Le opere di Festiwall 2015

Il primo anno, 2015, l’anno dell’esordio di Festiwall, cinque le realizzazioni: due su edifici pubblici, tre su edifici privati.
Gli artisti Moneyless, Daniel Eime, Pixel Pancho, Natalia Rak e Millo.

Moneyless, visual artist milanese, nato e cresciuto nel mondo dei graffiti della metropoli lombarda dei primi anni ’90, con il suo stile caratterizzato da un forte astrattismo e da una cruda espressività che si riverbera sullo spazio creando seducenti forme geometriche, abbelli una facciata della biblioteca comunale, quella prospiciente sul parcheggio.

Daniel Eime, portoghese, attivo da più di dieci anni nell’ambiente dell’arte urbana, è cresciuto da sempre in mezzo ai linguaggi artistici. È partito disseminando i suoi lavori con adesivi e poster per poi approdare alla tecnica dello stencil con cui consolida il proprio stile, partendo da una base fotografica (spesso dei ritratti) dalla quale fa germinare una nuova composizione con più sezioni della stessa immagine.
Una ricerca la sua che gli ha consentito di scavare nella fisiognomica e nell’espressività dei suoi soggetti in tutte le più importanti città europee. Sua la realizzazione di via Ariosto, sul ponte delle Giuseppine in via Padre Anselmo.

Pixel Pancho, torinese, considerato uno dei migliori artisti del circuito, la sua missione è portare in giro per il mondo un nuovo dialogo tra il mondo umano e quello meccanico. Una iconografia robotica di Pixel Pancho davvero affascinante, sua l’opera di via Ercolano, di fronte al Prima Classe.

Natalia Rak, uno dei graffiti artist più interessanti della Polonia, laureata in Belle Arti a Lodz con specializzazione in Spatial and Poster Design conseguita presso l’atelier dell’artista Sławomir Iwański. Illustratrice, pittrice e graphic designer conosciuta per i suoi vibranti ritratti large-scale, frale più quotate in Europa, ha già partecipato ad alcuni dei più prestigiosi eventi di urban art europei.
Sua l’opera su una facciata di un edificio retrostante al campo ex ENAL di via Archimede.

Millo, pugliese di Mesagne, vanta ‘muri’ a Roma, Milano, Londra, Parigi e Rio de Janeiro.
Le opere si distinguono per la tessitura di intricate linee su cui campeggiano figure che strizzano l’occhio al mondo dei fumetti. Un utilizzo quasi esclusivo del bianco e nero, con qualche rara punta di colore, un tratto pulito, dei murales pieni di dettagli che inglobano il più possibile gli elementi dell’architettura circostante e che non lasciano indifferenti passanti ed estimatori. Sua l’opera su un edificio comunale, visibile da via Vittorio Alfieri.

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