La gente li vota e loro passano il tempo beccandosi e scambiando comunicati e post al vetriolo

Sono i consiglieri comunali, votati dalla gente per migliorare le cose, per il cambiamento, impegnati solo a beccarsi, a stilare, o a fare stilare, comunicati contro i colleghi di parte avversa, contro l’amministrazione, ma che restano, il più delle volte silenti di fronte alle questioni importanti, sia a difesa, sia contro.
Accade così che battaglieri consiglieri, di maggioranza e di opposizione, perdono la parola quando c’è il caso dell’avviso di garanzia al sindaco, quando ci sono i rilievi della Corte dei Conti, quando spariscono i fondi residui della Legge su Ibla, quando si scopre che gli uffici non hanno inviato rendicontazioni a Palermo, quando si scopre che ci sono 6 o 7 filoni di indagine su dirigenti e funzionari del Comune.
Sulle questioni emergenti, quelle sulle quali la gente vorrebbe sentire il parere dei propri eletti e vedere azioni concrete a favore del bene comune, della res pubblica, cade il silenzio più assoluto.
Ma il tempo lo passano lo stesso, vedi il caso delle ultime baruffe fra consiglieri di maggioranza e grillini.
Naturalmente non sono tutti a fare parte di questi epici scontri verbali, ma il silenzio, a cui accennavamo prima, pervade molti, comunque, perdono anche l’occasione per dire ai compagni di partito o di movimento o di lista di lasciar perdere, di stare zitti perché sarebbe meglio per la causa comune.
L’ultima querelle riguarda l’approvazione della delibera di giunta per la rinegoziazione dei mutui contratti, un semplice adempimento di routine, dopo l’apposita norma varata per ridurre gli oneri finanziari sulle rate, adottata in attuazione delle disposizioni della Legge di Bilancio 2019.
Votano tutti favorevolmente, consiglieri che sostengono la maggioranza e consiglieri di opposizione grillini, ma l’indomani scoppia la bagarre: i 5 Stelle vantano il voto positivo per una misura voluta dal governo nazionale, una inutile sottolineatura di un loro voto ininfluente.
Nota da lasciar perdere, alla quale non dare importanza nel quadro delle giornaliere comunicazioni del gruppo tese solo a mantenere visibilità.
Invece, il capogruppo della formazione consiliare di maggioranza che sostiene l’amministrazione Cassì ritiene di dover dare importanza alla nota e parla, addirittura, di una triste corsa dei 5 Stelle a prendersi meriti, vittime di una sindrome da visibilità perduta.
Merito della compattezza della maggioranza l’approvazione, in questi casi i 5 Stelle sono e restano comparse ininfluenti, per spiegare il senso delle parole del capogruppo Tumino che non resiste a rilevare i comportamenti dei 5 Stelle in commissione, dove si sono astenuti sul parere da dare, e in aula dove hanno praticato il giochetto del nascondino, dietro le porte dell’aula, per verificare se ci fosse stato il numero legale, che è stato garantito dalla maggioranza con 13 presenti.
Ma, pensare che i grillini volessero far saltare l’appello per non approvare la norma è da sprovveduti e, soprattutto, non si scrive, né si dice. Mai i 5 Stelle avrebbero fatto saltare la possibilità di usufruire dell’agevolazione, ci sarebbe stato tempo in secondo o in terzo appello e, comunque, prima della scadenza prefissata per la norma.
Il gioco di far mancare il numero, per quanto disdicevole, è del tutto legittimo e, anzi, dovrebbe essere favorito per mettere in cattiva luce gli avversari politici.
Da qui un diluvio di comunicati e di post, da far rabbrividire, per l’inconsistenza delle argomentazioni e per gli errori pacchiani di valutazione.
Prima una precisazione sulle carenze di documentazione di un altro atto all’ordine del giorno, che i grillini rilevano perché quando si parla dei soldi dei cittadini non si scherza.
Sul tema, però non spiegano perché i 5 Stelle, tanto attenti, non rilevarono stranezze sulla mancanza dei fondi mancanti della Legge su ibla e mantennero il più assoluto silenzio riserbo sulle malefatte dei predecessori, come pure non spiegano come è potuto succedere tutto il casino per le irregolarità denunciate dalla Corte dei Conti.
