L’ecomuseo CARAT diventa la tomba delle opposizioni al Consiglio Comunale

Un atto di indirizzo della Giunta comunale per l’istituzione dell’ecomuseo CARAT, a cui è seguita subito la delibera per l’istituzione dello stesso e il regolamento, tutte cose da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.
Forse tutto è stato predisposto con una certa, incomprensibile, fretta, ma l’amministrazione sembra avvertire che il motore comincia a girare ‘rotondo’, avverte che il fondo stradale è scorrevole e senza impedimenti per l’inconsistenza delle opposizioni e, come si suole dire, ogni tanto va senza mani.
Dell’ecomuseo ci occuperemo, più dettagliatamente, dopo la conferenza stampa convocata per mercoledì 17 aprile, nel corso della quale il sindaco Peppe Cassì, che è anche detentore della delega alla cultura e ai beni culturali, presenterà il progetto che è stato approvato dal Consiglio Comunale nella seduta di lunedì 15 aprile.
L’ecomuseo è un progetto virtuale di una forma museale permanente che mira a tutelare e valorizzare le peculiarità materiali e immateriali presenti nel territorio comunale, una sorta di patto tra territorio e comunità che deve costituire risorsa fondamentale del patrimonio materiale e immateriale del Comune.
Una entità che, ancora prima di rivolgersi al turismo e ai ritorni economici, è dedicato ai cittadini, agli abitanti, perché non tutti hanno la percezione chiara dell’intero patrimonio.
Nella sua essenza, un vero e proprio progetto culturale, suggerito e proposto dall’architetto Paola Schininà,
che il sindaco ha accolto con enorme entusiasmo, mettendolo subito al centro della sua programmazione.
I ragusani, prima ancora dei turisti e dei visitatori, potranno assumere contezza della propria storia e della propria identità, attraverso un percorso che potrà essere costantemente rinnovato e integrato con sempre nuovi riferimenti, in una ottica di multisettoriali che sarà in costante evoluzione.
Da Castiglione al Castello di Donnafugata, dall’ambiente rurale al centro storico, per passare alle cave e arrivare alle miniere di asfalto, un itinerario che attraverserà i siti dello sbarco alleato per scendere verso il mare e arrivare a Kamarina.
Un vero e proprio museo del territorio, nel territorio.
Un atto che nella sua semplice complessità ha preso in contropiede le opposizioni consiliari che si sono trovate davanti ad un’altra ‘magia’ di Peppe Cassì che ha presentato l’ecomuseo circoscritto da quattro torri di difesa, i componenti del Comitato tecnico-scientifico dove emerge la figura di Carmelo Arezzo, indiscutibile punta di diamante della formazione.
In aggiunta, il sindaco ha prodotto anche il colpo d’ala e, a quanti facevano notare che nessuno dei componenti il comitato tecnico avesse votato Cassì, per lo meno al primo turno, ha fatto notare come i prescelti non facessero parte della sua cerchia, del suo cerchio magico in campagna elettorale, segnale evidente di scelte non condizionate da privilegi per la propria parte politica.
Assai difficile per i consiglieri di opposizione trovare argomenti per replicare al progetto. Solo Gianni Iurato, con eccelsa lucidità ha toccato temi e aspetti degni di essere attenzionati, sia sotto l’aspetto prettamente culturale come anche per gli aspetti tecnici di gestione dell’ecomuseo.
Per il resto, Chiavola e Gurrieri, in Commissione, hanno accennato a quesiti giudicabili, per essere buoni, prematuri, alla fine approvazione all’unanimità dell’atto di indirizzo, mentre per il regolamento c’è stata solo l’astensione di Iurato per motivazioni strettamente tecniche riferibili a emendamenti che ha poi formalizzato in Consiglio, peraltro ricevendo l’approvazione della maggioranza.
Dopo l’approvazione unanime in Commissione, bene avrebbero fatto le opposizioni a intervenire nella discussione generale, senza tentare una opposizione puramente strumentale, peraltro destinata al totale fallimento.
Delle minoranze sono rimasti in aula solo Gurrieri del Movimento 5 Stelle, Iurato del gruppo misto, il capogruppo del PD, Chiavola, e D’Asta.
Dopo la discussione generale, una lunga pausa nel corso della quale c’è stato un tentativo, da parte dell’amministrazione, di valutare alcune proposte di modifica al regolamento: ascoltato il consigliere Iurato, l’unico che ha tirato fuori suggerimenti e proposte valide, accontentato con la caramellina il consigliere Gurrieri, scartate le proposte di Chiavola e D’Asta che hanno inscenato, fino oltre le due di notte, un atteggiamento ostruzionistico assolutamente privo di contenuti.
Del tutto legittima l’azione di opposizione ma assolutamente priva di obiettivi concreti e di risultati, tanto da rendere la stessa azione inefficace, in grado solo di dare fastidio e ai limiti del sovversivo.
Basta rivedere la registrazione dell’ultima parte della seduta per rendersi conto di come alcuni consiglieri interpretano il ruolo, occorrerebbero sedute in orari diurni e maxischermi nelle piazze per illustrare alla città come si comportano gli eletti.
Tutto avviene per l’eccessiva moderazione dei consiglieri di maggioranza e per l’inesperienza che li obbliga ad essere spettatori disarmati di uno spettacolo indecoroso, dove, pedissequamente, si ripetono ad libitum formulette su consenso elettorale, sui meccanismi della legge elettorale, sulla valenza relativa della maggioranza, sul consenso numerico di voti che si vorrebbe far diventare titolo per assumere affidabilità politica e credibilità di minoranze che vorrebbero uscire dal ruolo di sconfitti ed ergersi a consiglieri dell’amministrazione.
I consiglieri di maggioranza non riescono a divincolarsi dalle trappole di qualche esagitato per disperazione da sconfitta, basterebbe interrompere le sedute e diffondere, puntualmente, dei messaggi alla città per stigmatizzare azioni e comportamenti fuori dalle righe, obbligando il Presidente del Consiglio ad un rigoroso rispetto del regolamento per i lavori d’aula, al fine di non permettere interventi fuori tema e perdite di tempo inutili e strumentali
Una amministrazione che conferma, giorno dopo giorno, la credibilità conquistata sul campo, forte di una maggioranza, al momento, coesa, che porta a casa con facilità due bilanci approvati senza difficoltà e può vantare iniziative come quella dello scalo merci o dell’ecomuseo che, al netto degli esiti rispettivi, danno idea di concretezza e idee chiare sulla progettualità e sulla programmazione.
Uno scenario che, giorno dopo giorno, costituisce il mausoleo alla memoria di opposizioni già decisamente allentate, senza la necessaria lucidità per assestare anche solo colpi dimostrativi, che qualcuno si guarda bene dal mettere in atto perché alla fine, forse, conviene stare buoni e fare solo teatro.

Ultimi Articoli