Il caso refezione scolastica, palestra per la campagna elettorale

Deve essere migliorato di molto il livello della refezione scolastica, dopo il riso rancido, le polpette singole, poco cotte, e la pizza bruciacchiata, molto cotta.
Si sono esauriti i rilievi, attenuate le polemiche, i genitori avranno capito, che, senza nulla togliere alla gravità del caso, e peraltro ammessa dallo stesso titolare della ditta, non si può recedere dal contratto con facilità, è, forse, meglio operare più severi controlli e badare che la ditta si attenga al capitolato, considerato anche che, dato importante e non smentibile, l’azienda opera da tempo nel settore e, salvo qualche chiave inglese nel piatto, non è stata fonte di disagi particolari, stante l’inesistenza di denunce a suo carico.
Non abbiamo nemmeno saputo come è andata a finire con la chiave inglese…doveva essere buona, ben cotta e non bruciata! Siamo italiani e siamo in Italia.
Anche per l’ordinanza urgente e contingibile, pare, si sarebbe dovuto attendere il parere dell’ASP.
Poi è la gente che ha voluto il cambiamento, se ci fosse un sindaco della DC di un tempo, un tipo alla Di Natale, per esempio, a parte che riso rancido non ne sarebbe arrivato, solo per la paura della ‘cazziata’, un primo cittadino di allora avrebbe preso la sua decisone e non ci sarebbero stati di mezzo NAS, ASP, TAR e tribunali vari, perché, allora, le cose andavano diversamente, come nella vita di ogni giorno.
Oggi pare che nessuno, se non il RUP del procedimento, può andare in azienda a controllare le cucine, si deve partire dalla foto rubate per vedere quali mezzi vengono utilizzati per la distribuzione dei pasti,
Una volta chi si prendeva uno schiaffo non fiatava, oggi c’è subito la querela e una trafila giudiziaria, interminabile, da far rabbrividire. I Tempi !
Oggi, i tempi sono cambiati anche per la politica, non è più come una volta, anche un caso come questo viene sfruttato mediaticamente per fare politica e, segnatamente, campagna elettorale.

Ha iniziato il PD cittadino che ha chiesto al sindaco di revocare, o almeno sospendere, il servizio di refezione scolastica: il PD lo pretende per il grande dissenso manifestato dai genitori, nonostante molti di essi avessero dichiarato al capogruppo D’Asta che, a loro, della politica non importava nulla, erano interessati solo al colloquio con il sindaco e non avevano nessuna esigenza del confronto in aula, attraverso i consiglieri comunali.
Anche il capogruppo D’Asta ha parlato di una situazione insostenibile, ma non ha saputo spiegare perché chi si è accorto del riso rancido, peraltro un medico, non ha immediatamente allertato i NAS, così da avere, immediatamente la prova tanto cercata per poter bloccare il servizio.

A seguire il comunicato di Territorio, che trova l’ennesima occasione per parlare dell’incapacità della giunta Piccitto: Tasca e Distefano, i maggiorenti del movimento che fu di Nello Dipasquale, con il consueto stile elaborato concludono che si comprende come “queste persone, bravi ragazzi ma incapaci di amministrare” abbiano governato in questi cinque anni. Evidentemente non hanno saputo ancora comprendere come la città abbia concesso una fiducia pari al 40 % dei consensiai 5 Stelle ed espresso solo 171 voti meno di quelli riservati al loro onorevole di riferimento per il loro eletto in città.
E non pare nemmeno opportuno il riferimento al dirigente, già di fiducia della precedente amministrazione, che ha gestito l’iter amministrativo dell’appalto ed è quindi in grado di fornire spiegazioni meglio del sindaco.
Tasca e Distefano esprimono l’auspicio che “questa deleteria esperienza amministrativa si concluda al più presto”, forse non sono certi dell’esito del voto che altre volte, nelle loro considerazioni, hanno giudicato scontato.

