La Consulta Femminile gode della totale disponibilità del Prefetto per ogni azione volta a contrastare la violenza di genere

Incontro preliminare in prefettura per la costituzione del “Tavolo tecnico interistituzionale permanente per il contrasto alla violenza il genere”

Si è svolto in Prefettura il primo confronto tra il Prefetto di Ragusa, dott.ssa Filippina Cocuzza, e la Presidente della Consulta Comunale Femminile di Ragusa, dott.ssa Giuseppina Pavone.
Totale disponibilità da parte del Prefetto a mettere in atto tutte le azioni necessarie a fronteggiare questo fenomeno che ha assunto ormai il carattere di un dramma sociale di rilevante entità.

L’imponente attualità del problema richiede un massiccio impegno da parte delle Istituzioni e non solo: la sua multidimensionalità investe, infatti, aspetti psicologici, umani, formativi, culturali, sociali, nonché giuridici e della sicurezza, … Indispensabile, pertanto, e non più rinviabile una presa in carico da parte di tutti i segmenti della Società, ognuno per le proprie competenze, nell’intento di delineare un percorso unitario e condiviso che, nel suo costituirsi in rete, abbia maggiori possibilità di promuovere cambiamenti in positivo, contribuendo nel tempo a sviluppare ed affermare la cultura della non violenza.

L’azione deve essere il più possibile diffusa, pervasiva, determinata e, soprattutto, costante nel tempo.
La Consulta Femminile è già di per sé una rete, un reticolo i cui nodi rappresentano le componenti di questo Organismo, referenti di Partiti Politici, Sindacati e Associazioni Femminili del territorio.
Tutte le Componenti della Consulta danno un contributo altamente significativo nell’approccio alle diverse problematiche e, in particolare in questo momento storico, all’impegno nel contrasto alla violenza di genere. La rete così strutturata raccoglie la ‘voce del territorio’ ed è in virtù di tale ruolo che la Consulta ha assunto la presa in carico della proposta del “Tavolo Tecnico Interistituzionale” (attualmente in via di costituzione, avendo già ottenuto l’adesione di quasi tutti i livelli istituzionali coinvolti) e ha in itinere la messa in opera sia di una prima pianificazione operativa da portare in discussione al primo incontro sia di altre azioni che vedranno la nostra Comunità come destinataria privilegiata di interventi di sensibilizzazione e di formazione, ma anche di sollecitazione politica, nel senso ampio del termine, mirati essenzialmente a ribaltare gli attuali modelli culturali patriarcali per demolirne le basi, per dissodarne e bonificarne il terreno di coltura, dove i semi continuano ancora a germinare, diventando vegetazione devastante di vite umane.
Vista in tale prospettiva, la rete si configura come “metafora dell’appartenenza”, contribuendo a sviluppare quel ‘senso di comunità’ di cui si sente viva l’esigenza.

Giuseppina Pavone

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