, a vario titolo, alla crisi che, in provincia, si è fatta sentire in maniera particolare, non solo come proiezione di quella nazionale e, soprattutto regionale del PD.

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