Poi c’è l’intervento della consigliera Sigona, da sempre battagliera sui temi riguardanti i bambini nelle scuole, già ai tempi di quando era maggioranza grillina e attaccava, proprio sui temi della refezione, l’assessore di Partecipiamo, alleato dei 5 Stelle in giunta.

La consigliera, di recente passata al gruppo misto, ha stigmatizzato la strumentalizzazione dei piccoli alunni, l’errore c’è stato e non ci sarebbe da perdere altro tempo per rescindere il contratto.
In maniera molto pratica ha sostenuto la tesi che se i bambini mangeranno un panino per una settimana, non cascherà il mondo.
Al diavolo i riferimenti normativi, per la Sigona, il servizio andrebbe sospeso perché ci sono molte cose che non vanno.

Ultimo, in odine di tempo, non certo per l’importanza dei contenuti o degli estensori, il comunicato del gruppo consiliare di Partecipiamo, Iacono, Castro e Migliore, che considera un record il fattaccio ad appena 48 ore dall’attivazione del bando gara, assai contestato dai cittadini.
Lo sottolinea Giovanni Iacono che considera come la materia non sia stata affrontata in maniera opportuna.
Dopo l’episodio della chiave inglese, rivendica, come ex Presidente del Consiglio e come gruppo consiliare di avere sollecitato di adottare, per la stesura del bando della refezione scolastica, rigide condizioni a carico del gestore del servizio e, soprattutto requisiti preferenziali per gli aspetti qualitativi del cibo e del servizio, piuttosto che preoccuparsi di contenere i costi.
Secondo Iacono, redarre il bando aumentando il peso del risparmio dei costi nella valutazione ha causato l’accaduto.
Una responsabilità solo politica, di scelta sbagliata, in un settore delicatissimo che riguarda i bambini e la salute, che non ha voluto tenere conto delle esperienze passate, complice anche un bando per soli tre mesi che, di certo, non ha favorito la partecipazione di aziende più esperienti e qualificate.
In definitiva, secondo Iacono, improvvisazione dell’amministrazione che lascia senza parole.

A commento delle rimostranze inoltrate all’amministrazione, molte delle quali giustificate, se non altro, perché si arriva, ancora una volta all’ultimo momento, va detto che, ancora una volta c’è un gran parlare delle opposizioni, anche esponenti dei 5 Stelle sono intervenuti pesantemente in aula per dire la loro sulla vicenda, ponendosi contro l’amministrazione.
Come in tante altre vicende si deve però, salvo rarissimi casi, rilavare come le opposizioni intervengano solo a cose fatte: un bando di questo genere deve andare di pari passo con l’anno scolastico, il bando si deve espletare in tempo, ci devono essere i tempi tecnici per porre rimedio a possibili inconvenienti.
I ritardi di taluni assessorati sono stati sempre fisiologici, non solo per le cose importanti, anche per gli spettacoli o i lavori pubblici o il welfare, ci saranno, di certo, anche ritardi degli uffici, ma compito dei consiglieri comunali sarebbe quello di controllo su questi adempimenti.
Il consigliere dovrebbe pretendere di essere coinvolto, in questi adempimenti, dovrebbe poter dire la sua, dovrebbe poter esercitare un controllo e dovrebbe denunciare in anticipo ogni minima discrasia.
Si sono persi 5 lunghi anni in inutili schermaglie d’aula che non hanno portato a niente, allarmi e denunce tutti risvoltisi nel nulla di fatto; primariamente in sede di bilancio, si sarebbero dovuti adottare accorgimenti per destinare somme maggiori alla refezione scolastica, per rimanere in tema, o come nel caso del trasporto mediante scuolabus, altra storia dove la linea del risparmio ha prevalso provocando, alla fine, disagi.
Ma la funzione del consigliere di opposizione non ha mai brillato, se non per la sterile polemica.
Piangere, ora, soprattutto a meno di quattro mesi dalle consultazioni, più che mettere in cattiva luce i 5 Stelle, evidenzia i grossi limiti dei consiglieri di opposizione che, come ora molti cominciano a verificare, non hanno svolto un ruolo esemplare a servizio della collettività e, segnatamente degli elettori.

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