Le polemiche per mascherare la sottovalutazione del caso politico

Polemiche alimentate per occultare la realtà, sottovalutazione da parte dell’amministrazione Cassì che dichiara di aver preferito tenere un profilo basso, non mediatico. Salvo poi andare su tutte le furie per un titolo che, solo sulla pagina facebook, viene considerato falso.
Allora il profilo si alza e diventa mediatico, segno che la comunicazione, non funziona, non c’è un adeguato canale di comunicazione con la stampa, non si sceglie il tempo perché si doveva intervenire, con forza, quando un giornale scriveva che la questione rilievi della Corte dei Conti era solo una bolla di sapone, destinata a svanire nel nulla, denunciando ad alta voce la genesi di quell’articolo.
Possiamo vantare di aver centrato il problema già dopo la seduta di commissione, quando parlammo di toni e profili pirandelliani, qualcuno, assai più competente e dotto di politica, già assessore al bilancio del Comune di Ragusa, ha parlato di contorni Kafkiani.
Ci piace fare nostri i contenuti di un suo post, dove parla di “un gruppo 5 Stelle tutto proteso a difendere la passata amministrazione, senza uno straccio di autonoma elaborazione di merito sui rilievi della Corte, tutta schiacciata sulle controdeduzioni (d’ufficio) degli uffici comunali.”
Con l’aggiunta, quasi paradossale, di adombrare una attribuzione di responsabilità agli attuali amministratori per non avere saputo, quando convocati, convincere la Corte della infondatezza dei rilievi mossi.
Quasi che i rilievi dipendano dalle insufficienti giustificazioni. Con una clamorosa inversione del rapporto causa effetto.
Dall’altra parte, prosegue l’ex assessore al bilancio, l’attuale maggioranza sostanzialmente incapace di tracciare una netta linea di demarcazione tra errori e responsabilità contabili e responsabilità politiche e di amministrazione.
Ad insinuarsi tra l’una e l’altra parte, il volto beffardo del paradosso: gli uni contro gli altri ardentemente pugnaci e, subito dopo, affratellati nel voto unanime.
Non siamo solo noi che intravediamo cose strane, non siamo una scheggia impazzita come qualcuno vuol far passare per certe nostre posizioni.
E su un altro aspetto avremo ragione: non sono messi ben in evidenza i meriti dell’attuale assessore al bilancio, Giovanni Iacono, che, al tempo, ingaggiò epiche battaglie in aula proprio su questi bilanci e sulle destinazioni delle royalties.
Come non è messa ben in evidenza la concretezza politica dell’on. Nello Dipasquale che, da solo, inoltrò apposito esposto alla Corte dei Conti.
E su un altro aspetto ci vogliamo soffermare, la mancanza di un adeguato spoil-system che molti si sarebbero attesi dalla nuova amministrazione Cassì: dalla segreteria di gabinetto ai dirigenti, dai funzionari agli esperti, la permanenza di soggetti che erano appiattiti sule posizioni degli amministratori 5 Stelle non giova all’amministrazione Cassì.
Comprendiamo che gestire il personale del Comune è un gioco di ruolo pericoloso, ma sono evidenti le discrasie in determinati settori per la permanenza di elementi che hanno già dato prova di scarse capacità e di legami scomodi con il passato.

Per tornare al caso dei rilievi resta poco da scrivere se non ripassare gli interventi in aula dell’assessore Iacono che, da soli, servono per spiegare come stanno, effettivamente, le cose.
Fra l’altro, si è giocato sull’equivoco, di scambiare la seduta sui correttivi come dibattito sulla valenza dei rilievi, che non sono in discussione perché acclarati dall’istruttoria conclusa della Corte ei Conti, un gioco perverso, innescato in aula dai 5 Stelle e subito da una maggioranza incapace di reagire, impegnata a valutare le doti atletiche del consigliere Chiavola per rientrare nell’obiettivo dei fotografi in occasioni ufficiali, dimenticando le performance dei consiglieri di maggioranza che, non si sa a quale titolo, rientrano nelle foto di impegni ufficiali, eventi e conferenze stampa e dimenticando che i consiglieri comunali sono tutti sullo stesso piano, senza privilegi particolari di appartenenza politica.

Quanto alle polemiche, nessuno va al cuore della questione: i 5 Stelle interpretano la relazione del dirigente, colpevolmente non opportunatamente diffusa alla stampa, come una difesa dell’amministrazione 5 Stelle.
Passi che i 5 Stelle possono essere esperti di finanza e diritto amministrativo, ma non lo sono, certo, di legge, e, per questo aspetto, ha sbagliato il Sindaco Cassì che uomo di legge è, abituato a calcare le aule di tribunale.
I 5 Stelle vorrebbero far passare l’assunto che l’amministrazione ha spiegato e non condannato le scelte della precedente amministrazione.
Non comprendono che si tratta di una memoria difensiva nel disperato tentativo di ottenere clemenza e limitare le sanzioni: è un caposaldo della Legge e dell’ordinamento giudiziario, anche un accusato di omicidio gode dell’istituto del difensore d’ufficio e di quello del gratuito patrocinio, ma ogni difesa non vuol dire che il delitto non è stato commesso.
Come pure le conclusioni non hanno senso, perché una condizione florida dell’ente, ove confermata, sotto l’aspetto economico finanziario, non preclude irregolarità che, addirittura, possono aver contribuito a mettere, virtualmente, i conti in ordine.

Polemiche inutili per mascherare la realtà, favorite dalla scelta dell’amministrazione del profilo basso, non mediatico, salvo poi correre ai ripari per la speculazione sulla linea difensiva ripresa da qualche titolo di giornale.
Cassì ribadisce che “non va tutto bene: ci sono più di 15 punti da chiarire e ben 3 segnalazioni al Procuratore Capo, c’è una relazione della Corte dei Conti che parla di “parte entrata del bilancio non veritiera al fine di produrre una illegittima espansione della capacità di spesa” e di “anomalie atte a pregiudicare gli equilibri economico/finanziari del Comune di Ragusa e di numerose violazioni di norme”, ci sono oltre 30 milioni che non trovano collocazione in missioni e programmi corrispondenti a quanto previsto dalla legge!
Sulla stessa linea Giovanni Iacono, che parla di mistificazioni e di spudoratezza politica di fronte ai rilievi chiari, acclarati e gravi, tanto che tre di essi sono stati inoltrati al Procuratore Capo della Corte dei Conti.
Strumenti finanziari ritenuti inattendibili, aumento spropositato dei residui attivi e dei residui passivi, somme considerate e spese come “avanzo libero” quando “avanzo libero” non era, anticipazioni di cassa non registrate o registrate in capitoli dove non dovevano essere registrate.

Ultimi Articoli