L’assemblea generale provinciale CGIL approva il bilancio consuntivo 2018

Approvato il consuntivo 2018. Discussi i temi della manifestazione di Reggio Calabria.
Spunti dagli interventi di Peppe Scifo, Gianna Fracassi e Michele Pagliaro

Approvato e discussi i temi legati alla manifestazione nazionale unitaria di sabato 22 giugno p.v. a Reggio Calabri, quando si parlerà di Mezzogiorno e riscatto del Sud.
Molto partecipato il parlamentino della CGIL provinciale che ha registrato la presenza, fornendo ulteriori spunti al dibattito assembleare, della Vicesegretaria della Cgil Nazionale, Gianna Fracassi e del Segretario Generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro.

La seduta è stata aperta da una lunga e articolata relazione del segretario generale della CGIL di Ragusa, Peppe Scifo, che ha esordito con un’analisi del voto delle scorse elezioni Europee: l’affermazione della Lega e del M5 Stelle conferma tutte le preoccupazioni manifestate già all’indomani dalla nascita di questo governo.
Un anno di governo Lega – M5S che ha fatto macelleria sociale, attraverso un’economia ferma, anzi in recessione, con l’occupazione ai minimi storici se consideriamo la quantità di lavoro e la qualità.
Gli unici dati in preoccupante crescita riguardano la cassa integrazione, il lavoro termine e i part time involontari. Questo esecutivo ha portato avanti una politica disumana, di attacco frontale ai migranti, voltando le spalle alle sofferenze di centinaia di miglia d’esseri umani abbandonati al proprio destino in mare o nei lager della Libia. Tutto questo in funzione di una propaganda crudele e razzista. La maggiore forza deriva da una debolezza di un pensiero alternativo che sta dentro al contesto generale della crisi storica della sinistra nel nostro Paese.
Una crisi che non nasce ieri, ma che è il risultato del fallimento delle politiche messe in campo negli ultimi decenni.
Forti le critiche alla sinistra che al Governo ha abbandonato l’idea del lavoro come valore, la necessità del rafforzamento del welfare universalistico come elemento di redistribuzione economica per contrastare le diseguaglianze; che ha perso l’ancoraggio alle classi sociali subalterne, staccandosi dalle periferie.
A livello europeo ha perso l’idea del sovranismo, del nazionalismo e dell’antieuropeismo.
Si riafferma il tradizionale assetto europeista con le due principali forze il PPE e il PSE. Questo però non deve voler dire che l’idea di Europa messa in campo fino ad oggi è quella giusta. Serve un’altra idea di Europa; un’Europa sociale, dei diritti e del lavoro.
Un dato positivo è stata l’elezione del medico Pietro Bartolo nelle liste del PD. La candidatura di Bartolo ha avuto una connotazione valoriale e culturale precisa, in netta contrapposizione all’idea di Salvini sull’immigrazione.
Lo scorso 1° giugno i pensionati hanno fatto una grande manifestazione unitaria a Roma per dire no all’ennesima manovra di cassa fatte sulla pelle di chi per anni ha lavorato versando contributi.
Oggi si vuole accelerare su tutto, dall’Autonomia differenziata verso cui il M5S ha assicurato il voto, considerando ancora una volta il Governo l’ambito in cui regolare conti del dare avere solo in funzione della gestione e del mantenimento del potere. Va smascherata l’idea che questi fanno il pieno dei voti al Sud per poi fare l’autonomia differenziata che non è altro che il vecchio progetto della Lega Nord di dare di più al nord, stracciando per sempre il principio di solidarietà nazionale contenuto nella nostra Costituzione.
Il 22 giugno prossimo ci sarà una risposta unitaria a Reggio Calabria in massa per dire # Futuro al Lavoro RIPARTIAMO DAL SUD PER UNIRE IL PAESE.
Per rilanciare l’economia del Sud occorre avviare seriamente un’infrastrutturazione attraverso strade, autostrade, aeroporti i porti.
Sulle infrastrutture occorre riaccendere una riflessione anche sulla necessità di un rilancio del sistema ferroviario che non può essere considerato un argomento ormai chiuso, sepolto da logiche politiche miopi o di rassegnazione.
Neanche un metro di autostrada, una ferrovia ferma al 1950. La provincia iblea ha ormai acquisito un marchio conosciuto nel mondo, grazie al grande slancio del Commissario Montalbano, ma ancora oggi sconosciuto ai grandi tour operator che organizzano il turismo verso altre mete perché servite da collegamenti e sistema di servizi a 360°. Ed è qui che occorre affermare il primato della politica, in sinergia su tutti i livelli e un orizzonte verso cui guardare. Altro che Autonomia differenziata.
