L’aeroporto di Comiso, una storiella tutta siciliana

Con tutto il rispetto per i componenti, che ad occuparsi dell’aeroporto di Comiso, e del suo futuro, sia un comitato cittadino, il ‘Vussia’, che si autodefinisce ‘comitato dei viaggiatori e utenti del Sud Sicilia’, sembra un po’ troppo nei confronti della pur disastrata gestione dello scalo aeroportuale di Comiso.
Imbrigliato nelle maglie della politica e, per come accade spesso per colpa della politica, affidato a mani per nulla competenti in materia, l’aeroporto ibleo affoga nel mare di un deficit ormai incontrollabile e appare destinato a finire nelle fauci dell’aeroporto di Catania che, forse, eviterà la chiusura ma ne farà una comoda dependance da utilizzare a suo uso e consumo, senza nessun privilegio per il territorio ibleo, la cui conquista da parte dei catanesi è avviata da tempo.
Il Comitato ‘Vussia’ è composto da semplici viaggiatori, imprenditori, pazienti di strutture ospedaliere specialistiche del centro nord Italia che hanno un interesse diretto o indiretto nel mantenimento dell’operatività dello scalo in provincia di Ragusa. All’inizio ha tuonato contro gli errori di gestione strategica che hanno consumato enormi risorse pubbliche, e ha tentato di capire come siano le stesse state dilapidate, ma le proteste sono apparse come vox clamans in deserto.

Allo spargersi della notizia di un mantenimento in vita della struttura aeroportuale con un prestito consistente della SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania, il Vussia giudica i piani di sviluppo del ‘Magliocco’ di Comiso basati esclusivamente sulla disponibilità di risorse aggiuntive, che dovranno essere ottenute inevitabilmente a debito, del tutto sbagliati.
Invece di contenere i costi e operare per lo sviluppo del traffico, si agisce buttando benzina sul fuoco, studiando, o meglio accettando, l’ipotesi di un prestito che Sac, società partecipante a Intersac in liquidazione, a sua volta proprietaria di Soaco per il 65%, ha deliberato per un milione e duecentomila euro.
Secondo Claudio Melchiorre, presidente del comitato, “Comiso potrebbe resistere agli attuali regimi di costo solo se triplicasse l’attuale traffico passeggeri. Nella realtà, il traffico si è ridotto del 15% e gli operatori potrebbero non fidarsi di programmare la loro attività in un aeroporto che agisce come se fosse florido mentre è sull’orlo della bancarotta.
Anzi, a norma di legge, e secondo le dichiarazioni dei suoi stessi amministratori, in questa condizione di esaurimento del capitale e di impossibilità a fare fronte ai propri obblighi la Soaco già ci si trova, specie se si applicano gli stessi criteri che hanno portato nel 2012 la Sac a decidere di dare la ‘spallata finale’ a Wind Jet, peraltro senza ottenere il saldo del credito che vantava”.
Il Vussia esprime quindi perplessità e dispiacere per la notizia che il Comune di Comiso ha deciso di seguire la strada che “porterà, a nostro avviso, alla conclusione dell’avventura dell’aeroporto di riferimento. Ovviamente, non crediamo alla totale irrazionalità degli operatori: se la Soaco insiste a percorrere una strada fallimentare, vi sono due possibilità: o una grave inadeguatezza gestionale o un piano scellerato.”
Il Vussia fa un appello perché queste ipotesi siano sgombrate dal campo. “I cittadini sono il vero socio di maggioranza dell’aeroporto di Comiso e per questo chiedono, per ragioni di opportunità, di avere amministratori immuni da relazioni pericolose, che escludano quanti hanno beneficiato del ‘sistema Montante’, finché la vicenda dell’ex capo di Confindustria nissena e di tanta parte del sistema delle Camere di Commercio non sarà chiarito.”
Il comitato ha infine chiesto che si inverta la rotta, verso una gestione produttiva, nell’interesse dell’impresa Soaco e dei viaggiatori che segni un’inversione di rotta, allontanando la Soaco dall’attuale condizione di rischio. “Non va dimenticato che, a parte una piccola quota in liquidazione, tutti i soci, diretti e indiretti della società di gestione sono enti pubblici. Noi crediamo che in questa storia vi siano funzionari che giocano a fare gli imprenditori con i soldi di tutti, incuranti dei costi, incuranti dei rischi.” “Anche questo atteggiamento, a giudicare dalle notizie diffuse, ha fatto parte di quello che i giornali chiamano ‘il sistema Montante”

Alle affermazioni del Comitato risponde il Sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari:
“La grave crisi finanziaria, in cui versa l’aeroporto di Comiso almeno da un anno, non aveva altro sbocco se non quello di un prestito ponte, di un finanziamento, che, se sarà raggiunto l’accordo tra tutti i soci, verrà erogato da SAC.
Spiace leggere o sentire che questa misura potrebbe decretare la chiusura dell’aeroporto.
Non è così. Né tuttavia si poteva pensare ad un nuovo inizio di un percorso positivo, revocando sic et simpliciter la concessione alla società di gestione dell’aeroscalo, la SOACO, così come invece da tempo viene auspicata da questi comitati spontanei.
Del resto, volendo evitare di fare “voli” fantasiosi sul futuro della struttura, va da sé che la revoca immediata della concessione avrebbe decretato la cessazione di tutte le attività aeroportuali.
Il che avrebbe significato non solo l’interruzione di un servizio molto importante per i cittadini di Comiso e dintorni, ma avrebbe avuto delle ricadute economiche negative a seguito di eventuali contenziosi a cominciare dalle compagnie aeree.
Non di meno avrebbe fatto SAC, attraverso Intersac, poiché nel 2008 ha anticipato grosse somme nella struttura comisana consentendone il completamento e che sono state ammortizzate da una concessione per adesso non pagata da SOACO al comune di Comiso. È chiaro che, alla luce di tutto ciò, sul comune si riverserebbe una valanga di contenziosi. Ma non è neanche questo il problema maggiore.
Infatti, l’accento va posto su una questione ancora più importante.
La SOACO è concessionaria di tutti i permessi e di tutte le autorizzazioni ENAC, ENAV e di conseguenza, revocando la concessione alla società di gestione, decadrebbero immediatamente tutte queste prerogative. Per cui, si dovrebbe riavviare tutta la procedura di evidenza pubblica per l’individuazione di un altro soggetto gestore, con tempi che conosciamo tutti e che non sono affatto brevi.
Per poi riottenere tutte le varie concessioni di cui sopra. Va chiarito in maniera precisa che né il comune di Comiso, né comitati vari, possono segnare le strategie della società di gestione.
Quello che è stato consigliato dal comitato di cittadini è una cosa che un territorio non si può permettere e su cui non si può ragionare con leggerezza. Io mi aspetto che chiunque dica di operare nell’interesse e a tutela dell’aeroporto e di tutti i cittadini, ragioni con maggiore responsabilità nel dare consigli al Sindaco invece di suggerire di fare dei passi che, eufemisticamente, si potrebbero definire avventati”.

Come ragusani, in mancanza e nell’impossibilità di una concreta azione per dare origine ad una consistente presenza del Comune di Ragusa nella gestione dell’aeroporto, viene da chiedersi in base a quali certezze il Comune di Ragusa, unico fra quelli della provincia, ha ritenuto opportuno erogare alla SOACO le somme derivanti dalla tassa di soggiorno degli anni 205 e 2016, esattamente 180.000 euro che, di certo, si perderanno nel calderone infernale e incontrollato di una gestione incompetente e fallimentare.

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