Le scale che collegano Ragusa a Ibla rappresentano una barriera architettonica: lo ammette l’associazione Sud Tourism

Nei giorni scorsi l’associazione FACTA, la Federazione per l’accessibilità di Cultura Turismo e Ambiente, aveva inviato una lettera aperta ai giornali per segnalare la discriminazione nei confronti di molti diversamente abili a poter accedere ad eventi pubblici sponsorizzati patrocinati o anche organizzati dall’Amministrazione Comunale di Ragusa.
Il fine era quello di suscitare l’attenzione verso la questione delle barriere architettoniche che sembra essere ben lontana dall’essere risolta, appunto per l’indifferenza, prima di tutto, degli enti locali.
Ci sono leggi e normative precise che, in pratica sanciscono, che in ogni sito, per ogni evento o manifestazione, tutti devono essere in condizione di accedere allo stesso modo.
Tutto il resto è accomodamento, avevamo scritto
IL Presidente dell’associazione Facta ONLUS, Marco Magrini, aveva usato molto garbo nell’esporre la segnalazione – protesta, dandoci lo spunto per affermare come una delle due manifestazioni segnalate fosse giustappunto una barriera architettonica già nel titolo.
Oggi una nota dell’associazione Sud Tourism ci conferma, tra le righe, che le scale che collegano Ragusa a Ibla rappresentano una barriera architettonica.
Magrini il Presidente di FACTA, con estrema moderazione, nonostante la gravità di quanto stava per affermare, aveva segnalato come ‘Le Scale del gusto’, manifestazione di grande rilievo come attrattore turistico, fosse inavvicinabile per le persone con ridotta o impedita capacità motoria, e in gran parte anche da chi affetto da disabilità sensoriale, chiedendo solo un approccio più attento alle esigenze di ogni utenza per una fruizione aperta a tutti, senza distinzioni di nessun genere, cosa, peraltro, richiesta dalla legge.
La nota di replica inoltrata da Sud Tourism non ci piace: pur riconoscendo che il teatro dell’iniziativa sono le scale che rappresentano una barriera architettonica, pur riconoscendo che l’accessibilità ai disabili di attività pubbliche e private è ancora oggi un problema, la nota del direttivo dell’associazione fa trapelare un malcelato fastidio per quanto segnalato; precisa, senza che sia funzionale alla questione, che il Presidente Magrini è di Rovigo, (in verità è di Trieste, NdR) e risiede a Siracusa , che presiede una associazione ‘neonata’, puntualizza che il vicepresidente Nello Veloce è tecnico dipendente del Comune di Ragusa.
Sud Tourism avrebbe preteso che si fossero stabiliti dei contatti per conoscere quello che si stava facendo per l’accessibilità alle persone che hanno delle disabilità, non si sa in base a quale previsione dal momento che fino all’ultima edizione non ci sono stati, in assoluto, come ci riferiscono fonti attendibili, segnali di attenzione verso le norme relative.
Anzi, viene da pensare che quello che si sta cercando fare sia scaturito solo per la segnalazione di Magrini, fra l’altro per rendere accessibile solo una parte centrale delle aree interessate dalle varie attività.
Si comprendono bene le difficoltà e l’imbarazzo dell’associazione per delle problematiche irrisolvibili, considerata la location scelta, l’accessibilità, se vuole essere garantita, deve riguardare tutta la manifestazione e non solo l’area centrale.
Conoscendo lo scenario nel quale è organizzato l’evento, sembra una presa in giro all’opinione pubblica e ai giornali parlare di fruibilità di Palazzo Cosentini o della Chiesa dell’Itria come presupposto di una accessibilità che, appunto per evitare discriminazioni, deve essere totale.
Apprezzabili gli sforzi per essere inclusivi e per trovare soluzioni operative, ma è evidente che in quel posto non ci sarà mai accessibilità per tutti: loro stessi affermano che “ove possibile stiamo cercando di rendere fruibile l’evento alle persone con disabilità di vario tipo.”
Non siano noi a cercare il pelo nell’uovo, tutto è evidente dalle loro stesse affermazioni.
L’indice non è puntato, tantomeno con faciloneria, contro l’associazione, ma contro le amministrazioni che, queste sì, con faciloneria, concedono autorizzazioni senza controllare le normative di legge.
Dall’esterno quelle di FACTA non ci sembrano sorprendenti leggerezze o considerazioni semplicistiche, chi soffre di una disabilità, anche minima, sa di cosa stanno parlando.

