La questione dei possessori di azioni BAPR non si risolve nemmeno a Roma, al Ministero dell’Economia e Finanze

Dopo le reiterate proteste dei possessori di azioni della Banca Agricola Popolare di Ragusa, che pretendono di poter rivendere allo stesso Istituto le azioni, non si capisce ancora se legittimamente o in barba alle normative di settore, proteste con tanto di sit-in in gilet gialli davanti alla sede della Banca, si attendeva l’esito dell’incontro romano di una delegazione degli investitori con il sottosegretario all’Economia e Finanze, Alessio Villarosa.
Incontro che è stato promosso dalla deputazione, regionale nazionale ed europea, del Movimento 5 Stelle.

Dall’esito dell’incontro, che si apprende attraverso un doppio comunicato stampa, degli onorevoli Maria Lucia Lorefice, Presidente Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, e Stefania Campo, deputata regionale di Ragusa, si evince che anche il sottosegretario non ha potuto dare ampia ragione alle istanze dei possessori di azioni della Banca Agricola Popolare di Ragusa, limitandosi ad ascoltare le loro istanze e ad esprimere la massima disponibilità ad analizzare le proposte emerse, impegnandosi a riconvocare il tavolo di confronto per trovare soluzioni proficue.
In pratica, si dovrà trovare, se possibile, una soluzione di compromesso che deve essere consentita dalle norme e deve trovare la disponibilità dell’Istituto bancario, soluzione che deve tutelare, come è stato evidenziato dagli stessi parlamentari del Movimento 5 Stelle, gli azionisti e la Banca stessa.
Le solite soluzioni all’italiana, e si deve addebitare alle parti la mancanza di chiarezza sulle norme esistenti.
Anche nel comunicato dell’on.le Lorefice si legge delle “preoccupazioni anche in riferimento alle ultime disposizioni normative italiane ed europee che hanno mutato in questi ultimi anni la regolamentazione della compravendita di azioni delle banche popolari”.
Dopo le dichiarazioni di autorevoli esponenti dell’Unione Europea, in risposta ad una interrogazione dell’europarlamentare Innocenzo Leontini, che rimandavano a normative della Banca d’Italia, escludendo restrizioni da parte di Bruxelles per il riacquisto delle azioni, si evinceva che l’Istituto di Credito osserva precise indicazioni della Banca di Stato che impongono limitazioni al riacquisto delle azioni.
Del resto, gli istanti non hanno mai citato una norma in base alla quale avrebbero diritto a rivendere all’Istituto le azioni, come pure, è doveroso dirlo, la Banca non ha esplicitato la norma che le impedisce il riacquisto.
All’incontro romano erano presenti, secondo i comunicati, i parlamentari Maria Lucia Lorefice Maria Marzana, Paolo Ficara, Eugenio Saitta, Stanislao Di Piazza e Giuseppe Pisani, Stefania Campo deputata regionale Ars e l’eurodeputato Ignazio Corrao.

Ultimi Articoli