Lo scorso 11 maggio il sindacato unitario ha messo in campo la vertenza Autostrada Rg-Ct, attraverso uno schieramento ampio di associazioni di categoria ed i Sindaci. La situazione in questo caso è veramente ridotta all’inverosimile: da un lato il Governo con Tonilelli che blocca il projet financing e dall’altro la Regione che spara messaggi vaghi, vuoti di senso, rivendicando un giorno l’avvio immediato del projet financing (Armao) e il giorno dopo (Falcone) la paternità della realizzazione pubblica dell’opera attraverso il Consorzio Autostrade Siciliane.
Questo è uno dei tanti esempi lampanti di che cosa significa un governo immobile!
La Ragusa -Catania come i lotti 6,7 e 8 della Siracusa- Gela non sono bloccate per via delle rigidità contenute nel codice degli appalti, ma bloccate da un’inerzia politica, da imprese alle quali sono affidati appalti che poi non riescono a portare avanti perché arenate da infiniti contenziosi che nascono a causa dell’assenza di controlli costanti dei poteri pubblici sulla realizzazione delle opere.
Non serve una legge per sbloccare i cantieri, ma occorre sbloccare la politica. Anche qui il governo e Salvini hanno detto chiaramente che attraverso lo Sblocca Cantieri occorre liberare le imprese. Liberarle da che cosa? Dalla necessità di dover controllare affinché nei fiumi di denaro pubblico non s’infiltri la mafia? Liberare le imprese dagli obblighi di rispetto delle norme sugli appalti a tutela delle opere e del lavoro? Un tema sensibile che si conosce bene, che si sa quanto è importante la vigilanza affinché il denaro pubblico sia elemento di vero sviluppo per tutti.
La scorsa settimana la CGIL di Ragusa ha inviato una lettera al Prefetto di Ragusa per chiedere un tavolo operativo che affronti il tema della sicurezza sul lavoro. E’ stato chiesto un tavolo con tutti gli attori istituzionali e le parti sociali per dare il via ad una serie di rilevazioni e controlli. Il tema è sentito tra i lavoratori di tutti i settori, compresi quelli del pubblico impiego, nelle piccole e nelle grandi imprese. I lavoratori dicono che oggi purtroppo non è possibile espletare la funzione di RLS perché è forte il ricatto aziendale, sia nel privato che nel pubblico. Cito solo un caso riguardante l’ASP di Ragusa dove da anni ormai non è permesso ad un iscritto alla CGIL la possibilità di svolgere la funzione di RLS.
Il tavolo in prefettura deve servire ad affrontare i problemi con grande determinazione e concretezza, riportando in quell’ambito le diverse segnalazioni che ci arrivano dai lavoratori per un coinvolgimento diretto delle imprese e delle istituzioni preposte.
Da tempo poi l’Ispettorato del lavoro e l’Inps sono incalzate sul tema dei controlli. Le aziende vivono nella consapevolezza che è del tutto improbabile essere ispezionati. A parte le aziende agricole che sono sotto osservazione, in applicazione della L.199 soprattutto per le battaglie condotte dalla Cgil in questo ambito, con discreto risultati in materia di repressione del c.d. caporalato, altrove non esistono i controlli perché è inesistente l’Ispettorato del lavoro. E’ stato ricordato l’anniversario della vittoria al referendum della Repubblica democratica nata dalla Resistenza e fondata sul Lavoro. La memoria è importante per ricollegare i fili perduti della nostra storia. Il segretario Peppe Scifo ha poi chiuso il suo intervento che è intenzione della CGIL di Ragusa approfondire un ragionamento sulla questione dei femminicidi dedicando un momento e uno spazio adeguati.
Sviluppati poi i temi legati dalla manifestazione nazionale unitaria che si terrà a Reggio Calabria il 22 giugno p.v.
Gianna Fracassi ha sostenuto che il governo nazionale propone il regionalismo differenziato che è incostituzionale e non guarda il meridione. Da qui una risposta immediata e ferma che metta al centro il tema degli investimenti per le infrastrutture condizione per il rilancio del meridione.
Michele Pagliaro ha denunciato in più forme l’immobilismo del governo siciliano che imbrigliato com’è al suo interno non è nelle condizioni di proporre risposte alla crisi del lavoro in Sicilia.

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