L’appalto di gestione della piscina comunale sempre nell’occhio del ciclone

Non più tardi di 4 giorni fa, i consiglieri comunali del PD, Chiavola e D’Asta, avevano evidenziato criticità e zone d’ombra sulla gestione della piscina comunale che, se non andiamo errati, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe anche coinvolta nel filone di indagini su alcuni dirigenti e funzionari del Comune di Ragusa.
Al centro dei rilievi degli esponenti del Partito Democratico l’inquadramento contrattuale dei dipendenti che si occupano della piscina e del palacolor, rilievi formalizzati in una interrogazione dedicata all’argomento.
Il personale dipendente della cooperativa che gestisce, allo stato attuale, il servizio di custodia, apertura, chiusura, pulizia e funzionamento dei due impianti è stato assunto dalla stessa con un contratto non corrispondente a quanto previsto all’articolo 4 del capitolato speciale d’appalto.
In pratica, il capitolato prevede, per ciascuna unità, 31 ore settimanali, i dipendenti sarebbero assunti per un monte ore di 28 ore, il Comune, pare, corrisponderebbe il costo delle 31 ore, con le somme in più che resterebbero nelle casse della cooperativa.
I due PD ricordano che il bando di gara non prevede discrezionalità nell’applicazione di quanto previsto dal capitolato, eccepiscono come possa essere presumibile che da tale condotta sia scaturito un danno erariale per la Pubblica amministrazione che ha pagato per un servizio che non è stato invece reso dall’appaltatore e da cui potrebbero scaturire gli estremi di turbativa d’asta se venisse accertato che gli uffici preposti non hanno attentamente vigilato e, solo dopo le reiterate segnalazioni dei dipendenti, si sono preoccupati di inviare una mera richiesta di spiegazioni alla cooperativa aggiudicataria che, fino a oggi, risulta ancora senza risposta”.
Da qui l’interrogazione per chiedere al sindaco “se è a conoscenza di tale inadempienza e, nel caso, se ha già attivato iniziative volte a riportare trasparenza, legalità e rispetto del capitolato nei rapporti tra l’Amministrazione comunale e il gestore del servizio.

Al comunicato stampa dei consiglieri PD rispondeva il consigliere comunale di maggioranza, Daniele Vitale che si preoccupava di evidenziare, proprio rispetto all’ultimo rilievo sollevato, quello della qualità del servizio offerto, assicurando che l’amministrazione sarebbe stata pronta a far luce sugli aspetti da chiarire in merito al trattamento del personale, in riferimento alle segnalazioni provenienti dall’opposizione.
La piscina comunale di Ragusa, secondo Vitale, una delle migliori in Sicilia, per i servizi offerti ai fruitori, per la pulizia dell’acqua e per il fatto di essere sempre in ordine
Quanto ai problemi di trattamento del personale, l’amministrazione avrebbe ricevuto i richiesti chiarimenti dalla cooperativa, che girerà in risposta all’interrogazione.

La risposta del consigliere Vitale non è sembrata sufficiente ai consiglieri PD, che, oggi, replicano; dicono di non aver messo in dubbio la qualità del servizio, per quanto alla fine del primo comunicato, scrivevano: “soprattutto, è indispensabile verificare la qualità del servizio reso ai ragusani che pagano le tasse e meritano un servizio all’altezza delle aspettative”.
Proseguono, in questo secondo comunicato, mostrando delusione perché il collega di maggioranza Vitale avrebbe deciso di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica puntando i riflettori sui servizi offerti dall’impianto, piuttosto che soffermarsi sulla trasparenza nei rapporti tra la cooperativa che gestisce la struttura e il personale che vi opera

“E’ bene ribadire, piuttosto – continuano D’Asta e Chiavola – che l’anomalia denunciata sta nel mancato rispetto da parte del gestore del capitolato speciale d’appalto che all’art. 4 – importo del servizio – prevede che l’assunzione del personale deve essere per 31 ore settimanali invece delle 28 ore settimanali che il gestore applica nei contratti di lavoro.
L’aspetto che lascia perplessi, non poco, è che il gestore avrebbe applicato tale condotta dal lontano 2014.
L’attacco dei democratici è all’amministrazione comunale che ha l’obbligo vincolante ed imprescindibile di vigilare affinché le prescrizioni contenute nel bando di gara siano dal gestore rispettate, mentre non avrebbe mai controllato.
Verrebbe da dire perché se la prendono solo con una amministrazione e non vanno indietro nel tempo, senza dire che questo tipo di controlli afferisce a dirigenti e funzionari, più che agli amministratori, ma i consiglieri PD non ne fanno cenno, come per tante altre contestazioni sollevate in precedenza, per le quali nulla si eccepisce, mai,contro dirigenti e funzionari del Comune.
Ma una nota stonata c’è anche nel comunicato di D’Asta e Chiavola, desta enorme perplessità il fatto che, dal 2014, come specificato, i lavoratori si siano rivolti all’avvocato solo in data 28 agosto 2019.

Esce fuori anche che, sempre da quattro anni, il gestore non si è mai preoccupato di sottoporre i lavoratori ad alcuna visita medica secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 che norma la sorveglianza sanitaria dei dipendenti.
Ma l’anomalia più evidente resta quella del gestore che avrebbe continuato a rendicontare mensilmente all’amministrazione comunale 31 ore settimanali per ogni lavoratore (nove), che la stessa ha regolarmente riconosciuto e liquidato generando, pertanto, con un tale comportamento un indebito arricchimento per il gestore e un danno erariale per le casse comunali.
A questo punto, Chiavola e D’Asta invitano il sindaco e il consigliere Vitale a rispondere a questi rilievi, constatando che “le anomalie procedurali, in questa amministrazione, ormai sono diventate un pericoloso continuum”.
Un invito a rispondere, a fare chiarezza su una questione con aspetti che meritano la massima trasparenza, che, a questo punto, viene anche dalla gente normale che non ne può più di questo continuo stillicidio di notizie su irregolarità, su anomalie procedurali, su bandi di gara di difficile interpretazione, tutte cose che non vengono chiarite con la necessaria trasparenza, anche se pare strano il fatto che si parla di tante cose, ma le denunce circostanziate sono sempre poche.

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