Questo il testo del comunicato del direttivo associazione di promozione turistica Sud Tourism:

Sud Tourism associazione che lavora per l’inclusione e non per l’esclusione, anche per la manifestazione “Scale del Gusto”. In risposta all’associazione Facta

La tematica è delicata e sicuramente necessita dei dovuti approfondimenti. L’accessibilità ai disabili di attività pubbliche e private è ancora oggi un problema e di questo ne siamo assolutamente convinti.
Ma chiamati in causa da Marco Magrini (di Rovigo e residente a Siracusa) presidente della “neonata” associazione Facta, e in vista della nostra prossima manifestazione “Scale del Gusto” dal 12 al 14 ottobre, siamo costretti ad intervenire per offrire i chiarimenti del caso.
Al presidente Magrini, ma anche al suo vicepresidente Nello Veloce, tecnico dipendente del Comune di Ragusa, sarebbe bastato infatti contattarci anche semplicemente via e-mail per conoscere il lavoro che la nostra associazione, costituita da giovani che amano il proprio territorio, sta svolgendo anche per favorire la fruizione di “Scale del Gusto” alle persone che hanno delle disabilità.
E piuttosto che immaginare, come ha scritto nella sua nota, che la nostra associazione ha l’intenzione di rendere “inavvicinabile dal punto di vista delle persone con ridotta o impedita capacità motoria, e in gran parte anche da chi affetto da disabilità sensoriale”, il presidente avrebbe scoperto che proprio in queste settimane abbiamo lavorato di concerto con il Comune di Ragusa e con Bassi Comunicanti per rendere accessibili ai disabili con mobilità ridotta una parte centrale delle aree interessate dalle varie attività.
Dopo un lungo periodo di fermo, grazie all’intervento del Comune, è stato infatti attivato l’ascensore di Palazzo Cosentini.
L’antico palazzo barocco, che per Scale del Gusto è una delle location principali, sarà dunque pienamente fruibile. Inoltre, attraverso il passaggio interno, si potrà raggiungere anche la chiesa dell’Itria, anch’essa patrimonio dell’Umanità come appunto Palazzo Cosentini.
La piazzetta esterna è utilizzata per altre attività di Scale del Gusto che dunque saranno pure accessibili.
E in attesa della concreta realizzazione del progetto di “turismo accessibile”, a cui più partner ed enti stanno lavorando per gli obiettivi prefissati, per la nostra manifestazione, in piena collaborazione con l’Ente Nazionale Sordomuti, abbiamo previsto un servizio dedicato ai visitatori non udenti.
Insomma, ci siamo sforzati di essere quanto più possibile inclusivi avviando “servizi dedicati alle persone con esigenze specifiche”, proprio come chiede l’associazione Facta che però, senza conoscere il nostro lavoro e senza averci mai interpellato, contesta, addirittura preventivamente, la nostra attività.
Noi non ignoriamo o facciamo finta di ignorare, come “accusano” quelli di Facta, le esigenze degli altri ed anzi ci sforziamo di trovare soluzioni operativamente. Di certo le scale che collegano Ragusa superiore a Ragusa Ibla rappresentano una barriera architettonica ma ove possibile stiamo cercando di rendere fruibile l’evento alle persone con disabilità di vario tipo. Del resto, l’obiettivo di “Scale del Gusto” è quello di far scoprire questo quartiere, e le scale sono un ostacolo anche per una semplice passeggiata in altri giorni dell’anno. Puntare l’indice con una sorprendente leggerezza su un gruppo di giovani che lavorano in forma di volontariato per creare iniziative d’attrattiva turistica, ci sembra essere un atteggiamento di una faciloneria disarmante visto che lavoriamo da sempre, fin dai nostri primissimi progetti, anche alle esigenze “dell’utenza ampliata”. Dopo le considerazioni semplicistiche che l’associazione Facta ha fatto sulle iniziative promosse dagli altri, ci sfuggono piuttosto le loro proposte operative visto che nella nota di superficiale critica non ne troviamo traccia. E anche sul loro sito web, al di là delle considerazioni e dei buoni intenti su cui tutti ci troviamo naturalmente d’accordo, oltre ai corsi di formazione non abbiamo trovato molto altro. Ma come detto la nostra associazione è inclusiva e dunque siamo pronti a confrontarci anche operativamente con i vertici di Facta proprio perché ogni forma di pregiudizio è da noi lontana.

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