In proposito, è ben puntualizzare alcune cose, ai 5 Stelle, dal momento che il capogruppo Fiirrincieli dimostra, in aula, di non avere chiara la situazione.
In una recente seduta, il capogruppo pentastellato ha dichiarato: “intanto deve arrivare ancora la risposta dalla Corte dei Conti”.
È bene precisare che la Corte dei Conti ha mosso dei rilievi ben precisi, non deve dare nessuna risposta, se non accettare i correttivi che ha consigliato di adottare, fermo restando la natura delle contestazioni, definitive e inappellabili, per le quali, inoltre, il carteggio è stato passato al Procuratore Generale della Corte per eventuali rilievi di responsabilità a carico del Dirigente ed, eventualmente, degli amministratori.
In pratica, come invece vorrebbe far capire Firrincieli, non ci sono possibilità di revisione delle decisioni della Corte, per capirci bene, la frittata è stata fatta, sotto l’amministrazione grillina, e non c’è nulla da disquisire in merito.
Successivamente è la consigliera Occhipinti che ritiene di poter sfottere i 5 Stelle, evidenziando il frontespizio della delibera di consiglio comunale dove i 5 stelle, ad inizio di seduta, risultavano assenti, da parte 5 Stelle si fa peggio, mostrando l’esito della votazione della immediata esecutività, invece che quello della votazione sull’atto, in sintesi uno spettacolo da circo equestre che non fa bene all’immagine del civico consesso e delude l’opinione pubblica che si chiede: “ma questi consiglieri, hanno solo questo da fare? E veramente non sono in grado di leggere bene una delibera?”
In effetti, la compagine dei consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, si mostra del tutto avulsa dalle emergenze della città, non esprime pareri anche su fatti importanti come la chiusura di via Roma o l’assenza di misure per il centro storico e il suo sviluppo economico, peraltro citati nel programma elettorale.
Organizzazioni datoriali e colleghi di opposizione criticano, senza mezzi termini, Sindaco e assessore di competenza, ma nessuno ha la capacità di difenderli, nessuno ha la capacità di replicare alle accuse e ai rilievi.
Sembrano tanti soldatini che camminano e parlano solo quando gli danno la corda, espressamente solo dopo l’assenso dei vertici dell’amministrazione, nessuna decisione autonoma, nessun parere di merito.
Anche i 5 Stelle non è che facciano una bella figura, paladini della legalità, della regolarità amministrativa dimenticano, per esempio che uno di loro, con un palese conflitto di interesse, organizza, sia pure indirettamente come associazione di cui è direttore, una manifestazione enogastronomica che riceve contributo dal Comune.
Una manifestazione che è già una barriera architettonica dal titolo, “Le scale del gusto”, tutta sulle scale che da piazza della Repubblica salgono a Ragusa, senza accessibilità per i diversamente abili che la possono godere solo in cartolina o mettendosi dalla parte del vento per assaporare i profumi, in cima alle scale o a valle delle stesse.
Una manifestazione per la quale, pare, il contributo sia prelevato dai proventi della tassa di soggiorno che ha tutt’altre finalità di utilizzo.
I 5 Stelle sono solerti a sollevare rilievi sul bar dello skatepark, non si sognano di eccepire nulla in ordine ad un evento che, addirittura, prevede, come almeno si intuisce dalle immagini, un ristorante a cielo aperto, senza che sia del tutto chiaro il rispetto delle norme igienico sanitarie in materia di preparazione e somministrazione di cibi.
Tutti particolari, quelli segnalati, che, ancorché possano essere dotati del crisma della legittimità e della legalità, per quanto riguarda l’accessibilità (ma esiste, pare una norma che impedisce ad un Comune di elargire contributi a manifestazioni che non garantiscano la totale accessibilità all’evento), per le norme igienico sanitarie e per la provenienza del contributo, nonché per l’eventuale conflitto di interessi, destano non poche perplessità per motivazioni di opportunità alla quale i veri grillini tengono molto.
Ma i 5 Stelle di Ragusa, anche quelli fuori dal civico consesso, sembrano ignorare tutto quanto. Beati loro!

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