Inevitabili alcune riflessioni sulla questione della Ragusa – Catania

Per Nello Dipasquale, parlamentare ragusano del Partito Democratico e segretario alla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, c’è un nuovo positivo risultato, un importante passo in avanti per il raddoppio della Ragusa – Catania: secondo quanto riporta un comunicato diffuso dal deputato, “la commissione tecnica, infatti, ha redatto il progetto dell’autostrada, step fondamentale affinché l’assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici possa dare il suo parere definitivo, che ormai dovrebbe essere solo una formalità”
“L’impasse che si era creata dipendeva dal piano finanziario, una difficoltà oggi superata – spiega il parlamentare ibleo – grazie al concessionario che ha incrementato il suo investimento, riducendo di fatto il costo dell’intera opera, che da 1,3 miliardi è sceso a 690 milioni.
Se il Consiglio superiore dei lavori pubblici dovesse dare parere positivo, la palla passerà al Ministero dell’Economia, per la valutazione di sostenibilità, e quindi al Cipe, che rappresenta l’atto conclusivo.
Sarà mio preciso compito vigilare sull’intero iter – conclude l’on. Dipasquale – non solo perché quest’opera lungamente attesa è un’infrastruttura di primaria importanza per lo sviluppo della nostra terra, ma anche perché non possiamo rischiare di perdere i finanziamenti già stanziati”.

Se fosse la prima volta che riceviamo notizie sulla Ragusa Catania, si dovrebbe esultare per i suoi contenuti, dal momento che siamo stati buggerati per troppo lungo tempo, assieme ai politici locali e a quanti hanno indossato, non si sa a quale titolo, vesti di determinanti risolutori della questione vecchia di svariati decenni, occorre fare delle riflessioni.
In questa occasione non si tratta della solita retorica polemica per rilevare le diverse dichiarazioni che hanno sempre dato per imminente l’apertura dei cantieri e che hanno sempre assicurato che l’ultimo step era sempre quello finale prima di vedere le ruspe in movimento.
Dopo la lettura delle dichiarazioni, non tanto dell’on.le Dipasquale, del quale è indiscutibile l’impegno su questa come su tante altre questioni che riguardano il territorio, ma dell’assessore Falcone, riportate da un quotidiano locale, sono d’obbligo delle riflessioni.
Come per la vicenda dell’apertura del nuovo ospedale, dove il trasferimento dei macchinari dal nuvo al vecchio ospedale e sintomo chiaro che la nuova struttura non sarà aperta, bene che vada, prima della fine dell’anno in corso, se tutto va bene, per la Ragusa Catania, dalle ultime notizie, si può avere la certezza che passeranno mesi, se non qualche anno, prima di poter vedere l’apertura del primo cantiere.
Potremmo dire che si parte, quasi, da zero.
E si riparte con un nuovo progetto che sarebbe stato approntato su due piedi, un progetto light, come la Coca Cola, tirato fuori dal cilindro, che è stato oggetto di una riunione confronto fra l’impresa e la commissione tecnica che dovrà predisporre gli atti da sottoporre al Consiglio Superiore dei lavori pubblici.
Ministri e Presidenti del Consiglio avevano assicurato che in una delle riunioni di marzo del CIPE, si sarebbe definito il destino della RG-CT, anche perché di doveva intervenire entro marzo per non perdere i finanziamenti.
Tutte barzellette, come quelle raccontate finora, perché, come ha specificato l’on.le Dipasquale, si dovrà passare prima dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, poi dal Ministero dell’Economia, quindi dal CIPE.

Ma cosa induce allora ai toni ottimistici dell’assessore e dell’on.le Dipasquale ?
Come in un gioco delle tre carte, il progetto, come per incanto, è cambiato, l’impresa, o, meglio, il gruppo di imprese, come dei bravi illusionisti, tirano fuori dal cilindro il percorso alternativo per gli automobilisti che non vorranno essere obbligati al pedaggio.

Spunta l’elaborazione di una già prevista viabilità alternativa, per circa 50 chilometri, ma la novità è sul piano finanziario che cambia: la Ragusa Catania costava 1 miliardo e trecentomilioni di euro euro, come per incanto, ora, si possono risparmiare 485 milioni di euro.
E qui inizia un balletto di cifre che rasenta l’assurdo: sul tavolo sarebbero messi 690 milioni, (da chi ? NdR),
il concessionario incrementerebbe l’investimento da 133 a 280 milioni, riducendo anche il ricorso alle banche.
Sembrano favole se a scriverle non fosse un autorevole quotidiano e un più autorevole autore dell’articolo, le stesse che ci dicono che sarà di molto ridimensionato il pedaggio che dagli ipotetici 18 euro iniziali, scende a circa 12 euro, con possibilità di arrivare anche a 9 euro, sempre che quando sarà aperto il primo casello ci sarà ancora l’euro e i nostri nipoti non avranno già a disposizione le auto volanti che renderanno inutili le strade di una volta.
Dimenticavamo, agli step previsti dall’on.le Dipasquale, dovrebbe aggiungersi quello del progetto esecutivo, successivo ai passaggi citati.

Permetteteci di non credere a queste ultime notizie che riteniamo favole a tutti gli effetti, a meno che non ci venga spiegato come può accadere che dal “tutto pronto, manca solo l’ultima firma per aprire i cantieri” si passa ad un progetto rivisitato che, in meno di un mese, è pronto e sottoposto all’esame degli organi competenti, dopo che per quello vecchio sono passati anni per le varie autorizzazioni, senza dire che prima c’era un piano finanziario per un pedaggio di 18 euro, che si dimezza con uno schiocco di dita.
Potremmo pensare, ‘Ci avevano tentato?’
E poi il balletto dei milioni, o, meglio delle centinai di milioni, spuntano 690 milioni, il concessionario, così per diletto, ne mette, in più, 147 di milioni di euro. Sempre che queste cifre abbiano valore da qui a quando sarà aperto il primo cantiere.
L’unica cosa certa e credibile è che passeranno mesi per aprire i cantieri, se apriranno.

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