#leradicidellaccoglienza. Legambiente Sicilia esprime solidarietà alla mamma eritrea simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne

Dove regna l’ignoranza attecchiscono odio, xenofobia e discriminazione. Solo così si spiega l’incresciosa vicenda degli insulti rivolti nei confronti della giovane mamma eritrea accusata da altre donne e madri come lei di rappresentare un pericolo per la salute dei degenti dell’ospedale di Ragusa, dove la donna assiste la sua bambina.
Dopo le violenze e gli orrori subiti durante la fuga dal suo paese e la permanenza in Libia, dopo il drammatico viaggio per mare intrapreso con la sua piccolissima creatura partorita in totale solitudine, per questa ragazza, appena diciannovenne, non poteva esserci impatto più duro e drammatico con la realtà di un paese sempre meno accogliente e solidale ed in preda ad un evidente arretramento culturale e valoriale che non trova precedenti nella storia dell’Italia repubblicana.
La reazione violenta ed inconsulta delle donne che, al reparto di neonatologia di Ragusa si sono scagliate contro Fara, è il chiaro frutto delle quotidiane pillole di disumanità somministrate ad arte dal capo di uno schieramento politico che non fa certo mistero di puntare proprio ad inebetire le masse con dichiarazioni roboanti infarcite di falsità e cattiverie contro i migranti.
Legambiente esprime solidarietà alla mamma, simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne, e solidarietà anche alla città di Ragusa ed a tutti quei ragusani, e sono tanti, quotidianamente impegnati a coltivare sentimenti positivi ed a proporre azioni concrete a favore dell’inclusione.

(a cura dell’Ufficio Stampa di Legambiente Sicilia – Teresa Campagna)

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