Infinita querelle fra il prof. Conti di Legambiente e l’amministrazione Piccitto

Il prof. Conti si era dimesso da Presidente di Legambiente Ragusa per i suoi impegni politici, il sindaco Piccitto è, ormai, a poche ore dalla sua uscita di scena da palazzo dell’Aquila, ma restano entrambi protagonisti per la questione del nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti.
Al centro dell’attenzione perché il rappresentante di Legambiente, già assessore defenestrato della giunta Piccitto, continua a rivolgere i suoi strali contro l’attuale primo cittadino che ha già le valige pronte, mentre si assiste ad un inconcepibile e e per nulla eccepito silenzio dei candidati alla carica di sindaco che, come hanno fatto gli altri candidati in campagna elettorale, si sono ben guardati dall’affrontare temi sui quali, forse, denunciano scarse competenze.
Del resto, al silenzio dei protagonisti della campagna elettorale si è contrapposto quello di un elettorato immaturo, alieno dai problemi reali, indaffarato a confronti e dibattiti da salotto su un futuro improbabile della città, senza affondare la lama nei problemi reali dei cittadini.
Drogati i candidati, drogati gli elettori con metropolitane di superficie, illusorie riqualificazioni e ancor più utopistico ripopolamento del centro storico, ipotesi di crescita e sviluppo tutte da dimostrare, in questo scenario abbiamo assistito all’avio del nuovo sistema di raccolta differenziata che, considerate le fisiologiche difficoltà iniziali, sembra marciare verso la normalità.
Ma ci sono anche numerose e diverse eccezioni che sono sollevate da Legambiente Ragusa e da un Comitato di cittadini ‘Arrabbiati’ che vogliono conto e ragione di quanto si sta operando e dei possibili riflessi sulle tasche dei cittadini.
Nel corso di una conferenza stampa, appositamente convocata, il prof Conti e Angelo Migliorisi, rispettivamente per l’associazione ambientalista e per il comitato dei cittadini, hanno esternato le loro perplessità, precisando di attendere il responso degli organi superiori ai quali sono state inoltrati i rilievi, per i quali gli stessi, come hanno evidenziato in conferenza stampa, non escludono la possibilità che gli organi inquirenti possano giudicare tutto normale, secondo le regole.
Le preoccupazioni gravitano attorno alla possibilità che eventuali discrasie nel servizio possano tradursi in maggiori oneri per il cittadino, occorrono severi controlli sul rispetto del capitolato d’appalto, perché i ritardi e la mancata applicazione di norme precise, previste, ritardano il raggiungimento dei livelli richiesti, dalla regione, di raccolta differenziata, criticità che comporta maggiori oneri per il Comune e, quindi per i cittadini.
Pe Angelo Migliorisi, di Cittadini Arrabbiati, è una questione molto seria, per la quale non c’è nessuna intenzione di demordere nella protesta, assicurando che il Comitato non si farà intimidire nemmeno dalle “velate minacce” che sarebbe pervenute, come ha specificatamente sottolineato, per ben due volte, nel corso dell’incontro con i giornalisti.
Conti e Migliorisi non addebitano responsabilità ai cittadini per i disservizi, perché prima dell’avvio dell’appalto tutto andava liscio, nonostante siano sotto gli occhi di tutti i comportamenti irresponsabili di quanti non utilizzano i contenitori per i rifiuti e abbandonano sacchetti di spazzatura, in maniera incontrollata e fuori dagli orari consentiti.
Tutto gira, secondo loro, al mancato rispetto del capitolato, in ordine alla distribuzione del materiale per la raccolta, avvenuta non ‘porta a porta’, tramite personale appositamente formato, ma tramite i gazebo itineranti, in ordine alla mancata adeguata comunicazione, anch’essa prevista dal capitolato.
Il mancato raggiungimento dei livelli richiesti di differenziata comporterà l’invio di rifiuti fuori dalle normali destinazioni, con aggravio notevole dei costi, si riconosce un aumento dei livelli di raccolta differenziata, ma si sottolinea come sia un andamento lento, insufficiente a coprire il fabbisogno.
Tutto si riverserà sulla TARI del 2019, secondo Legambiente, che lancia precise accuse riguardo al notevole ritardo con cui è partito il nuovo servizio, 5 mesi che peseranno sulle tasche dei cittadini, un ritardo che poteva comportare una rescissione del contratto.
Le criticità sono acuite dalla mancanza, di fatto, del DEC che dovrebbe controllare l’esecuzione regolare di quanto previsto dal capitolato.
A questa serie di rilievi il sindaco preferisce rispondere attraverso le pagine dei giornali che maggiormente lo hanno attaccato nei cinque anni di governo della città, giudicando tardivi e retorici i rilievi, fiducioso nel responso degli organi chiamati a valutare le denunce, certo della diminuzione del carico tariffario per i cittadini, convinto del positivo avvio del servizio che ha superato le inevitabili difficoltà iniziali, grazie all’attiva partecipazione della collettività che ha capito le buone intenzioni dell’amministrazione e all’impegno della ditta incaricata del servizio.

