Legambiente interviene sulla differenziata di Ragusa

Sono note le competenze di Legambiente in tema di raccolta differenziata, come conosciamo quelle dell’ex assessore Conti, animatore del Circolo il Carrubo di Legambiente Ragusa.
Più volte l’associazione ambientalista interviene sul nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti nel capoluogo, rilevando criticità.
Attualmente il DEC si identifica nella ESPER, la stessa ditta azienda che ha redatto il piano di gestione della differenziata, con la quale il prof. Conti ebbe rapporti quando era assessore, appunto in ordine alla stesura del piano.
Sarebbe d’uopo che ci fosse riscontro ai comunicati del circolo locale di Legambiente per capire chi ha ragione e per mettere fine al batti e ribatti di comunicati che da sempre hanno caratterizzato i rapporti fra Legambiente e amministrazione.
Questo il penultimo comunicato di Legambiente Ragusa:

RACCOLTA DIFFERENZIATA : CITTADINI INGANNATI

UN BUCO DA QUASI UN MILIONE DI EURO NEL PRIMO ANNO DEL NUOVO SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI

E’ questo il risultato di una raccolta differenziata che si attesterà nel periodo febbraio – ottobre 2018 a poco più del 35%, contro un obbligo contrattuale per gli stessi periodi rispettivamente del 65%.
Significa che quasi 8.300 tonnellate di rifiuti hanno preso la via della discarica invece di essere differenziate, comportando un maggior costo per poco più di 1,1 milione di €, da dividere al 50% tra Comune e Impresa Appaltatrice.
A ciò occorre però aggiungere altri 400.000 € tra maggior costo di gestione della frazione organica e mancati ricavi per la vendita dei materiali differenziati di proprietà del comune di Ragusa.
Ci aspettiamo ora che la nuova amministrazione comunale di Ragusa recuperi queste somme e li impieghi a ridurre la TARI dell’anno prossimo.
A questa procedura di applicazione delle sanzioni nei confronti della I.A. non c’è alternativa visto che le regole dell’appalto non possono essere modificate dopo l’aggiudicazione della gara per nessun motivo, e se per caso lo si è fatto esse sono illegittime.
Lo afferma la sentenza del 7 settembre 2016, C-549/14 della Corte di Giustizia Europea con la quale ancora una volta si ribadisce un principio consolidato in tema di estensione dell’obbligo di gara conseguente al c.d. divieto di rinegoziazione dell’offerta nell’ambito di gare d’appalto.
La Corte di giustizia UE ha confermato che non può essere apportata, in via di trattativa privata tra l’amministrazione aggiudicatrice e l’aggiudicatario, una modifica sostanziale di un appalto pubblico dopo la sua aggiudicazione; in tal caso deve darsi luogo ad una nuova procedura di aggiudicazione vertente sull’appalto così modificato.
Questo principio prevale anche nel caso in cui le prospettate modifiche derivino dalla volontà delle parti di trovare una composizione transattiva a fronte di difficoltà oggettive incontrate nell’esecuzione di detto appalto ovvero di controversia insorta successivamente.
Una possibile eccezione è stata individuata dalla Corte alla triplice condizione che: a) si verta in materia di appalti aventi oggetti particolari ed aleatori; b) la possibilità di modifica sostanziale sia stata prevista dalla legge di gara; c) sia rispettata la parità di trattamento fra imprese attraverso la predeterminazione delle modalità applicative di tali adeguamenti.
E non sembra che a Ragusa ci si trovi in questa situazione.
In aggiunta i disservizi cui stiamo assistendo vengono causati dal mancato rispetto di importanti previsioni contrattuali dato che finora, senza controlli, il gestore non ha dedicato tutto le risorse previste alla fase di avvio del porta a porta e tali problematiche non possono in alcun modo pesare sulle casse comunali.
L’I.A. ha accettato firmando il contratto quanto scritto all’art. 1 del Disciplinare Tecnico Prestazionale che prevede tra l’altro: “Tutti i dati riportati nel presente documento e negli altri documenti di gara, pur se sufficientemente analitici, devono essere considerati dalle Imprese partecipanti come puramente indicativi e minimali e non esimono le Imprese stesse dalla verifica e dall’approfondimento sul campo preliminarmente alla stesura dell’offerta economica.
Pertanto, non potranno essere richieste integrazioni contrattuali o maggiori costi a carico del Comune e/o degli utenti per errate valutazioni dell’I.A. rispetto alla dimensione ed alle caratteristiche del territorio da servire”.
I cittadini pagano già tanti, troppi, soldi per una la gestione dei propri rifiuti e hanno diritto ad un servizio perfetto.
L’Amministrazione faccia rispettare le regole oppure si trovi un altro gestore.
La situazione per la quale si paga molto in cambio di un servizio scadente non è più accettabile.

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