La Ragusa-Catania letteralmente ignorata dai 5 Stelle e da Forza Italia

Anche dopo le elezioni europee, particolarmente attivi gli esponenti del Movimento 5 Stelle, in Sicilia, che intervengono, costantemente sulle emergenze e sulle criticità della Sicilia, per evidenziare i limiti dell’azione governativa regionale e anche dell’alleato di governo nazionale.

Il ritiro dell’emendamento salvaimprese, ad opera della Lega, fa intervenire i deputati 5 Stelle all’Ars, Giancarlo Cancelleri, Salvo Siragusa e Giovanni Di Caro: “Scellerata la scelta del ritiro dell’emendamento salvaimprese sulla Caltanissetta-Agrigento e sulla Agrigento-Palermo? Su questo concordiamo con Musumeci, visto che si tratta di una decisione voluta dalla Lega, che si è impuntata su questo.
A Musumeci, loquace a corrente alternata, visto che finora ha brillato per il suo inqualificabile silenzio sugli indagati all’Ars e sul caso Savona, consiglieremmo comunque di conservare il fiato che spreca per attaccare Toninelli al fine di suggerire ai suoi colleghi della Lega in Parlamento di non fare bizze in occasione dell’emendamento che il M5S ripresenterà nel dl crescita e che prevederà sempre il fondo salvaimprese”
I deputati pentastellati ricordano ancora che in “pochi possono proferire tranquillamente parola sulle infrastrutture, a partire da Faraone, che con Del Rio veniva ad inaugurare il nulla, per finire a Falcone, che il 14 dicembre dello scorso anno in quarta commissione all’Ars prese impegni che, a meno di miracoli, rimarranno lettera morta, e cioè il completamento per gennaio 2020 delle SS 121 e 189 e il recupero funzionale per dicembre 2021 del Ponte Morandi di Agrigento”.

Tanta attenzione per queste opere, da parte dei 5 Stelle, silenzio assoluto per la Siracusa-Gela e per la Ragusa-Catania, nessuna sollecitazione da parte di Cancelleri per il compagno Toninelli, che già intorno al 15 maggio doveva chiarire cosa fare con la Ragusa-Catania. Nessuna sollecitazione per colui che è sempre presente quando c’è da pescare voti sul territorio, nemmeno da parte della deputazione locale.

Anche gli esponenti di Forza Italia, con in testa il neodeputato europeo Milazzo, lamentano il mancato sblocco dei lavori per la Palermo-Agrigento e per altri cantieri strategici per la nostra regione.
Parlano di condanna a morte di tre province siciliane, Agrigento, Caltanissetta e Palermo e considerano inaccettabile che il Movimento 5 Stelle, dopo aver fatto incetta di voti in Sicilia, subisca la cancellazione, con un colpo di spugna, di un emendamento che avrebbe consentito la prosecuzione dei lavori.
Un chiaro segnale di un governo che dimostra un chiaro volere persecutorio nei confronti dei siciliani, incapace di sbloccare veramente l’economia delle regioni del mezzogiorno.
Nel comunicato di Forza Italia emerge, da parte dei sindaci dei territori interessati, una velata critica anche all’indirizzo del l’assessore alle infrastrutture Marco Falcone che si era impegnato per attivare un tavolo di interlocuzione con il ministero alle infrastrutture e ora assiste silente alla vera e propria truffa operata dal governo a trazione 5 Stelle e Lega che di fatto mette in ginocchio l’intera regione.

Se per la parte occidentale dell’isola gli esponenti di Forza Italia si preoccupano di intervenire per le emergenze, da noi i vertici del partito di Berlusconi, entrambi elementi del centro sinistra acquisiti in Forza Italia, una volta conquistate le poltrone di Commissario e vicecommissario, nemmeno si preoccupano di intervenire per la Ragusa-Catania e per la Siracusa-Gela.

Ultimi Articoli