Le mandorle di Monterosso Almo diventano eccellenza delle produzioni iblee

Una siciliana e un australiano decidono di vivere insieme e di tornare nella terra di lei, nel profondo sud d’Italia, a Monterosso Almo.
Terra intesa non come territorio, ma proprio come fondo della famiglia dove conducono una azienda agricola, nei territori a ridosso del Monte Lauro, un vulcano spento, noto ai più solo perché, in cima ci sono, da decenni, i ripetitori della RAI.
Rossella Scollo e Martin Holloway, da circa tre anni, sfruttano le peculiarità di questa terra dove microclima vulcanico e montano favoriscono le coltivazioni di particolari prodotti, altrove introvabili perché difficilmente coltivabili.
La coppia sceglie di tutelare un’antichissima varietà di mandorla siciliana, la cuvia femminella, rarissima e rintracciabile solo in microclimi vulcanici e montani, proprio come l’appezzamento di terra che Rossella ha ereditato dal nonno Mariano, a ridosso del monte Lauro.
Hanno creato un brand, giovane, fresco, contemporaneo, lavorano perché l’azienda possa essere conosciuta come un vero e proprio laboratorio del cibo sano, dove si possano apprendere sul campo i metodi di coltura tradizionali, in quanto patrimonio culturale della Sicilia contadina, a impatto ambientale zero, lavorano per chiudere la filiera della mandorla, trasformandola con gli aromi siciliani e un confezionamento ecosostenibile.

Tutto è nato dall’esigenza, del tutto personale, di ritornare dall’Australia ad un piccolo paese della Sicilia, di reinventare un lavoro e un futuro in una terra dalla quale molti, invece, partono, per andare via.
Una esigenza di un lavoro dignitoso, che permetta alla famiglia di stare vicino alla piccola figlia, ai parenti, all’ambiente dove lei e cresciuta.
Anche l’esigenza, sentita, dalla coppia, di ritornare ad uno stile di vita più lento e alla voglia di riconnettermi con la natura, di avere un lavoro che sia rispettoso della natura e che valorizza, e non deturpa, la mia bellissima isola.
Valorizzare la mandorla dei Monti Iblei può significare, in maniera molto concreta, il ritorno di molti giovani a lavorare la terra. Centri rurali decentrati ed economicamente svantaggiati, proprio come Monterosso Almo, hanno bisogno di mani entusiaste e di idee fresche che possano cooperare, in maniera rispettosa e dignitosa, servendosi dell’unica risorsa che ci è disponibile: terreni coltivabili.
Riappropriandosene, così come hanno fatto Rossella e Martin, e come hanno iniziato a fare altri giovani, potrebbe significare trovare una soluzione concreta al problema della disoccupazione nelle aree rurali come quella in cui adesso vivono.
Valorizzare la varietà cuva femminella attraverso lo strumento innovativo del marketing ha salvato le mandorle del nonno dall’anonimato e ha permesso all’ azienda di poterle rivendere al mercato ad un prezzo interamente deciso dal produttore, un prezzo che conferisce dignità alla qualità del nostro prodotto e al faticosissimo lavoro che c’è dietro.
Infatti, se prima il grossista della zona veniva a comprare dai singoli contadini le mandorle ad un prezzo molto più che basso e le rivendeva insieme alle altre, spacciandole come comuni mandorle siciliane, oggi, sono i produttori a schiacciare, trasformare e vendere in maniera diretta la Kuva Mandorla dei Monti Iblei, un prodotto che ha una sua storia, una sua personalità e una sua provenienza tipica.
Incentivare, da parte della regione o degli enti di controllo, colture come quella del mandorlo e metodi di coltura tradizionali ed ecosostenibili, di sicuro potrebbe creare delle alternative concrete al disastro ambientale provocato dagli oceani di plastica che hanno distrutto parte della costa siciliana meridionale. Incentivare la valorizzazione di un’antica varietà di mandorla siciliana, come quella che noi tuteliamo, coltivata in maniera ecosostenibile e biologica, aiuta a portare avanti l’idea del consumo di prodotti locali anziché di mandorle, per esempio, californiane, trattate con il conosciutissimo glisofato e la cui produzione intensiva ha causato la desertificazione di distese e distese di terre coltivabili, proprio come in California.
Valorizzare la varietà di mandorla di uno specifico territorio, proprio come è stato fatto con il brand di casa Scollo, ha un ritorno economico, culturale e sociale che non si limita alla singola azienda o gruppo di aziende di mandorla, ma si estende a tutta l’area degli Iblei, spostando i riflettori anche su altri tipi di produzioni come il miele di timo, gli aromi, l’olio, etc. e creando un’attrattiva enogastronomica che potrebbe interessare anche altre attività come la ristorazione, il turismo esperienziale, i tour del cibo.

L’azienda ha avuto un particolare riconoscimento da parte della Coldiretti, con l’OSCAR GREEN 2019.
Nella incantevole cornice dell’orto botanico Radice Sicula a Giarre, alla la presenza dei vertici nazionali e regionali della Coldiretti, Ettore Prandini, Vincenzo Gesmundo, Veronica Barbati, Francesco Ferreri, e del vicepresidente del Parlamento dell’Assemblea Regionale siciliana, oggi viceministro alle infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancellieri, Rossella Scollo è stata premiata da Veronica Barbati delegata nazionale impresa giovani, presenti anche i rappresentanti della Coldiretti Ragusa Calogero Fasulo, Valentina Firrincieli e Roberto Nicastro.

Ultimi Articoli