Legambiente Ragusa e l’ex assessore Dimartino non condividono i principi ispiratori della variante al PRG

Nettamente critici nei confronti della variante al PRG, di recente approvata dal Consiglio Comunale su proposta dell’amministrazione pentastellata del Comune di Ragusa.

Per il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, una variante che guarda al passato, che conferma migliaia di nuovi alloggi, privilegiando gli interessi di sempre, dimenticando il sogno del consumo di suolo zero.

Questa la nota del Circolo ragusano di Legambiente:

La popolazione residente a Ragusa nel 2025 diminuirà di circa 1000 unità (report Istat “il futuro demografico del paese “del 26/4/2017) e non aumenterà di 3000 unità con un fabbisogno di 3000 alloggi come scritto nelle linee guida del nuovo PRG.
Il consumo di suolo nel comune di Ragusa, nonostante i proclami di bloccarne la crescita, ma solo sulla carta, continua ad aumentare.
Solo nel 2016 nelle aree PEEP si sono consumati più di 110.000 mq di terreno agricolo. Al 31/12/2015 (dati ISPRA) oltre il 10% del suolo comunale risultava ormai irrimediabilmente cementificato, con una percentuale che aumenta fino al 40% nella fascia costiera entro un km dalla costa, ben al disopra della media italiana e di quella regionale.
Di fronte a questi dati inoppugnabili la variante urbanistica avrebbe dovuto bloccare le nuove costruzioni nelle aree PEEP.
Nei fatti si è rivelata un nuovo via libera alla cementificazione per altri 360.000 mq, con la costruzione di altre 1.757 abitazioni e lo spostamento in periferia di altri 4.400 abitanti con buona pace di tutti gli impegni al recupero del centro storico e alla rigenerazione urbana.
Quest’ultimo atto segue la mancata modifica dell’art. 48 delle NTA che avrebbe dovuto e potuto bloccare le costruzioni residenziali in campagna.
Sarebbe stato necessario e lungimirante un blocco totale dell’espansione edilizia con il ritorno a zona agricola di tutte le aree PEEP non costruite, comprese quelle che la variante approvata mantiene ancora come aree edificabili. Con il decremento demografico e 18.000 abitazioni vuote sul territorio comunale non c’è più la necessità di nuove edificazioni. Il resto è sola speculazione.
L’idea, inoltre, di spostare le aree peep all’interno del parco agricolo urbano evidenzia la totale mancanza di coerenza con l’idea di protezione del suolo, destinando a superficie edificabile proprio “il cuore verde” della periferia della città che dovrebbe invece avere come destinazione reale un parco urbano.
Il tentativo, da parte dell’amministrazione, di dare un colpo al cerchio e uno alla botte dimostra la totale incapacità di fare scelte coerenti con i valori che tanto professa, cercando così di tenersi buoni quei poteri che hanno già devastato abbondantemente la città.
Si è persa ancora una volta un’occasione per abbandonare modelli urbanistici del passato e virare decisamente verso interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione energetica, specie in alcune aree caratterizzate da costruzioni fortemente energivore, di scarsa qualità urbanistica/edilizia e da problemi di sicurezza statica.

Parimenti critico l’ex Assessore all’urbanistica della Giunta Piccitto, l’arch. Giuseppe Dimartino che ha diramato la seguente nota:

A leggere i post e gli articoli comparsi sulle varie testate on line sembrerebbe che a Ragusa ci sarebbe solo da festeggiare.
Il Consiglio Comunale ha “finalmente” approvato una variante urbanistica con la quale si riduce la superficie forsennata di due milioni di metri quadrati perimetrati nel 2007 e destinati ad aree PEEP.
Con la nuova variante la superficie viene ridotta da 1,7 milioni di mq a 880.000 mq, rimangono ancora circa 440.000 mc pari a circa 1.000-1400 abitazioni.
Per fare una cortesia a chi?
Con una popolazione che non cresce più, un saldo naturale negativo da almeno 10 anni, le immigrazioni in calo e le emigrazioni in aumento a chi dovrebbero essere vendute le nuove case?
E, considerato che la popolazione in città non cresce da un decennio e che vi sono più di 13000 abitazioni vuote, l’operazione urbanistica sembra proprio una gran bella presa in giro, in barba al consumo di suolo zero e a tutte le teorie economiche che mettono in relazione domanda e offerta.
Sembra proprio che la logica e il buon senso abbia abbandonato gli amministratori di questa città che fanno finta di ridurre ma, in realtà, continuano ad ampliare una città oramai impazzita.
Far passare come atto di giustizia una variante che avrebbe dovuto azzerare la crescita folle della città è un vero affronto all’intelligenza dei cittadini che vedranno nel futuro prossimo crescere ancora di più la loro spesa per i servizi urbani.
Un’amministrazione che vuole fare giustizia nei confronti dei proprietari che si sono ritrovati a pagare tasse per un decennio a causa di scelte del passato avrebbe potuto trovare strade alternative e mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale.
L’amministrazione ha giustificato e praticato la continuità con il passato nel settore urbanistico con la paura di contenziosi, con la complicità di parte dell’opposizione che ha votato di buon grado l’atto ma la giurisprudenza continua e consolidata garantisce, senza alcun rischio per il soggetto pubblico, lo “ius variandi” cioè la possibilità di ridurre i volumi precedenti quando ci si muove secondo gli interessi pubblici e generali ( vedi sentenze TAR e Consiglio di Stato sul PRG di Roma ed di altri comuni) .

Ultimi Articoli