L’impianto di biometano di Modica non è benvisto dal Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia

Per una comunità avere imprenditori facoltosi che vogliono investire, creare posti di lavoro e contribuire in maniera determinante allo sviluppo socioeconomico del territorio, in questi tempi è senza ombra di dubbio una fortuna, quasi una rarità.
Tuttavia, quando entra in gioco la consapevolezza di quello che si rappresenta per il territorio, si tende, spesso, a ritenere che tutto sia dovuto e che il diritto legittimo di fare coincida sempre con i confini giuridici che ne disciplinano l’esercizio, senza mai porsi la domanda se questi confini intaccano il diritto di singoli o della comunità.
Il tutto dovuto è ancora più incisivo quando dall’altra parte, nello specifico la politica, che dovrebbe essere più riflessiva e meno interessata ai profitti dei privati e più ai possibili disagi della collettività, asseconda questa tendenza fino a dare l’impressione o, comunque, creare il dubbio di un atteggiamento tipico di una reciproca connivenza più marcata rispetto a quella fisiologica e tollerata dal sistema.
Ciò si manifesta, se si tiene conto delle dinamiche politiche generatesi a Modica negli ultimi tempi, in maniera inequivocabile, nella vicenda dell’impianto per la produzione di biometano che sorgerà a Modica in contrada Zimmardo Bellamagna, area di pregio paesaggistico e a ridosso della comunità Pozzallese, della ridente frazione di Marina di Modica e dove insistono diverse imprese agrituristiche.
Cosa può significare un impianto industriale, perché di questo si parla viste le dimensioni, che già di per sé è qualificato dalle normative quale attività insalubre, allocato in un’area come questa?
Dall’atto autorizzatorio si comprende senza errate interpretazioni quanto complesso e delicato sia il processo di trasformazione in energia del materiale conferibile, quanta attenzione si debba prestare per preservare il paesaggio e la qualità delle falde acquifere. E quanta sull’impatto nel territorio ricadente nel sito in riferimento a tutte le strutture occorrenti al funzionamento, avendo riguardo alla viabilità, allo stoccaggio e alla costruzione della condotta per immettere il prodotto nella rete.
Di particolare rilievo è la raccomandazione relativa all’emissione dei cattivi odori, che impone al titolare controlli affinché essi non superino i livelli stabiliti dalla legge. Questa raccomandazione rappresenta la certificazione che l’impianto comunque emetterà dei cattivi odori che si propagheranno nell’aria e che solo il vento ne determinerà la direzione.
Ci chiediamo come l’amministrazione non abbia tenuto conto, considerato che questa estate, a seguito di vibrate proteste dei villeggianti, sono state emanate ordinanze sindacali di divieto di spargimento di fertilizzanti nelle aree a ridosso di Marina di Modica.
Che danno potrebbe arrecare l’impianto, che comunque immetterà nell’area cattivi odori, al turismo balneare e ai residenti di Marina di Modica e di Pozzallo?
Potenzialmente molto e sufficiente a mettere in ginocchio l’economia turistica e a creare disagi ai residenti.
Riteniamo che la classe imprenditoriale e la politica dovrebbero sempre coinvolgere la comunità in progetti di questa portata e decidere insieme l’allocazione di un impianto di questo tipo.
Nessuno è contro l’impianto, nessuno potrebbe rinunciare ad un’opportunità per il futuro del proprio territorio. Una soluzione condivisa che avrebbe eliminato il potenziale rischio di compromettere un’area di pregio paesaggistico, la sicurezza ambientale, e soprattutto la serenità della comunità interessata, sarebbe venuta fuori.
Per Fratelli d’italia, che rimane favorevole alla produzione di energia green e alla costruzione dell’impianto, occorre una riflessione sulla ubicazione dell’insediamento produttivo non ritenendo idonea e potenzialmente pericolosa, per i motivi evidenziati, quella individuata dall’azienda titolare della concessione.

Il Coordinamento Cittadino di Fratelli d’Italia di Modica

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