Le scelte sbagliate per Forza Italia, anche a Ragusa

Indipendentemente dai sondaggi, Forza Italia sembra arrivata al capolinea, la supremazia è svanita, la Lega ha preso il sopravvento, il leader della Lega ha, quasi, fatto dimenticare quello degli azzurri, Fratelli d’Italia ha, praticamente, raggiunto il secondo posto in una immaginaria coalizione di centro destra tutta da inventare, l’ultima trovata del Cavaliere con la costituzione di un board che dovrebbe gestire la stagione congressuale sembra solo un tentativo di recuperare Giovanni Toti con una resa incondizionata.
Affidare un partito già agonizzante nelle mani di uno che fino a ieri, ma ancora oggi, tentava di fare un altro partito o di passare direttamente nella Lega, è il segnale che il leader non è più in grado di sostenere il partito, se non esclusivamente dal punto di vista economico.
Stagione congressuale, dicevamo, che deve essere gestita da Mara Carfagna e Giovanni Toti, che dovrebbero lavorare, il condizionale è d’obbligo perchè Toti si è riservato di accettare, in un gruppo a cinque formato dal vicepresidente di Fi Antonio Tajani e dalle capogruppo alla Camera e al Senato Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini.
Uno dei giornali vicini a Berlusconi parla di un capolavoro di equilibrismo, con il quale Berlusconi tiene insieme le anime nordiste e sudiste del partito, facendo rientrare in carreggiata l’area dissidente guidata da Toti.
Ma ci sono anche autorevoli personaggi che alla domanda: “Lasciare Forza Italia?” rispondono “No, perché tanto è già morta”
Non sarebbe un passo indietro di Silvio, che rimane la persona a cui tutti devono riferire, né un ridimensionamento del suo staff.
«Forza Italia», si legge nella nota finale approvata dai parlamentari azzurri, «ha uno Statuto dettagliato e complesso di cui in questi ultimi anni ho tenuto conto da buon padre di famiglia ascoltando tutti».
Ora però è arrivato il momento di procedere a una revisione delle regole interne: «Dopo alcuni anni come per tutte le organizzazioni vi è la necessità di rinnovarsi per consentire a tutti coloro che lo desiderano di partecipare alla vita di Forza Italia».
E’ la storiella che viene tirata fuori, nei momenti di difficoltà per dare l’illusione alla base di partecipare ai destini del partito, ma le scelte vengono sempre calate dall’alto.
Non si riesce mai a distinguere il limite oltre il quale entra in gioco la base, è semplicemente un giochetto di prestigio per intrattenere quel poco che resta degli iscritti e dei simpatizzanti.
Ora, si parla, addirittura, di consultazioni popolari in ordine alle cariche elettive, cioè le primarie (di secondo livello).
Si parla di un congresso in piena estate, tutte favole acclarate dal totale immobilismo in periferia, dove le scelte imposte dall’alto e del tutto sbagliate, mostrano i loro effetti.

Per quanto riguarda la nostra città e la nostra provincia, il commissario calato da Miccichè, l’on.le Nino Minardo, aveva dichiarato che avrebbe fatto passare le elezioni europee per mettersi al lavoro.
Le lezioni europee sono passate da un mese, nulla si muove, c’è sta solo la nomina, del tutto inutile, del vice commissario, nella persona dell’on.le Orazio Ragusa, e poi il nulla.
Facile intuire che, soprattutto dalle nostre parti, parlare di riorganizzazione del partito sotto la canicola estiva vuol dire solo illudere e prendere in giro i simpatizzanti che, eventualmente, volessero contribuire alla rinascita del partito in provincia.
Se tutto va bene, se ne parlerà a settembre, dopo aver incamerato supinamente le indicazioni dall’alto, del board, se ancora esiste, del capo siciliano del partito, per cercare, poi, di mantenere il controllo (ma di che cosa? NdR).
Se ne riparlerà in autunno, se ancora Forza Italia esiste.

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