La scelta di ARTICOLO UNO per il 26 maggio, con il PSE per cambiare l’Europa

Con il Pse per cambiare l’Europa e con Pietro Bartolo per ricostruire una nuova Europa: la nostra scelta chiara e leale per il 26 maggio

“una linea politica chiara e leale che riflette la decisione di non dividere le forze che in Europa lavorano insieme nella famiglia socialista e di non frammentare ulteriormente il centrosinistra in Italia”

 

Accogliamo, con grande piacere, una nota della FEDERAZIONE PROVINCIALE ARTICOLO UNO di Ragusa che illustra la posizione del partito, alla vigilia della importante consultazione europea per il rinnovo del parlamento di Bruxelles.

 

La partecipazione di Articolo Uno alle elezioni europee nella Lista del Pd-Pse è una scelta autonoma e coerente, una sorta di “desistenza” frutto di decisione unilaterale, responsabile per non contribuire alla frammentazione davvero immatura della Sinistra.

Fortunatamente si colgono, oramai, segnali positivi e incoraggianti, in Spagna, UK, Portogallo e finanche negli Stati Uniti con i DSA, ovvero l’ala socialista dei democratici guidata da Bernie Sanders e Alexandra Ocasio-Cortez. E ora, anche del giovane Kevin Kuhnert, leader dei giovani socialdemocratici tedeschi.

Abbiamo deciso di offrire alcuni nostri candidati per sostenere il PSE-PD e rafforzare una rappresentanza politica per una sinistra di governo. Va evitata la possibile saldatura tra PPE e forze sovraniste nel prossimo Parlamento europeo, che non consentirebbe di portare avanti la profonda riforma strutturale di cui la nostra Unione Europea ha bisogno.

Le piazze che abbiamo di recente salutato con soddisfazione e speranza dei lavoratori e dei sindacati, contro il razzismo e le diseguaglianze, chiedono una rappresentanza politica, una forza capace di coniugare il socialismo con l’ecologismo: il Lavoro è il padre e la Natura la madre di ogni ricchezza (Karl Marx).

Articolo Uno ha provato a essere “seme fondante” di una forza socialista moderna per sfidare ed orientare le trasformazioni climatiche e del mondo del lavoro in atto; con convinzione, benché non voglia “trascurare errori commessi”.
La nostra giovane fase di RICOSTRUZIONE, probabilmente, non ci avrebbe consentito di superare lo sbarramento al 4 per cento. Avremmo, in questo caso, disperso unicamente voti, anche contro l’accorato appello che ci è stato rivolto durante il nostro Congresso fondativo di Bologna, dal candidato del PSE alla Commissione U.E. Franz Timmermas.

Perciò, nella lista PD-PSE voteremo i nostri candidati e quelli che sostengono le tesi programmatiche per cambiare l’Europa contenute nel nostro “Manifesto l’europeismo socialista e costituzionale”.

Una scelta di campo precisa, in sintonia con il Manifesto per “l’Europa” di Thomas Piketty e con il “Rewriting the Rules of European Economy” di Joseph E. Stiglitz, Premio Nobel per l’economia nel 2001, e voteremo candidati che condividano la nostra idea di Europa (come nella nostra circoscrizione Isole – Sicilia /Sardegna – Pietro Bartolo, il Medico di Lampedusa, impegnato in prima linea nella difficile e drammatica accoglienza degli Immigrati naufraghi.

Abbiamo consapevolezza che questa scelta è caratterizzata da elementi di fragilità e di contraddizione. Ma è una linea politica chiara e leale che riflette la decisione di non dividere le forze che in Europa lavorano insieme nella famiglia socialista e di non frammentare ulteriormente il centrosinistra in Italia.

Continueremo con passione e impegno la ricostruzione per un soggetto politico unitario, autonomo che, intenda mantenere l’ambizione di difendere e rappresentare il mondo del lavoro, alle prese con l’’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi, con l’obiettivo di mettere al centro il valore della persona umana nel rispetto delle risorse ambientali e qualità della vita.

Lo vogliamo fare attraverso il neosocialismo, unico che può determinare la svolta in Italia e in Europa attraverso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo socioeconomico che si faccia carico delle diseguaglianze e di un diverso rapporto capitale/lavoro nel mercato globale.

E in questo momento topico per le sorti della convivenza e coesione dei popoli, vogliamo contribuire con forza a fermare un disegno sovranista, di deriva finanche totalitaria, che potrebbe mettere in serio pericolo la pace, la libertà e la democrazia per le quali i paesi europei hanno lottato e scelto poi di stare insieme.
Ma, state pur certi, lo faremo con contenuti rigorosi, radicali e identitari.

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