Ma la querelle è infinita, perché Legambiente non è soddisfatta delle repliche del sindaco e rincara la dose con un comunicato stampa che, ribadisce alcuni concetti espressi in conferenza stampa, nota che riportiamo appresso integralmente:

IL SINDACO PINOCCHIO
Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba

Legambiente è abituata ai sindaci che si lamentano per la pubblicazione di dati che mettono in discussione il loro operato e a maggior ragione i loro proclami, soprattutto in materia di rifiuti.
Era già successo diversi anni fa con Di Pasquale il quale, però, ci dovette chiedere scusa pubblicamente.
Ora accade con Piccitto al quale forniremo di nuovo i dati sperando che si ravveda, anche se ci speriamo poco.
La raccolta differenziata porta a porta doveva iniziare il 1° febbraio e andare a regime in tutta la città il 30 aprile, come affermato, in ben due atti anche dal dirigente del settore Ambiente ing. Giuliano.
Se va bene tutta la città sarà servita dal porta a porta a settembre con più di 4 mesi di ritardo.
Questo comporterà che i rifiuti da inviare in discarica nel 2018 saranno più del preventivato, così come saranno minori gli incassi del comune per la vendita dei materiali recuperati.
Ciò comporterà un danno economico per il comune di Ragusa. Infatti come previsto dall’art. 2 del Disciplinare Tecnico Prestazionale “l’Impresa Appaltatrice dovrà garantire il raggiungimento minimo di quanto indicato nel progetto offerta, raccolta differenziata al 65% , già a partire dal primo anno di esecuzione del nuovo servizio domiciliare (media dei 9 mesi successivi al periodo transitorio – febbraio/ ottobre 2018 )” .
Ad oggi, a metà del periodo considerato, la raccolta differenziata in tutta la città è al 26% e, anche considerando che si raggiunga il 65% nelle zone dove viene introdotto il nuovo servizio entro il 31 ottobre, al massimo potrà essere raggiunto il 40%.
Significa che un 9.000 tonnellate di rifiuti, invece di essere differenziati, prenderanno la via della discarica. Un maggior costo di almeno 1.100.000 – 1.200.000 di euro di cui la metà a carico del comune e cioè dei cittadini, e metà a carico dell’I.A.
Infatti, l’art. 22 del Capitolato Speciale d’Appalto al punto 3 prevede che “Per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata come indicati all’art. 19, saranno a carico dell’I.A. stessa il 50 % degli oneri di smaltimento conseguenti, ecotassa compresa “.
Ci saremmo aspettati che il sindaco, di fronte a tale danno per il comune di Ragusa invocasse l’art. 24 del CSA che prevede la possibilità di risoluzione del contratto in caso di inadempienza di particolare gravità, tra le quali è compreso il mancato avvio dell’esecuzione dei servizi entro dieci giorni dai termini previsti dall’art. 34 “L’I.A. si impegna ad avviare i servizi domiciliari entro tre mesi dall’affidamento del servizio formalizzato con verbale di consegna.”
L’avvio dei servizi domiciliari è avvenuto con 95 giorni di ritardo. Eppure, il sindaco così solerte nel diffidare la ditta Nam3Eli che si occupa di gestire il servizio delle strisce blu sul territorio comunale di Ragusa per violazione del capitolato d’appalto, arrivando a minacciare la risoluzione del contratto, nel caso dell’ATI che si occupa di rifiuti rimane in assordante silenzio, pur in presenza di gravi violazioni del capitolato d’appalto. Non si è comportato così il sindaco di Siracusa ( PD ) nei confronti di una delle imprese dell’ATI che opera a Ragusa, la IGM, che per violazioni del CSA è stata diffidata e minacciata di risoluzione del contratto nel capoluogo aretuseo.
E speriamo che ad ottobre si arrivi a superare il 45% di RD altrimenti il nuovo sindaco dovrà inviare fuori regione una parte dei rifiuti con un maggior costo di circa 70 euro/tonnellata.
E dire che sin dalla fine di ottobre abbiamo messo in guardia l’amministrazione comunale dei problemi che si andavano profilando, sia con conferenze stampa che con lettere personali.
Problemi puntualmente verificatisi nei giorni scorsi soprattutto a Marina di Ragusa ma non solo, per mancanza di capacità organizzativa e know-how dell’ATI, che non può accusare il comune dei ritardi in quanto è a carico dell’I.A. l’elaborazione della banca dati delle utenze, compresa l’indagine preliminare presso le utenze domestiche e non, e la predisposizione dei fogli di distribuzione dei materiali ( art. 6 del DTP ) . Quindi non può accusarci di esserci svegliati ora.
La realtà è che della rivoluzione green promessa dall’amministrazione m5s non è rimasto nulla.
Da No-triv sono diventati Si-triv, dal consumo di suolo zero si è passati alla cementificazione dei suoli con la variante degli alberghi in zona agricola e con la variante al parco urbano che consente la costruzione di altre 1.800 nuove case quando ce ne sono 18.000 vuote, da zero waste sono passati a pallide e confusionarie politiche sui rifiuti.
Se c’è un nuovo appalto rifiuti ben progettato, ma male applicato, e proiettato verso percentuali di raccolta differenziate elevate non lo si deve al sindaco e al suo entourage che lo hanno osteggiato, ma a chi pretendeva legalità nel settore dei rifiuti.
In ultimo, il futuro ex sindaco Piccitto, nel corso di questi cinque anni, avrebbe dovuto imparare che quando gli si rivolgono osservazioni puntuali, si risponde nel merito.
Le risposte date a Legambiente nell’articolo de “La Sicilia “cronaca di Ragusa del 20 giugno 2018 saranno pure divertenti, ma senz’altro inutili nel contesto dell’argomento trattato.
Se avessimo avuto voglia di ridere ci saremmo rivolti ad un comico, e non certo a lui.

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