Le polemiche sui pass rosa sanciscono la spaccatura profonda nel gruppo consiliare del PD

Che, in atto, ci fosse una crisi profonda nei rapporti fra i due consiglieri del gruppo del Partito Democratico, non era ufficiale, si osservava una certa latitanza del consigliere D’Asta dalle iniziative della segreteria cittadina, erano note le posizioni di Calabrese, con l’on.le Nello Dipasquale e il suo consigliere comunale Mario D’Asta, da una parte, e dell’ex capogruppo, esponente dell’ala di Rinascita Democratica, dall’altra.
In sostanza, anche in vista delle prossime operazioni congressuali, c’era tensione perché D’Asta vede ridurre sempre di più gli spazi a sua disposizione dentro il partito, riduzioni che sono state sempre provocate dal mancato riconoscimento delle maggioranze, di volta in volta, presenti.
Una volta, dichiaratamente, contro la candidatura Cosentini, nel 2018 non condivisone della candidatura Calabrese con malcelate simpatie per quella di Giorgio Massari che, pure, era stato defenestrato proprio da D’Asta dalla carica di capogruppo nel quinquennio grillino.
Oggi, viene fuori un altro elemento che acclara la profonda frattura all’interno del gruppo.
Nei giorni scorsi il consigliere Mario D’Asta diffondeva un comunicato per annunciare il sostegno alla petizione di alcune donne, in gravidanza o mamme da pochi mesi, per una modifica al regolamento per il rilascio dei pass rosa e alle sue applicazioni.
La nuova amministrazione ha introdotto evidenti limitazioni, le rivendicazioni delle mamme sono, in buona parte condivisibili perché vanno incontro alle esigenze di una fascia di persone che si possono definire deboli per una serie di disagi evidenti, dipendenti dalla gravidanza e dalla presenza di bambini in tenera età.
La petizione chiede che il parcheggio negli stalli a pagamento, le cosiddette linee blu, sia del tutto gratuito per le mamme che espongono il pass rosa.
Ma, soprattutto, si chiede che le limitazioni vengano ridotte al minimo.
Le mamme, infatti chiedono di estendere a tre anni l’età dei bambini per la validità del pass rosa;
di eliminare la limitazione di 2 ore, estendendo la possibilità di parcheggio gratuito alla intera giornata;
di eliminare la necessità del bimbo a bordo, in quanto la mamma dopo aver lasciato il bimbo in asilo o dai nonni ha diritto ad essere protetta e salvaguardata e soprattutto avere la possibilità di muoversi con velocità e riuscire a fare più cose nel più breve tempo possibile, dal momento che fare la spesa o qualsiasi altra cosa con i bimbi piccoli è molto impegnativo.
Sempre nella petizione, si chiede di eliminare la necessità di avere sistemi di ritenuta presenti in vettura visto che alcuni sistemi di ritenuta omologati si asportano del tutto insieme al bimbo quando questo non è in vettura (vedasi gruppo 0 detto ovetto);
e, ancora, eliminare la necessità di documentazione di prosieguo gravidanza al quarto mese, trasformarlo in autocertificazione e, in caso di interruzione di gravidanza, obbligo di restituire il pass.
Tra le richieste contenute nella petizione anche la possibilità di delegare l’uso della vettura con pass anche ai familiari per usi connessi al bambino;
superflua la richiesta relativa per l’utilizzo di qualsiasi auto, dal momento che il pass dovrebbe essere nominativo, come quello dei disabili.
Ci sarebbe anche la richiesta di riservare, con linee rosa, il 5 % di tutti gli stalli di sosta, anche quelli non a pagamento.

A poche ore di distanza segue il comunicato del capogruppo Chiavola:
“La Giunta comunale ha deciso di adottare delle stringenti limitazioni ai pass rosa. Una scelta infelice che sta creando parecchi malumori e che, non a caso, ha dato il via a una petizione da parte di mamme e papà ragusani completamente in disaccordo con le nuove previsioni del regolamento.
Vorrei precisare, però, al contrario di quanto è stato sostenuto da qualcuno, che questo atto non è mai transitato in Consiglio comunale e che ogni decisione presa in proposito riguarda solo ed esclusivamente la Giunta Cassì”.

Contenuti e finalità dell’intervento uguali, per tutelare le mamme in gravidanza, quelle con bimbi in tenera età, qualche esagerazione nelle richieste per fa sì che l’utilizzo del pass sia allargato al genitore di sesso maschile e, addirittura ai familiari, ma la comune esigenza di riaffermare un diritto per le mamme che dovrebbe essere concesso senza tanti distinguo, soprattutto in periodo nel quale la crescita demografica è auspicata.

Ma, al di là dei contenuti comuni dei comunicati, resta l’evidenza di una profonda spaccatura all’interno del gruppo consiliare, i cui componenti, evidentemente, non si confrontano e non condividono nemmeno problematiche che poco hanno a che fare con le posizioni politiche.

Dopo la spaccatura all’interno del gruppo di Ciccio Barone, all’interno del gruppo PeppeCassìnSindaco, in Consiglio Comunale, c’è ora quella all’interno della compagine del Partito Democratico.
Mala tempora currunt!

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