La tassa di soggiorno, questa sconosciuta

Una tassa di soggiorno, quella di Ragusa, che stenta a trovare una propria identità, con sacche di evasione e di mancati versamenti, con somme enormi non spese, con apparenti difficoltà di trovare destinazioni per incentivare, concretamente, il turismo, con un regolamento che molti vorrebbero modificare.
Criticità che nascono, per buona parte, da una distorta interpretazione del ruolo dell’Osservatorio Permanente.
Si considera il tavolo dell’Osservatorio un tavolo di confronto e si confonde con i tavoli che molti, proprio, dell’amministrazione Cassì, sono disponibili ad aprire per trovare sinergie sulle tematiche emergenti della città. Un metodo, per alcuni, come chi scrive, non condiviso, per altri ideale palestra per coagulare consenso e ritrovarsi attorno a scelte comuni e partecipate.
E’ stato proprio l’assessore al Turismo Barone ad auspicare un allargamento del tavolo agli attori più diversi del settore turistico, per trovare soluzioni adeguate e ideali per sostenere un comparto che assume sempre maggiore valenza nell’economia locale.
Nessuno si sofferma a leggere il regolamento che recita di un organismo formato esclusivamente dall’amministrazione, da consiglieri di maggioranza e opposizione e da associazioni maggiormente rappresentative delle strutture ricettive. Organismo che deve “monitorare gli effetti dell’applicazione dell’imposta e formulare eventuali proposte correttive”
Applicazione non significa utilizzo delle somme, solo in parte, il finale del comma 2 dell’art. 13 del Regolamento sulla Tassa di Soggiorno recita che il tavolo tecnico si riunisce per monitorare l’applicazione dell’imposta, le eventuali problematiche di carattere tecnico e l’effettivo impiego del gettito dell’imposta.
Non è prevista, dal regolamento, una funzione propositiva dell’Osservatorio e ci si limita a contemplare solo la formulazione di eventuali proposte correttive.
Il tutto nel contesto della differenza fra applicazione dell’imposta e utilizzo delle somme derivanti.
Come è avvenuto nella prima riunione di insediamento dell’Osservatorio, dove una corona di partecipanti al tavolo assai qualificata e competente ha spaziato, grazie dall’ampia disponibilità di sindaco e assessore, su temi e proposte in campo turistico, anche nel contesto di piccole naturali divergenze fra i portatori di interesse delle grandi strutture ricettive e quelli delle piccole imprese.
Una disponibilità, quella degli amministratori che, secondo noi, limita le potenzialità di programmi e iniziative per i quali l’apporto del tavolo dovrebbe consistere solo in piccoli correttivi delle strategie di marketing turistico.
E’ l’assessore al turismo che deve fare le sue scelte, naturalmente condivise con l’amministrazione, l’eterno dibattito porta ad una parcellizzazione delle iniziative, senza una identità precisa.
Tutto si riconduce alla nostra idea che è inconcepibile che elementi di altre forze politiche, o che hanno appoggiato altre forze politiche, devono interferire e influenzare scelte che sono proprie di una amministrazione
Potremmo far molti esempi, ci capita fra le mani il comunicato di un consigliere del Movimento 5 Stelle, fra l’altro componente dell’Osservatorio, sul quale aleggia anche un possibile conflitto di interessi in materia di manifestazioni ad alta valenza turistica, che decreta come sia fondamentale considerare centrale la questione dell’aeroporto di Comiso e del ruolo che il nostro Comune dovrebbe rivestire per il suo sviluppo.
Il consigliere Gurrieri parte dal presupposto che si deve innescare un dibattito su cui dovrà svilupparsi una seria e proficua attività di promozione turistica da parte dell’amministrazione comunale.
Non si comprende perché questo non poteva avvenire nei cinque anni di amministrazione grillina e deve avvenire, quasi obbligatoriamente, ora.
La precedente amministrazione, ancorché su sollecitazione degli alleati nascosti che dettavano le modifiche al piano di utilizzo della Tassa di Soggiorno al capogruppo 5 Stelle, nella stanza della Presidenza del Consiglio, nel corso delle sedute di bilancio, destinò fondi cospicui a vantaggio dell’aeroporto di Comiso, per l’attivazione di nuove rotte, 100.000 euro con i fondi del 2015 e 80.000 con quelli del 2016, fondi che non furono erogati per incapacità dello sfruttamento da parte della governance dell’aeroporto, erogazioni che si potevano confondere come aiuti di Stato ma per le quali i vertici dell’aeroporto non riuscirono a suggerire causali diverse a sostegno dello sviluppo dello scalo.
Continuare a inseguire sogni di gloria con una situazione dello scalo del tutto da scoprire è inconcepibile, un quanto mai opportuno ingresso del Comune di Ragusa nell’azionariato dell’aeroporto deve scaturire, innanzitutto, da una apertura e da un invito diretto del Comune di Comiso, che non è mai pervenuto.
Ci converrebbe rilanciare il sito, ma a quali condizioni, a quali costi e con quali ritorni ?
Non vorremmo che finisse come con il progetto con i Comuni del Sud est per la partecipazione alle fiere internazionali, dove noi usciamo i soldi e i comuni del siracusano si autocelebrano in esclusiva.
Cartina al tornasole di un approccio sbagliato al tavolo, il fatto che nessuno dei componenti, nemmeno fra i consiglieri comunali, hanno chiesto lumi sul precedente utilizzo della tassa di soggiorno, nessuno ha chiesto come mai circa un milione di euro non è stato ancora speso delle precedenti gestioni, segnale preciso che i partecipanti al tavolo non si sono seduti per monitorare ma per fare proposte, per rivestire un ruolo da protagonisti nelle scelte.
Come bene lo ha definito Gurrieri, è rimasto solo un verbale esercizio stilistico, nessuno ha attenzionato le destinazioni elettive della tassa: non ci sono state proposte per il patrimonio ambientale ai fini di uno sfruttamento turistico, nessuna proposta per ridare dignità al Parco del Castello di Donnafugata per farlo tornare un unicum a livello ambientale, botanico e storico culturale, nessuna iniziativa per assicurare servizi nuovi e moderni al turista, nessuna idea per lanciare iniziative innovative, esclusive e inedite.
Resta da verificare quali saranno le reazioni e le proposte correttive al piano di utilizzo 2019 proposto dall’assessorato, anche questo in una ottica del cambiamento tanto atteso.

Ultimi Articoli