Sei lavoratori del servizio scuolabus, prima estromessi, sono stati reintegrati

Grazie al sollecito e deciso intervento di Salvatore Scannavino, segretario territoriale del sindacato, Fisascat Cisl, e grazie ai buoni uffici del sindaco, Cassì e dell’assessore al ramo, Giovanni Iacono, si è positivamente risolta la vertenza che vedeva sei lavoratori estromessi dal servizio scuolabus del Comune di Ragusa.
I sei lavoratori che erano stati estromessi, in un primo momento, dal servizio scuolabus attivato dalla cooperativa Artemide per conto del Comune di Ragusa, saranno ora riassorbiti dalla stessa coop.
Soddisfazione per come è stata risolta la vertenza. Sono state fornite risposte certe a persone che rischiavano di perdere l’occupazione.
“Si è arrivati quasi subito a trovare una soluzione tesa a garantire continuità occupazionale ai sei lavoratori e a garantire certezza di diritto nell’appalto a tutte le maestranze tuttora in forza, 28 unità comprese le sei che sono state inglobate di recente. E ci sono le premesse affinché questa tipologia di contratto, tuttora a tempo determinato, possa trasformarsi in qualcosa di più importante in futuro. Riteniamo, come Cisl, di avere ottenuto un grande successo rispetto alle condizioni di partenza. E ringraziamo il Comune di Ragusa e la cooperativa per la collaborazione che si è rivelata utile per raggiungere il traguardo auspicato”, queste le dichiarazioni di Scannavino che ha tenuto a mettere in risalto un altro particolare: “La nostra attività di tutela sindacale – aggiunge Scannavino – non si fermerà perché stiamo parlando di lavoratori che svolgono un servizio che si sospende alla chiusura delle scuole.
Tra l’altro, proprio per questo stesso motivo, rischiano di non percepire reddito neanche tramite la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione per lavoratori licenziati.
Sarà, quindi, nostro precipuo interesse cercare una soluzione definitiva una volta per tutte. Ciò allo scopo di far sì che i lavoratori possono ritrovarsi in una condizione assoluta di serenità lavorativa ed economica. Possiamo aggiungere che già i lavoratori avevano vissuto questa difficoltà con la cooperativa precedente, quindi non possiamo più permettere che si ripeta.
Secondo noi, il tutto potrebbe risolversi facendo ricorso a una contrattazione decentrata anche con il coinvolgimento dell’ufficio provinciale del lavoro.
E questo affinché si prenda atto che i dipendenti della coop svolgono realmente un’attività stagionale e che possiedono tutti i requisiti perché la stessa possa essere caratterizzata come tale.
Del resto, la stagionalità, oltre ad essere regolamentata da una norma del 1963, oggi può essere definita dalla contrattazione. Siamo soddisfatti per l’intesa e speriamo che, adesso, la situazione si normalizzi garantendo il dovuto servizio alle famiglie e agli studenti che risiedono nelle contrade”.

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