La metropolitana di superficie si aggiunge alle incompiute del territorio

Ancorché vengano chiariti i contorni della vicenda che ruota attorno al congelamento dei fondi per le periferie, resta l’amaro in bocca per quelle opere, non solo della nostra città, che si toccavano con mano.
Resta anche lo stupore per provvedimenti che erano stati varati dai governi a guida PD e che ora sono soppressi anche con la firma dello stesso PD, senza che gli uomini di Renzi sappiano dare spiegazioni in merito.
Segnale questo della grande confusione politica che regna in tutti i partiti, dai 5 Stelle alla Lega, dal PD a Forza Italia, tutte formazioni politiche che debbono lottare ogni giorno contro la disaffezione alla politica che, con storie come questa è incentivata come non mai.

A Ragusa, non resta che rassegnarsi, la classe politica, di ogni colore, dimostra, ampiamente, di essere del tutto inadeguata, siamo al palo per la Ragusa Catania, per la Siracusa Gela, per l’aeroporto, per l’ospedale di Ragusa, ora anche per la metropolitana di superficie. Nessun governo, per le rispettive competenze, da Palermo a Roma, è in grado di risolvere una sola delle emergenze.
Né si levano voci severe verso questo stato di cose.
Sono anche poche le reazioni ufficiali pervenute fino a questo momento.

Il sindaco Cassì ha stigmatizzato il blocco dei fondi per la riqualificazione delle periferie, a pochi giorni dalla firma della convenzione tra Comune di Ragusa, Regione siciliana e RFI per la realizzazione della metropolitana di superficie.
“Un provvedimento grave ed incomprensibile – ha dichiarato il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì – che lascia sconcertati: si mette a rischio la realizzazione di opere strategiche ormai in stato avanzato di progettazione, per le quali si sono spese già risorse ed energie, e con un colpo di spugna si vanificano aspettative di sviluppo e di crescita attese da anni.
La sospensione del finanziamento, che mette a rischio l’opera infrastrutturale più importante, da decenni, di Ragusa, coinvolge oltre 100 comuni.
Saremo al fianco dell’ANCI nell’azione di sensibilizzazione e di protesta che auspichiamo possa indurre il Governo nazionale a ritirare l’emendamento, prima del passaggio del decreto alla Camera previsto in settembre”.

Stupore e rabbia esprime Franco Cilia, Presidente della Società per la mobilità alternativa di Ragusa, che non riesce a da riesce a dare una spiegazione alla mossa, ritenuta insensata, a poche ore dalla forma di una convenzione fra Ferrovie, Governo regionale e Comune di Ragusa.
Un investimento importante vanificato da politiche che mirano solo ad annullare quanto deciso dal precedente governo, di colore politico diverso, una situazione che è ormai scappata di mano, che rende inutili gli sforzi per la progettazione e le azioni di sostegno.

Complice il periodo di Ferragosto, è difficile raccogliere commenti sull’accaduto.
Fra i pochi operativi il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, Fabrizio Ilardo, che non si è voluto sbilanciare, fiducioso che la decisione possa essere rivista, prima di arrivare alla Camera dei Deputati, in autunno.
In tal senso, il Presidente Ilardo, preoccupato per la decisione politica che potrebbe vanificare un lungo lavoro di progettazione e privare Ragusa di una importante infrastruttura, essenziale per un programma di mobilità alternativa che avrebbe avuto importanti riflessi sulla crescita economica del centro abitato, con positivi risvolti in termini ecoambientali e turistici, ha manifestato l’intenzione di voler coinvolgere il Consiglio Comunale per azioni che saranno concordate con l’amministrazione, finalizzate a sollecitare le forze politiche e, in particolare, la nostra deputazione, regionale e nazionale, per un impegno condiviso e unanime affinché possano essere ricercati e attirati fondi alternativi che possano permettere la realizzazione dell’opera la cui progettazione è stata già avviata, ove non possano essere ripristinati i fondi previsti per questa importante opera strategica per il territorio.
In questo momento, anche di comprensibile sconforto, deve emergere, necessariamente, lo spirito di ricerca del bene comune, al di sopra delle parti e dei partiti, per dare alla città quelle opportunità di sviluppo e di crescita che devono restituire a Ragusa il ruolo di protagonista che, per tanti anni, ha dimostrato di meritare.

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