Inutile preoccuparsi, torneranno Del Rio e Renzi e spiegheranno come a breve apriranno i cantieri della Ragusa – Catania

Ci pare che l’allarme si eccessivo, il paventato blocco dell’iter per la Ragusa Catania preoccupa, per esempio, il senatore Giovanni Mauro che si ribella per le umiliazioni imposte al territorio e promette che appena il centro destra sarà nuovamente alla guida del Paese, la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania sarà prioritaria nell’agenda politica.
Il senatore di Forza Italia Giovanni Mauro, segretario della Presidenza del Senato, candidato alla Camera dei deputati nel Collegio plurinominale della Sicilia Sud-Orientale, parla di un nuovo stop all’iter amministrativo che sembrava essere arrivato a un traguardo che oggi, invece, torna ad allontanarsi.
Ricorda, giustamente, che l’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe, le cui cifre complessive dell’appalto sono di 815.374.595 euro, risale al 22 gennaio 2010, durante il governo guidato dal presidente Berlusconi.
All’epoca, segretario del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica era l’onorevole Gianfranco Miccichè.
Forza Italia ha messo in moto la macchina amministrativa e da allora un Governo nazionale di natura tecnica e tre governi di centrosinistra non hanno fatto altro che far rimbalzare le carte a volte, come quest’ultima, anche in maniera inutile. La verità è che questi Governi hanno completamente disatteso le istanze e i bisogni del sud, secondo il senatore.
Ma le preoccupazioni ci sembrano eccessive, è venuto Renzi, più volte, è venuto Del Rio e hanno sempre assicurato che, finalmente, i progetti sono pronti e ci sono i soldi, come non mai, come ha sottolineato Renzi durante la sua ultima visita.
Volete che dopo queste così autorevoli assicurazioni tutto possa essere bloccato ?
Comprendiamo che il PD è abituato a disastri come quello dell’ospedale nuovo di Ragusa, ma siamo certi che prima del 4 marzo qualcuno verrà a Ragusa, Renzi, Del Rio o anche Faraone per spiegare che è solo un equivoco.
Non sarebbe una umiliazione in questo caso, ma una presa in giro bella e buona: gli elettori se ne dovrebbero ricordare e dovrebbero guardarsi bene dal votare Partito Democratico, alle nazionali e alle comunali.
Anzi, sarebbe opportuno che i parlamentari, quelli locali, abbandonassero il partito, perché non mantenere le promesse e le assicurazioni equivarrebbe ad uno sfregio nei confronti del territorio, difficilmente sanabile.
Con quale faccia potrebbero ancora chiedere il voto per il PD?
Invece di sperare nel prossimo governo di destra o sperare che i grillini ci facciano una trazzera alternativa, perché non chiedere subito ai candidati come stanno effettivamente le cose ?
Chiediamo alla Boschi, chiediamo a Raciti, chiediamo alla Padua, chiediamo a D’Asta, sicuramente qualcuno di loro saprà darci chiarimenti.

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